le lenti di Gramsci

mercoledì 5 gennaio 2011

Buon 2011 rivoluzionario


dal blog di Luigi De Magistris riprendo e rilancio:

Il 2010 si è chiuso con le forze dominanti che attraverso il controllo del capitale
hanno mortificato il lavoro: è il caso dell’imposizione dei desiderata della Fiat
ai lavoratori, con l’avallo di Governo e Confindustria, di sindacati deboli o
compiacenti (ad eccezione della FIOM) e con il capo chino anche di pezzi del centro-sinistra.

Poco prima il prodotto umano e istituzionale di un potere autoritario e svilito,
espressione della peggiore sub-cultura berlusconiana, ossia il ministro Gelmini ha
imposto – contro la volontà di studenti e docenti – la controriforma
dell’università.

Il Presidente della Repubblica, come sempre, ha subito firmato. I tagli alla spesa
pubblica democratica – non a quella che rimpingua le cricche e le mafie che è
mantenuta e consolidata – e alle politiche sociali sta rafforzando le
disuguaglianze, mortificando cultura, ricerca, innovazione, sviluppo.

Il ceto medio, la spina dorsale del Paese, fatica ad arrivare alla fine del mese: i
nuovi poveri, con la mortificazione di centinaia di migliaia di famiglie.
I giovani non hanno più certezza del loro futuro lavorativo, ambizioni umiliate,
sogni spezzati, progetti svaniti, governi che non sono in grado di garantire
aspirazioni, valorizzare professionalità, considerare competenze.
Il precariato è, ormai, il modello preferito dal regime per regolamentare la forza
lavoro.

I servitori dello stato sono sempre più umiliati dal mobbing delle cricche e dalla
deviazioni che operano all’interno delle istituzioni.

Gli imprenditori capaci e onesti che contribuiscono alla ricchezza economica sono
umiliati da oligopoli dominanti, dai prenditori di soldi pubblici e da coloro che
vanno a braccetto con la politica e la criminalità organizzata.

Le mafie imprenditrici controllano il 25% del PIL. A fronte di un disegno
autoritario che verticalizza il potere, mortifica gli organi di garanzia, massacra
lo stato sociale, privatizza tutto, restringe gli spazi di dissenso, mortifica il
pensiero libero, le forze politiche di opposizione non sono ancora all’altezza
della sfida.

E allora dobbiamo lavorare per un 2011 di rottura del sistema e di costruzione di
un’altra Italia. Dobbiamo unire la parte migliore esistente tra le forze del
centro-sinistra e metterla in connessione con il popolo in movimento, con la gente
stanca ma fiera, con quelli dalla schiena dritta, dagli occhi puliti, con il cuore
caldo, con le menti libere e aperte, con chi vuole un costruttivo conflitto
sociale, con chi lotta per i diritti, con chi pensa prima ai lavoratori e, poi, al
profitto, con chi tutela i più deboli prima di pensare al denaro.

C’è una grande sete di giustizia, di solidarietà, di uguaglianza.

Raccogliamola e organizziamo il dissenso, costruiamo l’alternativa con contenuti
chiari e forti che possano camminare con le gambe di persone credibili che hanno
dimostrato da che parte stare. E allora per un 2011 rivoluzionario, per la
rivoluzione dei cuori, per spezzare le catene dei poteri dominanti e agire per la
costruzione della democrazia.

Buon anno amiche e amici, buon anno compagne e compagni, buon anno a chi vuole
camminare con noi, con fierezza e lealtà, con forza e dolcezza, con l’amore per il
prossimo. Buon Anno!

Luigi
www.demagistris.it

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