le lenti di Gramsci

martedì 8 gennaio 2019

IL MARXISMO COME FILOSOFIA OLISTICA (2)

Il passaggio dal confine all'orizzonte

di Mario Capanna


Così abbiamo frantumato i legami che uniscono ogni parte al tutto.(…) 

Che tutto ciò che è sia collegato (non separato!); che tutti gli esistenti siano uniti da relazioni (non divisi!); che l’universo sia la totalità degli esistenti e dei nessi che li congiungono, per cui esso non sarebbe più tale se anche uno solo, magari il più piccolo (degli esseri e delle relazioni) venisse meno, è una percezione che l’uomo, se guarda bene, trova nell’intimo. (…) Al di fuori della totalità, non saremmo-non ci saremmo. (…) 

Coscienza globale: non è tuttologia né l’onniscienza. E’ la percezione dell’insieme, che dà senso a ogni parte del reale, destinata ad apparire come parziale e, dunque, come finzione.(…) Senza comprensione della totalità, non si ha coscienza in senso autentico, ma solo la falsa coscienza della frantumazione delle cose separate. Senza con-scientia , non c’è coscienza.(…) Il 95%-il 95 per cento!-(fonte:ONU) è impiegato in speculazioni e arbitraggi, nell’ immenso gioco di fluttuazioni borsistiche dei cambi e di speculazioni sui differenziali dei tassi di interesse.(…) Non l’oppressione, lo sfruttamento, la guerra appartengono naturalmente al mondo, ma la simbiosi dei viventi, l’armonia, la coesistenza, la pace.(…) 

La vera vita del mondo è data dalla compresenza degli esseri e dal loro rispetto reciproco: è questa comprensione che costituisce la coscienza, in quanto, appunto coscienza globale-coscienza reale.(…) Albert Einstein: “Un essere umano è parte di un tutto chiamato universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualunque cosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica di coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione, attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includervi tutte le creature viventi e l’intera natura, nella sua bellezza”. (…) La riconquista del nostro passato collettivo dovrebbe essere tra i primi progetti per il nostro futuro. -Umberto Eco.(…) Avvertirsi l’uno essenziale all’altro, e ognuno utile per costruire l’orizzonte comune dell’emancipazione umana, induce a dare il meglio di sé a se stessi e agli altri , e questo, quando si realizzava su vasta scala e intensamente, determina ed espande un contagio positivo.(…) Noi sì, fummo felici, è vero che ci siamo divertiti un sacco. (…) La verità dunque , non può essere data da frammenti separati né da parzialità scollegate, ma solo dall’insieme globale che tiene unite tutte le parti e le loro connessioni.(…) A emergere per la prima volta in una dimensione di massa e su scala planetaria, fu la visione olistica dei rapporti che intercorrono fra tutti i viventi e le cose, e li uniscono nelle loro diversità. Visione olistica: si individuano i nessi e le loro conseguenze: il profitto generatore di sfruttamento e di guerre, parti di umanità che ne opprimono altre e le mantengono nel sottosviluppo, erosione delle risorse naturali e inquinamento, fino ai mutamenti climatici.(…) Occorre il passaggio, pieno, dalla visione meccanicistica a quella olistica del mondo- e del nostro essere nel mondo, il decisivo passaggio dal confine all’orizzonte.(…) 


TRATTO DA: NOI TUTTI, di Mario Capanna, Garzanti, 2018 



frammenti da · Pag.64-111




giovedì 3 gennaio 2019

Appello a tutte le forze che ritengono irriformabile il polo imperialista europeo



In vista delle elezioni europee non abbiamo bisogno di tanti piccoli partiti in competizione tra loro ma di riunire tutte le forze militanti che pur ci sono, ma sono divise e disperse.

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In vista delle elezioni europee, i principali schieramenti politici si stanno preparando per la contesa elettorale. Pur trattandosi di un’istituzione vuota ed ininfluente, come il parlamento di Bruxelles, anche queste elezioni rappresentano un momento importante di agitazione e propaganda. I comunisti, pertanto, non possono farsi sfuggire l’occasione di usare la campagna elettorale per denunciare il carattere antidemocratico di tali istituzioni borghesi, facendo emergere la necessità di sviluppare una democrazia di tipo nuovo, fondata sulla proprietà comune dei mezzi di produzione.
La partecipazione alle elezioni e la relativa propaganda, tuttavia, data l’estrema frammentazione del quadro della sinistra italiana, sarebbe possibile in maniera efficace solo all'interno di un fronte comune dei comunisti, anticapitalisti e antimperialisti di tutta la penisola italiana. Di partiti che si presentino in competizione tra loro o che si disinteressano dell’appuntamento per l’impossibilità di raccogliere le firme necessarie a presentarsi, il proletariato non sa che farsene. Crediamo, invece, che il proletariato abbia bisogno di tutte le forze militanti che pur ci sono, ma sono divise e disperse. Con questo appello, quindi, vogliamo contribuire a valorizzare le energie ancora vive dei comunisti e della sinistra radicale, nell'unità pratica e teorica, affinché trasformino l’occasione elettorale in un megafono delle rivendicazioni dei lavoratori e di denuncia del sistema di sfruttamento del lavoro salariato che è la base del contratto sociale esistente.
Il nostro auspicio, dunque, non deve essere inteso quale scorciatoia elettoralistica ma più semplicemente come appello affinché i compagni e le compagne di base ovunque collocati, ed i relativi vertici, si impongano l’unità d’azione, superando le loro reciproche e legittime differenze (e diffidenze) e si uniscano con i tanti senza tessera, per confrontarsi e capire se e come battersi insieme per una progettualità comune di trasformazione dell'esistente.
Pertanto, invitiamo tutte le organizzazioni comuniste, della sinistra radicale e tutti gli antimperialisti ovunque collocati ad incontrarsi in vista delle elezioni per mettere al centro del dibattito italiano l’uscita dell’Italia dall’Unione europea da una prospettiva proletaria ed internazionalista. Un incontro che non possiamo che provare ad autoconvocare, ma che spetterebbe alle organizzazioni politiche programmare. In particolare, a Potere al popolo, che è l’organizzazione più grande, che non ha ancora sciolto il nodo se presentarsi da sola o in coalizione, ma che ha abbozzato un programma che va nella giusta direzione. Con le classi popolari, infatti, bisogna essere chiari e non tergiversare, altrimenti questo campo continuerà ad essere occupato da forze reazionarie che si rifugiano nel nazionalismo più becero per continuare ad essere egemoni. Come tutti sappiamo, tali forze hanno sempre appoggiato qualsiasi trattato europeo, ma tra le masse vengono riconosciuti come coloro che si contrappongono ai diktat della burocrazia europea.
Per quanto ci riguarda, riteniamo che la lotta al capitalismo in quanto tale debba essere praticata non solo tenendo presenti le insanabili contraddizioni tra le diverse borghesie dei paesi del vecchio continente e la prepotenza degli Stati Uniti, ma anche spingendo per la rottura del polo imperialistico europeo, vista l’importanza che questa istituzione sta assumendo per il governo capitalista di quest’area del pianeta. Pertanto, riteniamo che i compagni ovunque collocati, che pensano che l’Unione Europea non sia riformabile negli interessi del proletariato e delle classi popolari, debbano unirsi affinché il colpo possa essere portato a segno, coscienti che la rottura della gabbia europea non è un pranzo di gala.
Siamo coscienti che non esiste un “piano A” o un “piano B”, ma solo la contrapposizione tra gli interessi di chi produce la ricchezza collettiva e chi se ne impossessa attraverso lo sfruttamento del lavoro altrui. Proprio per questo miriamo alla dimensione internazionale, perché sappiamo non esservi interessi antagonistici fra i lavoratori italiani e quelli francesi né tanto meno con quelli congolesi e di tutti gli altri paesi. Siate capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario.
Pertanto, le riforme perorate dai comunisti non possono che scaturire tatticamente dall’antitesi rivoluzionaria e trascendere gli stessi obiettivi riformatori immediatamente ed esplicitamente posti dal proletariato. Al contrario, le proposte politiche che mirano a riformare l’Unione Europea aumentano la possibilità di una guerra non più latente, tecnologica, informatica o delocalizzata, ma imminente; e porteranno a un deterioramento ulteriore della terra e del suo clima; a condizioni salariali e di vita peggiori, perché al peggio non c’è mai fine fin quando non sapremo liberarci dal capitalismo. È pertanto oggi un nostro compito urgente e necessario unirsi per rilanciare con forza la prospettiva del cambiamento a partire dalla rottura dell'Unione Europea.
29/12/2018 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

martedì 1 gennaio 2019

Buon anno di lotta per la pace e la giustizia sociale


editoriale di Giovanni Sarubbi, direttore de Il dialogo
L’anno 2018 si è chiuso nel peggiore dei modi possibili. Il Parlamento ha approvato una manovra finanziaria che nessuno dei deputati, sia quelli di maggioranza, sia quelli di opposizione, ha potuto leggere e valutare nella sua interezza. È una cosa mai successa nella storia della nostra Repubblica e se questo è il cambiamento allora siamo messi molto male. E c’è chi ha la spudoratezza di parlare di “democrazia” e di “manovra del popolo”.
Le analisi che sono state fatte dai giornali economici dicono con chiarezza che sarà un disastro e sarà esattamente il contrario di quanto stanno raccontando i ministri Di Maio e Salvini ed il primo ministro Conte. E sarà un disastro per le classi povere del nostro paese ma c'è da scommettere che grideranno di più i ricchi e gaudenti per avere ancora di più.
Ma oggi siamo in una fase di confusione tale che persino i dati oggettivi vengono rifiutati dalla maggioranza della popolazione. La maggioranza delle persone per sostenere l’attuale governo fa riferimento alle scempiaggini fatte dai governi del PD. Chiunque cerca di ragionare sui numeri e i dati concreti viene sommerso dall’accusa di essere del PD e di essere quindi complice delle scelleratezze che quel partito ha realizzato. E cosa centra il PD con i contenuti concreti che il governo Conte ha approvato? Nulla, ma la gente non vuole sentire ragioni e quindi giustifica tutto, anche i migranti morti in mare per la chiusura dei porti, donne in cinta e bambini compresi. La paura funziona sempre come insegnano la storia del fascismo e del nazismo.
La gente dovrà toccare con mano e subire sulla propria pelle gli effetti della manovra. Per ora sappiamo che la flat-tax, oltre che essere incostituzionale e immorale, favorirà ancora di più l’evasione fiscale (lo dice il giornale della Confindustria il Sole24ore); sappiamo che le associazioni di volontariato dovranno pagare il doppio (dal 12 al 24 %) di tasse; sappiamo che tutti coloro che prendono più di 1500 euro lordi al mese non avranno alcun aumento per adeguare le loro pensioni al costo della vita e ciò riguarderà oltre sei milioni di pensionati; sappiamo che ci saranno tagli molto pesanti nelle scuole e nei servizi sanitari. E poi condoni in tutte le salse favorendo i ladri a danno delle persone perbene. E poi aumenti delle tasse comunali dell'IMU, TARI e TASI.
Di tutto ciò potremo renderci conto man mano che le nostre tasche saranno alleggerite. E dobbiamo anche aspettare per capire cosa significheranno concretamente la cosiddetta “quota cento” e il cosiddetto “reddito di cittadinanza”. Saranno degli imbrogli, ma dobbiamo aspettare per vedere quale pulcino uscirà dall’uovo del governo lega-5stelle. Al danno si aggiungeranno le beffe. Tutto giustificato con le colpe del PD.Oggi tutti penseranno a brindare, a scambiarsi auguri e felicitazioni e a sperare in un prossimo anno migliore di quello precedente. È un classico della politica italiana quello di assumere decisioni durissime nei confronti dei cittadini durante i periodi di ferie estive (il mese di agosto) o delle feste di fine anno, dove vengono diffusi a piene mani sentimenti di bontà e auguri basati sul nulla, che ottundono ancora di più il cervello delle persone, soprattutto di quelle che vivono in condizioni misere.
Ma passate le feste la gente si farà i conti in tasca. Qualcuno comincerà a capire. Qualche partito o qualche sindacato o associazione o gruppo spontaneo di sinistra forse si risveglierà.
Dobbiamo aspettare ma non a braccia conserte. Dobbiamo ripartire dai problemi concreti che la gente si troverà ad affrontare per riuscire a suscitare un vasto movimento di massa che costringa il governo a rimangiarsi le sue scellerate decisioni.
Ecco allora che gli auguri miei e del nostro giornale sono quelli di un “Buon anno di lotta per la pace e la giustizia sociale”. 
Ci auguriamo che tutti coloro che hanno a cuore la pace e la giustizia sociale ritrovino la capacità di mettere al centro delle proprie iniziative la difesa degli ultimi, delle classi povere, per sconfiggere definitivamente lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che caratterizza tutto il nostro sistema sociale nazionale e internazionale.
Giovanni Sarubbi