le lenti di Gramsci

sabato 2 maggio 2020

Officina demartiniana (1)


Officina demartiniana (1) :  la riflessione antropologico-filosofica, categorie e interpretazioni del laboratorio teorico - presentazione introduttiva

Le ultime due opere di De Martino sono di riflessione filosofico-antropologica: lui stesso raccolse scritti sparsi e li pubblicò nel 1962 con il titolo “Furore, simbolo e valore”, saggi scelti e ordinati da Ernesto De Martino che testimoniano i molteplici interessi che hanno alimentato le sue ricerche; in successione, vi si trova un saggio consacrato alla storia delle religioni (Mito, scienze religiose e civiltà moderna), uno studio che fa il punto sul ruolo della scienza etnologica (Promesse e minacce dell’etnologia); una serie di scritti (Itinerari meridionali) che rimanda alla celebre trilogia inaugurata da Morte e pianto rituale.
L’altra opera è postuma. Si tratta dell’opera oggi più studiata di De Martino nell’antropologia filosofica contemporanea, in quanto è di riflessione teorica sulle stesse categorie interpretative presenti nelle opere precedenti. Si tratta comunque di un’opera incompiuta, in quanto l’autore mori’ precocemente nel 1965. Una serie di appunti sparsi, a volte difficili da riordinare, a cura della sua assistente Clara Gallini e della sua compagna-collaboratrice Vittoria De Palma. Il titolo è però dello stesso De Martino: “La fine del mondo. Contributo alle analisi delle apocalissi culturali”, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1977 (ci sono state diverse edizioni, ultima quella del 2019 con il contributo di studiosi francesi), sebbene il sottotitolo rinvi ad un saggio, Apocalissi culturali e psicopatologiche, edito nel 1964 sulla rivista “Nuovi Argomenti”, che rappresenta l’anticipazione meglio strutturata de La fine del Mondo.
qui una scheda gia’ pronta dell’opera di Valeria Cafarelli http://www.giornalecritico.it/risorse/biblioteca/deMartino_01.pdf



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