le lenti di Gramsci

sabato 14 novembre 2009

Una poesia di Mimmo Beneventano


CASTELLI IN ARIA

Quando le zolle/avide e le frane/
Avran bevuto/questo mare/divenuto fango,
lungi da ricordar/che questo giorno sorse nell’ombra/ d’una notte chiara, triste, ripenserò/ a quando io, coi piedi scalzi/
calpestavo i ciottoli/ d’un debole castello/
in riva al fiume,
costruito su sogni/senza pianto.


Mimmo Beneventano, un giovane medico come tanti, morto per i suoi ideali come pochi.Oggi tanti sono definiti eroi: eroi degli scritti epici, eroi dello sport, eroi delle traversate oceaniche, eroi televisivi, eroi dei cartoni animati.Ancor più persone vengono fregiate della cittadinanza onoraria: cittadino onorario per i suoi studi, cittadino onorario per le sue opere, cittadino onorario per aver dedicato una canzone.Mimmo Beneventano, ha donato alla lotta per la giustizia, per la legalità e per i più deboli la cosa più preziosa che aveva: la vita.La sua unica ricchezza era la cultura e l’intelligenza, la sua unica forza era la ragione e la parola, il suo unico fine era battersi per il progresso civile e democratico di Ottaviano. Per tutto questo viene eletto come consigliere comunale nelle liste del locale P.C.I. nel maggio del 1975 e verrà rieletto nelle successive elezioni nel giugno del 1980. E per tutto questo, la sua vita generosa e piena viene stroncata barbaramente in un agguato camorristico il 7 Novembre 1980 ad Ottaviano.


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