le lenti di Gramsci

mercoledì 21 maggio 2014

Un ricordo di Stefano Garroni, un compagno, un amico, un intellettuale marxista


Nell'agosto 2001, durante un campeggio antimperialista, dopo i fatti di Genova,  abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare la personalità di Stefano Garroni. Lo vogliamo ricordare nel nostro blog con Alessandra Ciattini e Adriana Garroni, compagna e figlia dello scomparso. Grazie , Stefano!

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Dopo una lunga malattia, lo scorso 13 aprile si è spento a Roma Stefano Garroni, che è stato un brillante animatore del dibattito marxista in Italia e all’estero.
Nato a Roma nel 1939, dopo avere conseguito la laurea in filosofia, Garroni svolse attività di assistente presso la cattedra di Filosofia teoretica della Sapienza Università di Roma, diretta da Ugo Spirito, successivamente da Guido Calogero e Antonio Capizzi. Nel 1973 divenne ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Collaboratore della prestigiosa rivista cubana “Marx ahora”, diretta da Isabel Monal, è stato l’autore di numerose opere in cui riuscì a coniugare con grande rigore filosofia, etica e politica.
Negli anni ’80 si dedicò allo studio della psicoanalisi e del pensiero di Freud, pubblicando tre monografie: “Su Freud e la morale” (Roma 1983), “Sul perturbante” (Roma 1984), “Quaderni freudiani” (Napoli 1988). Negli anni ’90 collaborò con l’Istituto italiano di Studi filosofici di Napoli e con la Casa Editrice romana Kappa, con cui pubblicò “Tra Cartesio e Hume” (1991) e “Tracciati dialettici: note di politica e di cultura” (1994). Tradusse alcune opere del filosofo marxista tedesco Hans Heinz Holz, tra le quali ricordiamo “Sconfitta e futuro del socialismo” (Milano 1994) e “Marx, la storia, la dialettica” (Napoli 1996). Curò sia la pubblicazione di alcuni classici della filosofia e del marxismo, come il “Manifesto del partito comunista” di Marx e Engels (Napoli 1994), sia l’opera collettanea “Engels cento anni dopo” (Napoli 1995). A questi anni appartengono anche “Su marxismo e stagnazione” (Napoli 1994) e “Dialettica e differenza” (Napoli 1997).
Negli anni duemila Garroni ha curato, in collaborazione con Alessandra Ciattini, la pubblicazione del libro di Charles de Brosses, “Sul culto degli dei feticci, o parallelo dell’antica religione egiziana con la religione attuale della Nigrizia” (Roma 2000), nella cui Introduzione analizza il concetto di feticismo e le sue utilizzazioni, e ha pubblicato “Dialettica e socialità” (Roma 2000). Nel 2002 ha pubblicato con la rivista Contropiano la “Attualità della Questione ebraica di Marx” e nel 2009 ha curato l’edizione degli “Scritti filosofici” di Mao Zedong (Napoli 2008).
Anche se gli interessi di Stefano Garroni erano molteplici, il tema principale dei suoi studi era rappresentato indubbiamente dalla dialettica hegeliana e dalla dibattuta relazione tra Hegel e Marx, di cui ha proposto una lettura originale fondata sul ripudio della classica tesi del rovesciamento. Come è noto, questa tesi ha condotto il marxismo, in più occasioni, ad una concezione rozzamente materialistica della storia; posizione nella quale Garroni non si riconosceva, preferendo sottolineare piuttosto la complessità sia dell’eredità marxiana sia delle vicende umane da interpretare con l’aiuto del filtro della dialettica.
Garroni era ben consapevole che questo fosse un compito arduo, come si può del resto ricavare da una sua affermazione presente nella breve Introduzione al suo libro “Tracciati dialettici”. Infatti, egli scrive che tale opera, orientata a ripensare il metodo hegelo-marxiano, rappresenta solo il tentativo abbozzato di ritrovare le fila di un ragionamento dialettico e marxista, di cui cerca di mostrare la fecondità, applicandolo all’analisi di fenomeni centrali della nostra cultura attuale.
Possiamo senz’altro dire che questa problematica costituisce il filo rosso della sua riflessione, i cui scopi principali erano mostrare sia l’attualità del pensiero di Marx sia denunciare le insufficienze teoriche, etiche e politiche dell’ideologia contemporanea (post-modernismo), che di fatto impedisce lo sviluppo di qualsiasi pensiero critico.
Ma l’intensa attività di ricerca di Stefano Garroni non si rivolgeva soltanto a tematiche schiettamente filosofiche, essendo egli infatti convinto del legame inscindibile tra la riflessione filosofica e l’impegno politico. Dal suo punto di vista il ruolo dell’intellettuale consisteva nel conoscere e nel divulgare la conoscenza per contribuire attivamente alla costruzione di una società più giusta e democratica. In questa prospettiva si situa la lunga attività seminariale, in cui Garroni si è impegnato per anni, affrontando nelle sue lezioni i temi più disparati - dalle problematiche più squisitamente filosofiche alla storia del PCI e dell’Urss, dal problema della costruzione del partito in Lenin, alla riflessione gramsciana - sempre con l’obiettivo di contribuire alla formazione dei giovani e dei militanti della sinistra extra-parlamentare italiana.
Ultima opera filosofica pubblicata da Stefano Garroni è “Letture marxiste di Hegel” (Napoli 2013), il cui ripropone la cruciale riflessione sulla dialettica. Infine, tra le sue ultime attività ricordiamo il lavoro del Collettivo di formazione marxista, con cui ha curato la pubblicazione di libri di informazione politica e di divulgazione culturale, come per esempio “Finché c’è guerra c’è speranza” (2001), “Riproposte dialettiche” (2009) “Ricerche marxiste” (2012) e “Ripensare Marx” (2014).

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