le lenti di Gramsci

giovedì 21 agosto 2014

La lunga estate della scuola

da controlacrisi.org

La lunga estate della scuola tra spot, annunci e incubi (19/08/14 09:41)

Prima manifestazione della stagione: il 29 personale Quota 96 e precari al Pantheon in coincidenza con il Cdm. Dal governo lungo catalogo di annunci. E in vista della «ripartenza col botto», voci su pensionamenti e organici. A luglio non era stato speso un euro per l’edilizia. Si cercano 25 milioni per la storia dell’arte e la musica Venerdì 29 ago­sto ci sarà spa­zio anche per uno spot sulla scuola. Il Con­si­glio dei mini­stri varerà la «ripar­tenza con il botto» dello «Sblocca Ita­lia», la «riforma strut­tu­rale» della giu­sti­zia civile e, dopo gli annunci e le ritrat­ta­zioni del sot­to­se­gre­ta­rio all’Istruzione Roberto Reggi, verrà il turno della «riforma» della scuola. Alle 11 dello stesso giorno, in piazza del Pan­theon a Roma, ci sarà anche la prima mani­fe­sta­zione della stagione. In piazza ci saranno rap­pre­sen­tanti del per­so­nale sco­la­stico «Quota 96» del 2012, gli ultra­ses­san­tenni bloc­cati al lavoro dalla riforma For­nero e dai pasticci del governo Renzi sul fondo da 416 milioni negato dalla Ragio­ne­ria di Stato. Mani­fe­ste­ranno insieme ai vin­ci­tori senza cat­te­dra, agli ido­nei del con­cor­sone 2012 e ai «docenti mal­pan­ci­sti». Ci saranno i docenti pre­cari che hanno perso il loro posto in gra­dua­to­ria a causa dello spo­sta­mento in massa dei col­le­ghi del sud nelle pro­vince del centro-nord dove abbon­dano i posti. Sui pro­grammi del governo si mol­ti­pli­cano voci e indi­scre­zioni. Sul piatto Renzi sostiene che ci sia un miliardo e 94 milioni di euro, meno di un terzo dei 3,7 miliardi pro­messi il 24 feb­braio, giorno del discorso della fidu­cia alle Camere. Sono fondi desti­nati al «capi­tale fisso», cioè all’edilizia sco­la­stica, e non al «capi­tale varia­bile», cioè al lavoro e alla for­ma­zione delle per­sone. Sulla carta ci sono 450 milioni euro da desti­nare a 17.961 inter­venti di «pic­cola manu­ten­zione» per gli isti­tuti; 400 milioni per la messa in sicu­rezza; 244 milioni dallo sblocco del patto di sta­bi­lità. Di que­sto miliardo solo la metà sarebbe imme­dia­ta­mente dispo­ni­bile. Al primo luglio, data di ini­zio dei lavori, non era 
arri­vato un solo euro. Per i lavori per il «decoro» i soldi arri­ve­ranno quando le ditte appal­ta­trici ini­zie­ranno a fat­tu­rare a fine ago­sto. Per la messa a norma, invece, se ne ripar­lerà a gen­naio 2015, il tempo per fare par­tire gli appalti. Vero, o pre­sunto, l’impatto di que­sta liqui­dità ci sarà l’anno prossimo. Restano sco­no­sciute le coper­ture neces­sa­rie per risol­vere il caso dei «Quota 96». Renzi si è lasciato sfug­gire qual­che espres­sione di fasti­dio su una situa­zione che ha sca­te­nato pole­mi­che ful­mi­nanti tra il pre­si­dente della com­mis­sione bilan­cio della camera Fran­ce­sco Boc­cia (Pd) e i tec­nici della ragio­ne­ria di Stato. «Il pro­blema non sono quei 4 mila che un lavoro ce l’hanno – ha detto Renzi — bensì i milioni che non ce l’hanno». Per il pre­mier il pen­sio­na­mento di que­ste per­sone è una legit­tima aspet­ta­tiva, non un diritto. Espres­sioni che tol­gono la terra sotto i piedi dei «Quota 96». Se il governo riu­scisse a rag­gra­nel­lare i fondi, la strada per man­dare in pen­sione 4 mila per­sone resterà tor­tuosa. Sul tavolo ci sarebbe una norma che per­mette di man­dare il per­so­nale in pen­sione entro venti giorni dall’inizio delle lezioni del pros­simo anno sco­la­stico. Entro il pros­simo 31 otto­bre potreb­bero essere messi a dispo­si­zione del turn-over i 4 mila posti oggi occu­pati dai «Quota 96». Tale pos­si­bi­lità è stata fatta bale­nare l’8 ago­sto scorso dai tec­nici del Miur in una riu­nione con i Cobas. Dal suo mazzo di carte il governo potrebbe calare l’asso di un piano straor­di­na­rio di immis­sioni in ruolo sui posti vacanti. Il sot­to­se­gre­ta­rio Reggi ha par­lato di 100 mila per­sone in tre anni per esau­rire le gra­dua­to­rie. Voci anche su un nuovo «con­cor­sone» per il 2015 che sca­te­nerà pole­mi­che tra i pre­cari in gra­dua­to­ria. Si pensa di dare spa­zio alle prove Invalsi come stru­mento di misu­ra­zione delle per­for­mance. È il cuore del pro­getto neo­li­be­rale: misu­rare la «pro­dut­ti­vità» dell’insegnamento attra­verso la valu­ta­zione delle pre­sta­zioni degli isti­tuti scolastici. Un’altra misura che potrebbe vedere la luce è l’«organico a rete». Già pre­vi­sto nel decreto legge 5/2012, il governo potrebbe costi­tuire un corpo di inse­gnanti di ruolo «just-in-time» a dispo­si­zione per coprire i «buchi» degli isti­tuti. Potrebbe essere un modo per can­cel­lare le sup­plenze brevi da 10–15 giorni per i pre­cari. Si parla anche dell’introduzione di un «bonus» per i pri­vati che inve­stono nella riqua­li­fi­ca­zione dell’istituto o nella for­ma­zione al lavoro degli stu­denti. Infine si vuole poten­ziare la sto­ria dell’arte e l’insegnamento della musica. Ser­vono 25 milioni di euro per i bienni nei licei e negli isti­tuti turi­stici. Tutti ancora da trovare.

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