le lenti di Gramsci

giovedì 6 febbraio 2014

Dalla scuola per l’Europa con Tsipras


Come persone di scuola, abbiamo visto anno dopo anno il frutto delle politiche di austerity. Abbiamo contato ore, anni e docenti tagliati, abbiamo visto crescere la precarietà e diminuire la qualità, abbiamo visto il venir meno delle risorse per compensare, nella scuola, quello che nel resto della società provoca diseguaglianza nelle opportunità. Abbiamo visto ridurre la complessità dell'apprendere alla misurazione attraverso i test, abbiamo visto affiorare e via via imporsi metodi e linguaggi votati alla competitività, abbiamo visto il perpetuarsi della selezione classista nel gonfiarsi delle liste dei bocciati e nelle scelte dei corsi di studio, abbiamo accompagnato impotenti la silenziosa rassegnazione che leggevamo negli occhi di tanti migranti.

Abbiamo chiesto invano un'inversione di rotta, la fedeltà alla nostra Costituzione perché la scuola pubblica fosse al centro degli investimenti del nostro Paese.
Ora non ci vogliamo arrendere. Abbiamo imparato che una buona scuola, quella che costruisce gli strumenti culturali per contrastare l'ingiustizia con cui essa stessa convive, ha bisogno di una visione alta dei saperi e delle relazioni tra persone che apprendono e insegnano; che una buona scuola non si arrende alla meritocrazia come certificazione della disuguaglianza ma ha bisogno di uguaglianza come prerequisito del merito.

In questi ultimi anni abbiamo riconosciuto nella resistenza delle persone di scuola in Grecia, Spagna, Portogallo e in tanti altri paesi d'Europa le nostre stesse parole e vogliamo sperare con loro in un'Europa consapevole che nelle sue aule, piene di ragazze e ragazzi di tutto il mondo, si possa costruire un sapere cooperante al posto di un percorso ad ostacoli, un futuro diverso da quello che trasforma le persone in variabili incerte ed ansiogene del mercato.

Le prossime elezioni per il Parlamento Europeo ci offrono l'occasione per pensare ad un'altra Europa possibile, che impari dalla crisi e non si alimenti della crisi, dove si sceglie cosa produrre per vivere e non si viva per produrre. Per questo abbiamo deciso di sostenere la lista di cittadinanza europea promossa da Barbara Spinelli ed appoggiamo la candidatura di Alexis Tsipras alla presidenza della Commissione Europea, per esigere una grande inversione di rotta dalle politiche di austerity e nuovi investimenti su istruzione, formazione, ricerca e difesa del patrimonio culturale. Abbiamo imparato, dal nostro grande maestro Don Milani, che politica è sortirne insieme. Per questo pensiamo che oggi non è il momento delle chiusure identitarie. C'è bisogno di più Europa, ma di un'Europa dell'uguaglianza, dei diritti, della solidarietà. Di un' Europa dei popoli.

Francesco Mele, Cristina Contri, Emma Giurlani (Modena); Roberta Roberti, (Parma); Mauro Presini (Ferrara), Giovanni Cocchi, Mirco Pieralisi, Stefania Ghedini, Maria Grazia Rodeghiero (Bologna); Marta Gatti, Marco Donati (Milano); Andrea Bagni, Giuseppe Bagni, John Gilbert, Corrado Mauceri, Tomaso Montanari, Luisa Simonutti, Sergio Tamborrino (Firenze); Anton Maria Chiossone, Marco Bertullacelli, Norma Bertullacelli (Genova); Celeste Grossi (Como).

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