le lenti di Gramsci

domenica 1 marzo 2015

Domanda intelligente sull'inconscio

 

L’inconscio è intelligente o stupido?

 
Nel 1992, sull’Ame­ri­can Jour­nal of Psy­cho­logy, apparve un lavoro che ebbe un grande impatto:“L’inconscio è intel­li­gente o stu­pido?” Da allora la ricerca sulla pos­si­bi­lità del pro­cessi incon­sci di svol­gere fun­zioni sofi­sti­cate ha avuto uno svi­luppo note­vole. Sulla rivi­sta dell’Accademia Nazio­nale delle Scienze degli Stati Uniti, è stato pub­bli­cato recen­te­mente uno stu­dio, inti­to­lato «Leg­gere e fare arit­me­tica non con­scia­mente», che dimo­stra come fun­zioni men­tali di alto livello ( pro­ces­sare un numero di parole e risol­vere equa­zioni arit­me­ti­che) non richie­dono la coscienza.
A uno sguardo distratto, lo stu­dio può appa­rire come con­ferma della teo­ria psi­coa­na­li­tica dell’inconscio. In realtà esplora la coscienza subli­mi­nale, la quale se ha un legame con i con­cetti freu­diani, ce l’ha con quello del «pre­con­scio»: il pen­siero che, restando sullo sfondo, è e, al tempo stesso, non è pre­sente nella coscienza, in attesa di allog­giare pie­na­mente in essa.
Il dato inte­res­sante nei risul­tati otte­nuti dai stu­diosi ame­ri­cani, è la dimo­stra­zione che il pen­siero pre­con­scio non è un pen­siero poten­ziale in attesa di entrare in azione e pren­dere forma reale nel momento oppor­tuno, ma un insieme di pro­cessi subli­mi­nali che sot­ten­dono il pen­siero cosciente, lavo­rando, in gran parte, con le sue stesse moda­lità. Per­ve­niamo solo par­zial­mente alla con­sa­pe­vo­lezza dei pro­cessi logici con cui rap­pre­sen­tiamo, e ordi­niamo, il nostro rap­porto con la realtà.
Il limite di que­sto approc­cio alla cono­scenza dei pro­cessi men­tali incon­sci, è l’assunto che si pos­sano misu­rare sulla base della loro equi­pa­ra­zione, sul piano for­male, con quelli con­sci. Ciò che si misura in que­sto modo è la dif­fe­renza tra la con­sa­pe­vo­lezza e la coscienza. La seconda include un fun­zio­na­mento logico subli­mi­nale che estende il campo del pen­siero preconscio.
L’inconscio come lo inten­dono gli psi­coa­na­li­sti, è un pen­siero che non tiene conto del prin­ci­pio di non con­trad­di­zione (o a è b o a non è b).Nei nostri pro­cessi men­tali con­flui­scono moda­lità di rap­pre­sen­ta­zione con­sce che rispet­tano il prin­ci­pio di con­trad­di­zione e moda­lità incon­sce che non lo rispet­tano. Que­ste ultime cor­ri­spon­dono al pen­siero con­scio di un bam­bino che comu­nica con i gesti (inclusi quelli sonori) ma non sa ancora par­lare. Tale pen­siero, che con l’avvento della parola ini­zia ad essere rimosso e a diven­tare incon­scio, per­si­ste fino all’età di cin­que anni (la soglia in cui si fer­mano i nostri ricordi) con­vi­vendo, tem­po­ra­nea­mente, con il pen­siero logico desti­nato a sosti­tuirlo. Il pen­siero misto che rap­pre­senta la realtà in accordo e, al tempo stesso, in con­tra­sto con il prin­ci­pio di non con­trad­di­zione, soprav­vive nella dimen­sione oni­rica del sonno e della veglia, dove incon­scio e coscienza/preconscio si com­pe­ne­trano. Que­sto pen­siero, che si dif­fonde nella coscienza, men­tre una sua parte resta immersa nell’inconscio, è il luogo di ispi­ra­zione e tra­sfor­ma­zione crea­tiva dei pro­cessi cogni­tivi logici, dove l’apertura sog­get­tiva alla vita incon­tra le con­di­zioni ogget­tive della realtà.
Il pen­siero oni­rico sor­regge la coscienza, la fa sus­si­stere nella sua forma subli­mi­nale e in quella con­sa­pe­vole, col­mando le lacune del pen­siero logico. Se, da una parte, i pro­cessi logici oltre­pas­sano la coscienza in senso stretto, dall’altra, in modo più signi­fi­ca­tivo, la coscienza oltre­passa i con­fini della rap­pre­sen­ta­zione logica delle cose, sfu­man­doli. L’inconscio non è «intel­li­gente» (né tan­to­meno stu­pido). Imprime nel pen­siero un movi­mento che tra­sforma l’intelligenza com­pu­ta­zio­nale, che pro­cessa parole e numeri, in intel­li­genza del vivere.

da Verità nascoste. La rubrica settimanale su Il Manifesto di Sarantis Thanopulos del 27 febbraio 2015

Nessun commento:

Posta un commento