le lenti di Gramsci

sabato 23 giugno 2018

BREVI DELUCIDAZIONI PEDAGOGICHE SU ALCUNE CATEGORIE GRAMSCIANE


- Gramsci e la filosofia della prassi: un’espressione che il filosofo usa, nelle ristrette condizioni carcerarie in cui cerca di utilizzare espressioni non direttamente riconoscibili, per indicare il marxismo come interpretazione e trasformazione del mondo e la concezione materialistica della storia. La sola teoria è necessaria ma non sufficiente: il mondo va trasformato nella pratica, nell’azione rivoluzionaria e nella lotta di classe, nel solco dell'XI glossa a Feuerbach di Marx.
- Il ruolo della cultura è sovrastrutturale, ma influenza la struttura (la base economica e i rapporti di produzione da cui discendono i rapporti sociali, secondo Marx) in modo determinante quando diventa cultura dei popoli e cultura nazional-popolare. Esse subiscono l’influenza delle classi dominanti che detengono il potere e dunque la rivoluzione culturale si ha con la liberazione dal folclore e dal senso comune
- Il folclore discende da una visione magico-ingenua del mondo, ma è il punto di partenza della cultura popolare che segna simboli ed identità; il senso comune è lo strumento attraverso il quale le classi dominanti esercitano la loro egemonia sulle classi subalterne. Sia i mezzi di informazione sia i “grandi intellettuali”, la scuola e le istituzioni-istituti sovrastrutturali, veicolano l’opinione, in particolare politica e morale e, intrecciandosi con le credenze tipiche del folclore, formano il senso comune. Anche da questo bisogna partire per rivoluzionare il sistema dei falsi valori, merce e denaro e mercificazione dei rapporti umani, per progettare la società autoregolata. (fe.d.)



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