le lenti di Gramsci

venerdì 13 luglio 2018

L’ENIGMA FEMMINILE IN RAFFAELLO SANZIO


L’urbinate amava le donne, non solo la celebre e carnale “fornarina”, che rappresento’ sempre l’amore sensuale, ma anche l’amore che e’ il tentativo di possedere per sempre il platonico “sommo bene”; il genio pittorico raffaelliano, pero’, e forse proprio per questo, non rinuncio’ ad indagarne l’enigma, rappresentato dalla esegesi pittorica del mito di Amore e Psiche, oppure dalla tranquilla e generosa comitas (la mansuetudine), dalla forza della ninfa marina Galatea che trionfa sull’orrido Ciclope Polifemo, dalla meravigliosa Barbara sul cui corpo si spensero anche le fiamme, Barbara dal volto fiero ma dolce e risoluta. L’enigma femminile in Raffaello è la metafora non della “tentazione” delle religioni trascendenti, ma il desiderio temperato dalla carezza di uno sguardo, il canto o la danza della natura stessa, soave ma mutevole, della terra che ti dona ma non ti appartiene per sempre: ciò che eterno dura, semmai, è l’ideale sommo bene della vita che si rinnova. (fe.d.) 

Trionfo di Galateacomitas (mansuetudine)la fornarina- - amore e psichebarbara 
(di Raffaello Sanzio)






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