le lenti di Gramsci

giovedì 6 febbraio 2020

RINAZIONALIZZAZIONE, unica soluzione per le acciaierie di Taranto


continuiamo a credere che la rinazionalizzazione sia l’unica soluzione, con cospicui investimenti per smantellare la vecchia area a caldo del ciclo integrale, bonificare radicalmente tutto il territorio con un aumento occupazionale: coniugare salute, lavoro e ambiente è possibile, con un piano industriale serio e moderno, l’ideologia liberista (ma anche quella del capitalismo di Stato) ha portato a questo, il plusvalore sociale estorto direttamente con l’inquinamento, le morti sul lavoro, la cassadisintegrazione, una splendida città intossicata. E ora, ricatti e minacce sulla pelle di lavoratori e cittadini. ~ fe.d.
Paolo Maddalena, ex magistrato e giurista, sommamente competente nella sua materia in quanto giudice costituzionale, ieri ha voluto scrivere sull'ILVA nella sua pagina Facebook:
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"Per la questione Ilva, i nostri governanti devono capire che le industrie strategiche, se ben amministrate producono altissimi profitti e, piuttosto che pensare a timide compartecipazioni, lasciando che i maggiori profitti vadano all’estero, essi hanno l’obbligo giuridico di nazionalizzare l’Ilva (ai sensi dell’articolo 43 della Costituzione) e di prevedere nell’atto di nazionalizzazione la grave responsabilità degli amministratori pubblici della fabbrica nazionalizzata. La richiesta di risoluzione del contratto da parte di Arcelor Mittal, capovolge dunque la situazione e non ha fondamento.
Anzi per i danni che Arcelor Mittal sta producendo agli operai, con la messa in cassa integrazione di numerosi di essi, alla salute dei cittadini per la mancata adozione del piano di risanamento e al bilancio dello Stato è necessario agire con una precisa azione di risarcimento del danno.
Dunque due sono le azioni che il governo italiano deve compiere: la nazionalizzazione dell’impresa e la richiesta dei danni ad Arcelor Mittal".


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