martedì 25 ottobre 2022
UNA PIAZZA E I SUOI BRACCIANTI
martedì 18 ottobre 2022
DEMOCRAZIA, UN'UTOPIA CONCRETA - report Subaltern studies Italia
”I
più larghi orizzonti consentono di allargare lo sguardo oltre le nubi, laddove
c’è il sole“
- Next revolution:
la prossima rivoluzione
- Solidarietà
fraterna e solidarietà strumentale
- La Comune di Parigi: Marx e il presente
- Per Gramsci
- Espropriare gli
espropriatori (Marx)
- Next Revolution -
Communalism - Comunism
Intensa
serata ad Avetrana di conoscenza e sostegno al popolo curdo e al confederalismo
democratico del Rojava. Sul concetto filosofico di democrazia e in particolare
di democrazia diretta, dalle origini greche, a Marx, Gramsci, Murray Bookchin e
il sogno realizzato e da realizzare di un altro Occidente, la next revolution.
Relazione #FerdinandoDubla - #SubalternStudiesItalia
assistenza #RobertaGalati #MilviaRenna #PierfrancescoGalati, e con la partecipazione del
direttore della Scuola di Filosofia “Giulio Cesare Vanini” di Manduria prof.
senior #OronzoCaprino.
I video a
cura dell’Associazione culturale ‘Hortus animae’
https://www.facebook.com/profile.php?id=100063857542662
Si
ringraziano il Sindaco Antonio Iazzi e l’Assessore alla Cultura Emanuele
Micelli di Avetrana (TA) per la loro partecipazione e per l’ospitalità nella
Sala Consiliare.
Progettata
nel dibattito la solidarietà attiva al popolo curdo e al confederalismo
democratico nel Rojava attraverso i possibili aiuti materiali e la ricerca
collettiva seminariale sugli studi subalterni al #MeridianoSUD
La
filosofia incontra la democrazia, la democrazia e l’Occidente, il concetto e la
sua realizzazione, l’utopia e la realtà. Il concetto di democrazia e la filosofia politica, una ricerca
necessaria per alimentare continuamente la democrazia politica con la
democrazia sociale. La critica della ragione politica diventa critica della
ragione democratica. Per la “guerra di posizione” diventa transizione verso la
società autoregolata perchè autodeterminata (il Marx di Gramsci) con la
soggettività antagonista dell’’intellettuale collettivo’. Per un’altra idea di
Occidente. “Rojava" (/roʒɑˈvɑ/), il termine in lingua curda significa
"l'Occidente".
NEXT
REVOLUTION: la prossima rivoluzione.
La
‘Next Revolution’, il progetto di società prossima ventura, è un altro concetto
di democrazia come utopia concreta, confederale e dal basso, di un altro
occidente che comprenda tutti i sud del mondo, di una ricerca, incessante e
continua, del sogno scientifico approdo del comunismo di Marx, del comunalismo
libertario della democrazia politica come democrazia sociale di Murray
Bookchin, del socialismo dell’autoregolazione e dell’autodeterminazione
dell’’intelletto collettivo’ di Antonio Gramsci.
È
possibile riannodare il filo ‘comune’ della suggestione libertaria di Murray
Bookchin, l’analisi di Marx (il giudizio sulla Commune di Paris e l’approdo al
comunismo come società in cui il libero sviluppo di ciascuno è condizione del
libero sviluppo di tutti, il ‘general intellect’), la riflessione di Gramsci
prima sui consigli operai autogestionari, poi sull’’intelletto collettivo’ e la
società autoregolata dei produttori nei Quaderni? Nel Rojava (Kurdistan occidentale), dove è in
atto la sperimentazione del confederalismo democratico, credono di sì. È lì che
nascerà un nuovo Occidente? Il Rojava, un altro Occidente, comprende tutti i
Sud del mondo.
§ ⟨55⟩.
Originalità e ordine intellettuale. Una massima di Vauvenargues: «È piú facile
dire cose nuove che metter d’accordo quelle che sono già state dette». Si può
analizzare questa massima nei suoi elementi. È piú difficile instaurare un
ordine intellettuale collettivo che inventare arbitrariamente dei principi
nuovi e originali. (..) Nella pretesa dell’originalità c’è molta vanità e
individualismo, e poco spirito creatore.
Antonio Gramsci,
dal Quaderno II - <Introduzione allo studio della filosofia>
Anche il
concetto di ‘società regolata’ Gramsci lo approfondisce da Marx e in
particolare riguardante il tema dell’approdo di una nuova società
dell’uguaglianza nella libertà e, in quanto democraticamente autodeterminata,
in grado di ‘dileguare’ la stessa ‘dittatura del proletariato’ come fase
centrale della transizione. Dunque non è, come sostengono alcuni critici,
sinonimica della stessa.
SOLIDARIETÀ FRATERNA e SOLIDARIETÀ STRUMENTALE
C’è un modo
non solo per solidarizzare ma fraternizzare con il popolo iraniano e in
particolare con il movimento femminile laico che sostiene il duro scontro con
l’impero teocratico confessionale e reazionario dei pope al governo: il
sostegno attivo a chi ha combattuto e combatte il fanatismo cruento dei
tagliagole terroristi dell’ISIS, le straordinarie milizie femminili del
Kurdistan - Rojava (l’amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est),
l’Unità di Protezione delle Donne o Unità di Difesa delle Donne (curdo:
Yekîneyên Parastina Jin; AFI: /jɛkiːnɛjeːn pɑːɾɑːstɯnɑː ʒɪn/), impegnate a
difendere, sviluppare e rafforzare la sperimentazione politica del
confederalismo democratico, basato sulla democrazia diretta, su un'economia
solidale ed ecologica, sulla liberazione sociale delle donne e assoluta parità
di genere. Se il regime fascioteocratico iraniano accusa per ‘i disordini’ il
complottismo esogeno dell’imperialismo statunitense e il suo braccio armato del
governo israeliano, questi ultimi si guardano bene dal solidarizzare con l’YPG
e la resistenza curda, perchè il loro sostegno al movimento iraniano
sviluppatosi dopo la morte di Masha Amini e che vede ora coinvolta la nostra
connazionale #AlessiaPiperno, è solo strumentale.
La Comune di Parigi: Marx e il presente
La Comune di
Parigi è stata un evento e un modello. Un evento capace di determinare una
discontinuità radicale, una possibilità che prima non esisteva. Nel caso della
Comune, questa possibilità era quella di un ‘governo del popolo per il popolo’.
Un modello perché capace di ispirare un secolo di pensiero rivoluzionario:
“Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno, come l’araldo
glorioso di una nuova società”, scrive Marx chiudendo il testo.
Riconsiderare
oggi l’importanza, il valore e l’attualità della Comune, significa quindi
ragionare su tre piani: la sua specificità storica; la lettura che ne ha dato
Marx e il suo significato nell’opera marxiana; i legami tra i valori e le
sperimentazioni di cui è stata promotrice e le trasformazioni politiche dei
nostri giorni.
PER GRAMSCI
”La Comune
rappresenta per Gramsci il punto limite della capacità espansiva della
borghesia e del capitalismo. Il dinamismo sociale determinato dal capitalismo
conduce i ceti subalterni ad assumere un ruolo attivo, innalzandosi a ruoli
dirigenti, migliorando le proprie condizioni di vita o lottando per espandere
la sfera della cittadinanza.”, Loris Caruso, La Comune di Parigi: Marx e il presente
Feltrinelli,
2019, pag. 8
ESPROPRIARE GLI ESPROPRIATORI (Marx)
Si, o signori, la Comune pretendeva
di abolire quella proprietà speciale di una classe che fa del lavoro di tutti
la fortuna di pochissimi. Essa voleva espropriare gli espropriatori, essa
voleva fare della proprietà individuale una verità trasformando i mezzi di
produzione, la terra ed il capitale, oggi strumenti potenti per assoggettare e
sfruttare il lavoratore, in semplici strumenti di lavoro libero ed associato. –
Ma ciò è comunismo, comunismo «impossibile». – E che perciò? Forse che i membri
della classe dominante i quali sono tanto intelligenti per vedere che il
sistema attuale non è durevole (e sono molti) non sono divenuti i malaugurati e
numerosi apostoli della produzione cooperativa? Se la produzione cooperativa
non deve restare una chimera od una trappola, se essa deve rimpiazzare il
sistema capitalistico, se le società cooperative riunite debbono regolare la
produzione nazionale con un piano comune, ponendola sotto il loro controllo, e
terminando, in questo modo, l’anarchia costante, le convulsioni periodiche,
conseguenze della produzione capitalistica, che cosa sarebbe ciò, o signori, se
non del comunismo, del comunismo «possibile»? Karl Marx, da La
guerra civile in Francia del 1870-71, a cura di Palmiro Togliatti, editori
Riuniti, 1974
NEXT REVOLUTION - COMMUNALISM - COMMUNISM
«Il Communalism
rappresenta una critica della società gerarchica e capitalista nel suo insieme»
Il Communalism nella sua predisposizione teorica e il municipalismo libertario nella sua pratica sperimentale non costituiscono «una delle numerose tecniche pluralistiche attraverso le quali conseguire un vago e indefinito orizzonte sociale. Sono una sorta di destino dell’umanità, grazie al [loro] elemento fondamentalmente democratico e strutturalmente non-gerarchico, e per nulla una fattispecie di strumentazione politica o strategica da adottare o dismettere al fine di conquistare il potere. In realtà, il municipalismo libertario si sforza di definire i contorni istituzionali di una nuova società anche allorquando offre un messaggio pratico per una politica radicalmente innovativa adeguata ai giorni nostri» / Murray Bookchin, The Next Revolution. Popular Assemblies and the Promise of Direct Democracy, a cura di Debbie Bookchin e Blair Taylor, Verso, London-New York, 2015, pag.89.
Il
concetto di ‘Next Revolution’, la prossima rivoluzione, permette di far convergere
socialismo scientifico e anarchismo nel comunalismo ecologista ed egualitario,
con un’architettura concreta per l’esercizio della democrazia diretta. Non è
utopia teorica, ma sperimentazione politica in Rojava e nel Kurdistan turco
(Siria settentrionale e Turchia sud orientale). Democrazia costituita da
consigli e reti assembleari nel pensiero libertario del filosofo Murray
Bookchin (1921-2006) ripreso da Ocalan. La rigenerazione del concetto di
democrazia in Occidente può partire dal popolo invisibile, i curdi, che con le
loro milizie femminili hanno combattuto e ancora combattono i tagliagole
dell’ISIS. Implicitamente, l’ispirazione dello stesso Bookchin e del
confederalismo democratico curdo, è la Comune di Parigi (Marx, Le guerre civili in Francia 1870-1871) e
l’”intelletto collettivo” e la società autoregolata dei produttori di Antonio
Gramsci (‘Ordine Nuovo’ e ‘Quaderni dal carcere’). La ‘Next Revolution’ supera
la dicotomia tra anarchismo e comunismo. Non con un dibattito accademico, lo fa
con una sperimentazione politica che bisogna sostenere con forza.
#NextRevolution, #prossimarivoluzione, #Communalism, #MurrayBookchin, #communism
mercoledì 5 ottobre 2022
CRITICA DELLA RAGIONE POLITICA (Murray Bookchin)
E oggi, la critica della ragione politica, diventa
critica della ragione democratica.
Oggi, quel che chiamiamo «politica»
è in realtà governo dello Stato. Essa è professionismo, non controllo popolare;
monopolio del potere da parte di pochi, non potere dei molti; delega a un
gruppo «eletto», non processo democratico diretto che comprenda il popolo nella
sua totalità; rappresentazione, non partecipazione. Oggi, la «politica» è una
cruda tecnica strumentale per mobilitare elettori al fine di ottenere obiettivi
pre-selezionati, non mezzo per istruire la popolazione alla cittadinanza, con i
suoi ideali di autogestione civica, oppure per formare forti personalità. I
politici trattano la gente da elettorato passivo il cui compito politico è
quello di votare ritualmente per candidati di scelta partitica, non per
delegati il cui unico mandato è di gestire le politiche formulate e deliberate
dai cittadini. I professionisti della gestione statuale vogliono obbedienza,
non impegno, distorcendone persino il significato fino a ridurlo a un
atteggiamento di pura passività, da spettatore, nel quale il singolo è smarrito
nella massa e le masse stesse sono frammentate in atomi isolati, frustrati e
impotenti.
Murray
Bookchin, filosofo anarchico (1921-2006)
da Democrazia diretta, Eleuthera, Milano
1993, cit. da formato e.book, pos.266/1462
- - Oggi, al
Communalism di Bookchin si ispira il
confederalismo democratico del Rojava (Kurdistan siriano) per il tramite della
lettura datane da Abdullah Öcalan, rinchiuso nelle carceri turche. «Il
Communalism rappresenta una critica della società gerarchica e capitalista nel
suo insieme», Murray Bookchin, The Next
Revolution. Popular
Assemblies and the Promise of Direct Democracy, a cura di
Debbie Bookchin e Blair Taylor, Verso, London-New York, 2015, pag.19.
Anche
nell’Occidente capitalista, per l’incompatibilità tra profitto privato e
benessere collettivo, dunque tra democrazia e capitalismo, la democrazia
formale si svuota di contenuti e tende a regimi oligarchici di fatto. Inserire
istituti di democrazia diretta con potere deliberativo, all’interno di
un’architettura democratica realmente rappresentativa, è la ricerca dunque
necessaria per alimentare continuamente la democrazia politica con la
democrazia sociale. La critica della ragione politica diventa critica della
ragione democratica. Per la “guerra di posizione” diventa transizione verso la
società autoregolata perchè autodeterminata (il Marx di Gramsci) con la
soggettività antagonista dell’’intellettuale collettivo’.
#MurrayBookchin, #Communalism, #criticadellaragionepolitica
lunedì 3 ottobre 2022
UTOPIA CONCRETA: IL CONFEDERALISMO DEMOCRATICO E LA NEXT REVOLUTION IN ROJAVA
Un'altra idea di democrazia, un altro Occidente
[Rojava
(/roʒɑˈvɑ/)(/occidente/]
L’intellettuale
collettivo è l’intellettuale ‘organico’ alla classe (Gramsci): l’intellettuale
collettivo è il collettivo stesso nella sua capacità di organizzazione delle
classi subalterne e con l’autoregolazione degli obiettivi politici nelle fasi
storiche analizzate “organicamente“ alla soggettività motrice della
trasformazione rivoluzionaria. / ferdinando dubla,
#SubalternStudiesItalia, ottobre 2022
- L'Unione delle Comunità del Kurdistan
- Dall'utopia alla scienza
- Critica della ragione politica
- Kobane è qui
- La frontiera dei subalterni è senza frontiere
- Revolution in Rojava
L'UNIONE DELLE COMUNITA' DEL KURDISTAN
L’Unione
delle Comunità del Kurdistan (in curdo Koma Civakên Kurdistanê, KCK) è
un'organizzazione politica curda impegnata nella realizzazione del
confederalismo democratico in Kurdistan.
Del KCK
fanno parte i quattro partiti politici che fanno riferimento politico ad #Apo [A.Ocalan] del Kurdistan: il Partito dei
Lavoratori del Kurdistan (PKK, turco), il Partito dell'Unione Democratica (PYD,
siriano), il Partito per la Vita Libera in Kurdistan (PJAK, iraniano) e il
Partito della Soluzione Democratica del Kurdistan (PÇDK, iracheno).
- La KCK è
stata indicata da Abdullah Öcalan come l'organizzazione fondamentale per
l'applicazione del confederalismo democratico, un sistema politico alternativo
a quello statale, fondato su ecologismo radicale (la riflessione di Murray
Bookchin), assoluta eguaglianza di genere e istituti di democrazia diretta che
dovrebbero realizzare una convergenza tra socialismo scientifico anarchismo e
comunitarismo. Una sperimentazione politica rivoluzionaria del XXI secolo.
“Più forte è la partecipazione, più
è potente questo tipo di democrazia. [...] In questo modo, quello che chiamiamo
democrazia è quindi l'applicazione di processi decisionali democratici dal
livello locale a quello globale, nell'ambito di un processo continuo.” (Abdullah Öcalan)
Quando dopo
la Prima Guerra Mondiale l’Impero Ottomano venne smembrato dalle potenze
vincitrici, le zone di insediamento curde inizialmente diventarono zone di
mandato e di influenza francesi e britanniche e poi vennero spartite tra gli
odierni quattro Stati, Turchia, Siria, Iraq e Iran. Le curde e i curdi quindi
parlano di Kurdistan del nord/Bakûr (Turchia), Kurdistan occidentale/Rojava
(Siria), Kurdistan del Sud/Başȗr (Iraq) e Kurdistan dell’est/Rojhilat (Iran).
Anja Flach,
in Lower Class Magazine - Un’utopia
concreta, Le montagne del Kurdistan e la rivoluzione in Rojava: un diario di
viaggio, Red Star Press, 2018, pag.207
La rivoluzione in Kurdistan è
importante per tutto il mondo perchè mostra un’alternativa al capitalismo. Il
suo significato è universale. Le curde e i curdi lottano, ma non è una lotta
solo curda. È la nostra comune lotta per la pace e la democrazia. Ognuna e
ognuno può andare lì e esserne parte. ivi, pag.16
Anja Flach (etnologa)
- Anja Flach
è un'etnologa e membro del consiglio delle donne Rojbîn ad Amburgo. Dal 1995 al
1997 come internazionalista ha fatto parte dell’esercito di donne YAJK (Unione
Patriottica delle Donne del Kurdistan). Diverse le sue pubblicazioni sulla sua
esperienza con il movimento rivoluzionario delle donne curde.
DALL’UTOPIA ALLA SCIENZA
Dalle nazioni alle comunità
autodeterminate: il confederalismo democratico tra ideali e realtà nella
sperimentazione politica del Rojava (Murray Bookchin e Abdullah Öcalan)
MURRAY
BOOKCHIN e ABDULLAH OCALAN
- Fra i vari
movimenti che si rifanno attualmente al pensiero di Murray Bookchin (1921-2006)
vi è quello di Abdullah Öcalan e del Partito dei Lavoratori del Kurdistan che
stanno tentando di realizzare a Kobane, nel Rojava e in tutto il Kurdistan, un
"confederalismo democratico" basato sulla democrazia diretta, su
un'economia solidale ed ecologica e sulla liberazione sociale delle donne. Il
Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) è un'organizzazione politica in
Turchia, che ha combattuto lo Stato turco dal 1980 per rivendicare maggiori
diritti politici e culturali per i curdi del paese. Genealogicamente fondato
sugli ideali marxisti leninisti, il PKK ha integrato, arricchito e articolato
il suo marxismo con l’ecologia sociale, il comunitarismo e il libertarismo
propri della riflessione di Murray Bookchin, dopo la cattura e la prigionia del
suo leader, Abdullah Ocalan, nel 1999. Ocalan ha iniziato la lettura dei testi
del filosofo statunitense, diventato punto di riferimento dei movimenti
ambientalisti, socialisti e anarchici di tutto il mondo, mentre era in carcere,
e ha concepito, nella teoria sociale bookchiniana, una ricaduta
pratico-sperimentale nel confederalismo democratico, costituito da istituti di
democrazia diretta che tendono a superare il concetto di Stato-nazione per un
municipalismo libertario controllato dal basso. Esperimento che affonda le sue
radici ne La Commune parigina del 1871 soffocata nel sangue.
Ocalan ha
tentato all'inizio del 2004 di organizzare un incontro con Bookchin attraverso i
suoi avvocati, e descrive se stesso come "studente" di Bookchin
desideroso di adattare il suo pensiero alla società mediorientale. Sebbene
Bookchin fosse troppo malato per accettare la richiesta, gli ha mandato un
messaggio di sostegno. Quando Bookchin è morto nel 2006, il PKK ha salutato il
pensatore americano come "uno dei più grandi scienziati sociali del XX
secolo", e ha promesso di mettere la sua teoria in pratica, dall’utopia
alla scienza. "Confederalismo Democratico", la variazione sul
Communalismo o Municipalismo Libertario, sviluppato da Öcalan nei suoi scritti
e adottato dal PKK, non cerca solo la difesa dei diritti dei curdi nel quadro
della formazione di uno Stato indipendente curdo separato dalla Turchia. Il PKK
sostiene che il suo progetto non è visto come rivolto solo ai curdi, ma è per
tutti i popoli della regione, indipendentemente dalla loro etnia, o religione
nazionale. Piuttosto, promulga la formazione di gruppi e organizzazioni che
iniziano a livello di base a diffondere i loro ideali in un contesto non
statale che inizia a livello locale. Si pone anche una particolare attenzione
sulla costruzione emancipatrice e liberazione nell’assoluta parità di genere.
Il PKK ha avuto un certo successo nell'attuazione del suo programma, attraverso
organizzazioni come il Congresso della Società Democratica (DTK), che coordina
attività politiche e sociali in Turchia, e la Koma Civakên Kurdistan (KCK), che
lo fa in tutti i paesi in cui vivono i curdi.
Cfr.
conferenza organizzata ad Amburgo, in Germania, il 3-5 febbraio 2012. Il tema
era "La Sfida alla Modernità Capitalistica: Concetti Alternativi e la
Questione Curda". La relazione presentata a quella conferenza fu di Janet
Biehl, scrittrice che, lavorando insieme a Murray Bookchin ha contribuito a
definire il concetto di ecologia sociale.
#SubalternStudiesItalia, #ConfederalismoDemocratico, #Kurdi
CRITICA DELLA RAGIONE POLITICA (Murray Bookchin)
Oggi, quel che chiamiamo «politica»
è in realtà governo dello Stato. Essa è professionismo, non controllo popolare;
monopolio del potere da parte di pochi, non potere dei molti; delega a un
gruppo «eletto», non processo democratico diretto che comprenda il popolo nella
sua totalità; rappresentazione, non partecipazione. Oggi, la «politica» è una
cruda tecnica strumentale per mobilitare elettori al fine di ottenere obiettivi
pre-selezionati, non mezzo per istruire la popolazione alla cittadinanza, con i
suoi ideali di autogestione civica, oppure per formare forti personalità. I
politici trattano la gente da elettorato passivo il cui compito politico è
quello di votare ritualmente per candidati di scelta partitica, non per
delegati il cui unico mandato è di gestire le politiche formulate e deliberate
dai cittadini. I professionisti della gestione statuale vogliono obbedienza,
non impegno, distorcendone persino il significato fino a ridurlo a un
atteggiamento di pura passività, da spettatore, nel quale il singolo è smarrito
nella massa e le masse stesse sono frammentate in atomi isolati, frustrati e
impotenti.
Murray
Bookchin, filosofo anarchico (1921-2006)
da Democrazia diretta, Eleuthera, Milano 1993, cit. da
formato e.book, pos.266/1462
- - Oggi, al
Communalism di Bookchin si ispira il confederalismo democratico del Rojava
(Kurdistan siriano) per il tramite della lettura datane da Abdullah Öcalan,
rinchiuso nelle carceri turche. «Il Communalism rappresenta una critica della
società gerarchica e capitalista nel suo insieme», Murray Bookchin, The Next
Revolution. Popular Assemblies and the Promise of Direct Democracy, a cura di Debbie
Bookchin e Blair Taylor, Verso, London-New York, 2015, pag.19.
Anche
nell’Occidente capitalista, per l’incompatibilità tra profitto privato e
benessere collettivo, dunque tra democrazia e capitalismo, la democrazia
formale si svuota di contenuti e tende a regimi oligarchici di fatto. Inserire
istituti di democrazia diretta con potere deliberativo, all’interno di
un’architettura democratica realmente rappresentativa, è la ricerca dunque
necessaria per alimentare continuamente la democrazia politica con la
democrazia sociale. La critica della ragione politica diventa critica della
ragione democratica. Per la “guerra di posizione” diventa transizione verso la
società autoregolata perchè autodeterminata (il Marx di Gramsci) con la
soggettività antagonista dell’’intellettuale collettivo’. /
#SubalternStudiesItalia
Rojava
(/roʒɑˈvɑ/)(/occidente/)
KOBANE È QUI
C’è tanto da
lavorare per ricostruire e fare ripartire la società. L’obiettivo comune non è
solo ricostruzione della città, ma fondare una società con una coscienza
ambientale, una società che creda nella parità per tutti, minoranze e non, in
un’economia ecologica e sociale. Una visione che rispetta gli equilibri
naturali e le risorse del territorio. Tutto con un’ottica che non guarda ai
confini degli stati ma ai diritti. Obiettivo fondamentale di un percorso di
questo tipo non può che essere aperto alla convivenza. Nel Rojava, in città
come Cizire, la maggioranza della popolazione è curda, ma vivono anche arabi e
si parlano tre lingue, tra cui quella assira. Sono tante anche le minoranze
religiose presenti. Anche ad Afrin e Kobane, le persone vivono liberamente la
loro identità culturale, etnica e religiosa. Le donne hanno un ruolo molto
importante. Questo significa che c’è il giusto terreno per affrontare le
questioni più spinose, come quella religiosa, oltre alla parità dei diritti
senza distinzione di genere, i processi di rappresentanza, l’ambiente e altro
ancora attraverso un sistema di democrazia diretta, per dare autonomia ai
luoghi partendo dalle istanze elencate. È nostra convinzione che per risolvere
i problemi sul territorio il sistema migliore è quello della democrazia diretta
e dell’autonomia democratica. Inoltre il termine autonomia per noi non è un
limite geografico, ma una proposta progettuale che si può manifestare e
organizzare in ogni angolo del mondo.
dall’Introduzione
di Yilmaz Orkan a: Ivan Grozny Compasso, Kobane
dentro. Diario di guerra sulla difesa del Rojava, Agenzia X, 2016 - cit. da
e.book
/scheda/
Tra i deserti e le montagne a sud della Turchia è nata una ginestra, preziosa
quanto la poesia di Giacomo Leopardi. Una pianta che resiste alle invasioni
armate dei gruppi islamici e alla brutalità dei padroni del mondo. Un fiore che
restituisce dignità al nostro tempo devastato dalla guerra. Questa ginestra si
chiama Rojava, regione autonoma curda. Nel dicembre 2014 Ivan Grozny Compasso è
stato tra i pochi a entrare dentro a Kobane, riuscendo a divulgare nel web
informazioni in diretta dall'interno della città assediata, dove le donne e gli
uomini della resistenza curda combattono contro l'avanzata dell'esercito
dell'Isis. "Kobane dentro" è il diario dettagliato di sette giorni di
permanenza a stretto contatto con i guerriglieri e il loro straordinario
sistema di autogoverno influenzato dagli studi in carcere di Abdullah Öcalan
sul pensiero libertario di Murray Bookchin. Sette notti con il sottofondo dei
mortai tra gli incubi di terrore e morte che si mischiano ai sogni di una
futura idea di umanità. A completare il volume una lunga carrellata di
fotografie scattate dall'autore e alcuni approfondimenti teorici, tra i quali
la Carta del contratto sociale del Rojava. Introduzione di Yilmaz Orkan,
presidente dell'Ufficio d'informazione del Kurdistan.
LA FRONTIERA dei SUBALTERNI è SENZA FRONTIERE
Dalle
nazioni alle comunità autodeterminate: il confederalismo democratico tra ideali
e realtà nella sperimentazione politica del Rojava (Murray Bookchin e Abdullah
Öcalan)
«Il diritto
all’autodeterminazione dei popoli include il diritto a un proprio Stato.
Tuttavia la fondazione di uno Stato non aumenta la libertà di un popolo. Il
sistema delle Nazioni Unite che si basa sugli Stati-nazione è rimasto
inefficace, e gli Stati-nazione sono divenuti veri ostacoli per qualsiasi
sviluppo sociale. Il confederalismo democratico è il paradigma di contrasto dei
popoli oppressi. Il confederalismo democratico è un paradigma sociale non
statuale. (…) I suoi processi decisionali sono all’interno delle comunità».
scheda da
Abdullah Öcalan, Confederalismo democratico, Edizioni Iniziativa
Internazionale, 2013
Descrizione
In questo
opuscolo Abdullah Öcalan sviluppa in modo sistematico il suo progetto politico,
il confederalismo democratico. Ad una critica fondamentale dello stato nazione
segue una descrizione della sua possibile alternativa, una democrazia
transnazionale dal basso.
Il testo di
questo opuscolo è stato composto a partire da libri recenti di Öcalan non
ancora tradotti.
Testo
integrale in pdf:
REVOLUTION IN ROJAVA
Rete
Kurdistan Italia segue e traduce da tempo i testi che i redattori del “Lower
Class Magazine” pubblicano sia sul loro sito sia sul quotidiano berlinese
“junge Welt”, di cui apprezziamo i contenuti dal punto di vista informativo e
politico. -
- In
particolare dopo la guerra di aggressione e la successiva invasione del Cantone
di Afrin da parte dell’esercito turco e dei mercenari jihadisti loro alleati,
deve essere chiaro a tutte e tutti che in questo momento l’unica vera forza
sulla quale il popolo curdo può contare oltre alla propria, non solo per
difendere la rivoluzione del Rojava, ma la vita stessa del Presidente Abdullah
Ocalan e di tutto il popolo curdo che sta affrontando un vero e proprio
tentativo di genocidio politico, culturale e fisico, è la solidarietà
internazionale.
Rete
Kurdistan Italia - https://www.retekurdistan.it/
Il 18 marzo
2018 vi fu la conquista di Afrin per mano dell'esercito turco e delle bande
jihadiste da esso sostenute. Ne seguì pulizia etnica, rapimenti, sequestri,
femminicidi, deportazione degli oppositori, confisca di terre e proprietà ed
esecuzioni sommarie. Infine, si contarono tra i 1000 e i 1500 combattenti
caduti: per capirci, quasi il triplo dei martiri di Kobane durante l'epica
resistenza contro lo Stato islamico.
È una lotta per i valori umani e una
coscienza libertaria democratica. Questa lotta contiene il tentativo di
costruire sulla base della libertà delle donne un’alternativa, una rivoluzione
socialista e democratica. Anja Flach, dalla prefazione all’ed.italiana di Lower Class Magazine, op.cit.