le lenti di Gramsci

giovedì 17 settembre 2020

Imbarbarimento culturale e classi subalterne - intorno ad un dibattito storico

 

L'imbarbarimento dell'italiano 

Glauco Sanga 

La Ricerca Folklorica

No. 3, Antropologia visiva. Il cinema (Apr., 1981), pp. 85-90 (6 pages)


JSTOR jstor.org

https://www.jstor.org/stable/1479461?read-now=1&seq=1#page_scan_tab_contents

https://www.jstor.org/stable/1479461

Il saggio di Ernesto de Martino Intorno a una storia del mondo popolare subalterno pubblicato sul nr.3 di Società del 1949 , oltre ad essere preceduto da un distinguo di Cesare Luporini ("Anche se non possiamo far nostre alcune delle tesi e interpretazioni qui presentate - che ci ripromettiamo di discutere e invitiamo a discutere -") suscitò un dibattito a più voci, multidisciplinare nonchè repliche dell'autore, poichè toccava temi che, sulla traccia indicata da Gramsci, allora diventarono cruciali, specie tra le fila del PCI, come i rapporti tra cultura, intellettuali e classi subalterne, la relazione tra il popolo, le sue espressioni folcloriche e l'"alta cultura" (espressione comunque di élite dirigenti) e in generale tra il marxismo e i suoi strumenti di analisi, il confronto con lo storicismo e l'idealismo, la nozione stessa di "folclore progressivo", che sottendeva anche quello fra evoluzione-emancipazione storico-politica delle classi popolari e le tradizioni sedimentate nei propri gruppi di appartenenza come espressione spontanea, collettiva e creativa, nello stesso tempo resistente al dominio di classe e/o di supina accettazione di esso. 

L'"irruzione" nella storia della cultura popolare era destinata ad imbarbarire la " superiore" cultura dei dotti ed eruditi? , quella che comunque si rapportava, interloquiva, polemizzava, con una visione del mondo alternativa, radicalmente storico-materialista e progressiva. Il meridionalismo come progressismo rispetto a civiltà "arretrate", chiuse tra spinte ribellistiche e rassegnata passività subalterna, come nelle plebi del Mezzogiorno d'Italia. Rapporti di produzione e coscienza sociale, trasformazione rivoluzionaria e cancellazione dell'identità culturale, in un lessico moderno. 

Il dibattito incrociava le categorie di senso comune e filosofia spontanea di Gramsci, il folclore come "relitto" di una visione del mondo dei semplici (Q.XXVII: [il folclore quale] "agglomerato indigesto di frammenti di tutte le concezioni del mondo e della vita che si sono succedute nella storia", cfr. ed. Gerratana, Einaudi, 1975, pp. 679-680, 1105, 2309-2117), la duplicità della religione cattolica come Giano bifronte (si potrebbe dire, la teologia patristica e scolastica per le anime che ascendono alla teoresi o le encicliche papali e il catechismo liturgico per la devozione popolare). 

De Martino, storico delle religioni, etnologo di formazione storicista, è cosciente dei temi in questione e dell'interpretazione gramsciana negli scritti in pubblicazione (per l'editore Einaudi, a cura di Felice Platone, Lettere dal carcere, 1947, Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, 1948, Gli intellettuali e l’organizzazione della cultura, 1949, Il Risorgimento, 1949, Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno,1949) come della coeva ricerca dell'etnologia sovietica, mentre i suoi interlocutori sembrano debitori chi di una visione deterministica e neopositivistica del marxismo fondata sulla categoria di progresso e di rivoluzione come passaggio ad uno stadio "più avanzato" di civiltà, capace di spazzar via per sempre i "relitti" della cultura popolare subalterna, l'arcaico e il primitivo, il mondo magico e irrazionale; e chi del ruolo organico dell'intellettuale, organico al partito e ai suoi gruppi dirigenti, alla contingente linea politica e alle classi di riferimento, contadini e operai. 
 E' Luporini, in particolare, a insistere sul ruolo di guida della classe operaia, sulla rottura epocale della rivoluzione d'Ottobre del '17, su una dimensione politica dello scienziato e dell'uomo di scienza marxista, sulla dialettica tra la "riforma popolare moderna" che de Martino aveva richiamato da Gramsci e le sedimentazioni delle passate culture da parte del "mondo popolare subalterno". Una discussione, quella tra il filosofo e l'etnologo, che, contestualizzando storicamente l'analisi, merita, ancor oggi, un approfondimento specifico. 

Intervennero, tra gli altri, direttamente o implicitamente sui temi connessi all'articolo di de Martino, Ernesto Ragionieri (1949), Antonio Banfi (1949), Ranuccio Bianchi Bandinelli (1950), Alberto M. Cirese (1950), Cesare Luporini (Intorno alla storia del "Mondo popolare subalterno" in Società a.VI nr.1-1950 e la replica ancora di E. de Martino Ancora sulla storia del mondo popolare subalterno e nota in calce di Cesare Luporini, in Società a.VI nr.2-1950), Franco Fortini (1950), Raffaello Franchini (1950), Cesare Pavese (1950). 

- La ricostruzione in P.Clemente, M.L. Meoni, M.Squillacciotti, Il dibattito sul folklore in Italia, Milano, 1976 e antologia di testi anche successivi sulla stessa traccia in Cultura popolare e marxismo (a cura di R.Rauty), Ed.Riuniti, 1976. 

Merito di questo saggio (tra gli altri, perchè c'è anche il fondamentale tema del linguaggio e della sua trasformazione dai significati colti alle espressioni del volgo) di Glauco Sanga è di aver ricostruito il senso del dibattito e quindi reso possibile una sua riattualizzazione, oggi alla luce dei "Subaltern Studies" e della globalizzazione capitalista, così come del compito rivoluzionario della trasformazione di un "paradigma", quello industrialista e della mercificazione, del denaro come feticcio, che tende alla mutazione antropologica nell'annientamento delle specifiche culture dei popoli. 

1. L'imbarbarimento della cultura

2. Il programma gramsciano di De Martino

3. La cultura come pregiudizio

4. Una lettura antropologica

5. L'italiano popolare

Interventi

Riferimenti bibliografici

Comunicazione presentata al XIV Congresso della Società di Linguistica Italiana "Linguistica e antropologia" (Lecce, 23-25 maggio 1980)

il saggio di De Martino, (1949) è in

https://www.academia.edu/43738868/Ernesto_de_Martino_Intorno_a_una_storia_del_mondo_popolare_subalterno_1949

con presentazione di Ferdinando Dubla

Ernesto de Martino - Cesare Luporini, Ancora "Sulla storia del mondo popolare subalterno", in Società 6. (1950) nr.2 pp.306/312 è in

http://www.etesta.it/materiali/2014_2015_DM_Luporini_1950.pdf


Ernesto de Martino (1908/1965)

Antonio Gramsci (1891/1937)

Cesare Luporini (1909/1993) 


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