le lenti di Gramsci

domenica 30 settembre 2012

Ilva, i cittadini si appellano alla Corte internazionale di Giustizia



La torre di caricamento dell'altoforno 5 e ol camino E312 all’Ilva di Taranto ancora ospitano i lavoratori che protestano contro la ventilata chiusura del siderurgico. Gli scioperi di giovedi' e venerdi' di Fim e Uilm a sostegno dei Riva e del presidente Bruno Ferrante, impegnati ad ottenere a tutti i costi l’Aia, hanno allargato decisamente lo strappo tra Fim Cisl e Uilm Uil da un lato e Fiom Cgil dall'altro. La Fiom, che gia' non aveva condiviso le precedenti proteste delle altre due sigle sindacali, si e' nettamente dissociata anche dai blocchi stradali e dalle astensioni dal lavoro di questa settimana perche' ha ritenuto queste mobilitazioni schierate piu' contro la Magistratura, che ha disposto il sequestro dell'area a caldo dell'Ilva, che contro l'azienda che non propone ancora gli investimenti necessari per risanare il siderurgico. Insomma, il terreno sembra tutto a favore del Governo che tra un paio di settimana dovrebbe concedere l’autorizzazione. Autorizzazione su cui, va detto, pende l’incognita dei dati epidemiologici. Ilva ed esecutivo hanno già da tempo contestato i numeri circolati in questi giorni. Alcuni di questi, addirittura, provengono dall’Istituto superiore di Sanità.La Fiom Cgil, tuttavia, sta facendo di tutto per tentare di tenere unito il fronte dei lavoratori. Gia' dalla prossima settimana potrebbe fare le assemblee con i lavoratori Ilva, "anche da soli - ripete Donato Stefanelli, segretario Fiom di Taranto -. Sono oltre 20 giorni che abbiamo proposto alle altre due organizzazioni di confrontarci in assemblea con i lavoratori perche' e' con loro che dobbiamo costruire la nostra proposta. Una proposta che chieda all'Ilva di investire perche' questo e' il punto fondamentale. Non servono spaccature e forzature in una fase cosi' difficile".Intanto, con circa 4.000 le firme, le Donne per Taranto chiedono che nel procedimento di nuova Autorizzazione Integrata Ambientale per lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto vengano inseriti i dati dello studio epidemiologico 'Sentieri'. Le 4000 firme saranno inviate al Presidente della Repubblica e al ministro dell'Ambiente e al ministro della Salute entro mercoledi'. Anche il Comitato 'Taranto Futura', è sempre più deciso a non mollare la presa. Cosi' come annunciato nel luglio scorso, ha presentato una denuncia al procuratore del Tribunale penale internazionale dell'Aja per chiedere l'apertura di un'inchiesta nei confronti della classe dirigente tarantina, regionale e nazionale, in concorso con i vertici dell'Ilva, per la violazione degli articoli 5, 6 e 7 dello statuto della Corte penale internazionale per i reati di genocidio e crimini contro l'umanita' in relazione all'inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico e ai mancati controlli da parte delle istituzioni.


Autore: fabio sebastiani

da www.controlacrisi.org

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