Subaltern studies Italia

L’analisi e la classe - a cura di Ferdinando Dubla

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mercoledì 20 settembre 2023

LA VOCE di JACKSON e dei fratelli di SOLEDAD

 


George Jackson, Franz Fanon, Karl Marx “dannati della terra” 

La biografia e l’opera di George Jackson, il cui assassinio nel carcere di San Quintino il 21 agosto del 1967 dimostrò al mondo intero la natura intimamente fascista della presunta democrazia a stelle e strisce, sono ancora non contaminate dai cosiddetti ‘esperti’ di primo livello di Wikipedia, che dovrebbero verificare la correttezza tecnica della voce e invece arbitrariamente ne controllano il ‘politicamente corretto’ e l’”imparzialità” politica. Abbiamo prodotto il link permanente, così da cristallizzare la versione attuale redatta dai collaboratori d’area.

Col sangue agli occhi. Il "fascismo americano" e altri scritti, Einaudi, Torino 1972 (Riedito da Agenzia X, 2008)

scheda

Questo libro è un'arma, con completa intenzione e volontà di esserlo. Completato all'incirca una settimana prima dell'assassinio di George Jackson, avvenuto il 21 agosto 1971 a San Quentin, il libro è stato fatto uscire dall'istituto penale con precise istruzioni su come pubblicarlo, quasi che l'autore sapesse di non poter vivere tanto da vederlo uscire a stampa. Ma sarebbe un errore considerarlo semplicemente l'opera di un individuo: migliaia di senza nome, dentro e fuori le prigioni, si uniscono in questa dichiarazione di guerra rivoluzionaria totale. Scritto da chi era rinchiuso in una cella di isolamento per almeno ventitré ore e mezzo al giorno, circondato da urla rauche che non smettevano mai – un vero e proprio manicomio –, "Col sangue agli occhi" vuol far uscire dal carcere, in tutta la società, quella rivoluzione per cui, dentro al carcere, George ha lavorato ed è morto.

 

 La rivoluzione all'interno di una moderna società industriale capitalistica ha un solo significato: il rovesciamento di tutti i rapporti di proprietà esistenti e la distruzione di tutte le istituzioni che, direttamente o indirettamente, sostengono i rapporti di proprietà esistenti. (p. 25) -

Per lo schiavo, la rivoluzione è un imperativo, è un atto cosciente di disperazione, dettato dall'amore. (p. 27)

LE LETTERE DI JACKSON. DAL CARCERE. (2)




Subaltern’s Jackson

Jackson tentò di coinvolgere nella lotta tutti i subalterni, tutte le masse oppresse, l'obiettivo primario era quello di incentivare la nascita di un fronte unico di tutte le minoranze reiette che andasse dai neri ai chicanos, dagli operai bianchi delle fabbriche all'esercito industriale di riserva dei disoccupati. Per queste ragioni, polemizzò spesso con l'”old left”,  accusata di perseguire interessi corporativi e di mettere in subordine l'urgenza di una svolta rivoluzionaria. La classe operaia è, nel pensiero di Jackson, il soggetto collettivo più realisticamente rivoluzionario, il «vero affossatore della società» capitalistica, anche le esigenze del proletariato sono state spesso subordinate alle impellenze della real-politik, agli equilibri stabiliti a livello internazionale dagli Stati socialisti  (URSS in primis), che giustificavano la loro immobilità con l'apologia riformistica del cambiamento graduale. Per Jackson questa tesi rasentava l'assurdo (quale motivazione più esplicita può esistere di sei milioni di disoccupati, stipendi di pura sussistenza, negazione di ogni principio di libertà, per dar avvio alla rivoluzione?) e il compito di svelare la natura reale dell'oppressione alla classe operaia - in virtù della manifesta incapacità della sinistra istituzionale - sarebbe spettato all'avanguardia nera, al BPP - Black Panther Party, le Pantere Nere,  «unico partito comunista» degli Stati Uniti. #SubalternStudiesItalia

SENZA DISCIPLINA, SENZA DIREZIONE non c’è RIVOLUZIONE

Lettera a un compagno

28 marzo 1971

Mia sorella mi ha informato che sei stato rilasciato e che hai costituito un corso di educazione politica. Noi due siamo ancora vicini, l'ho sentito nelle parole di mia sorella e nelle tue lettere. Da quando ci hanno separato siamo passati più o meno attraverso le stesse scoperte: dalle fughe confuse verso l'Africa delle rivoluzioni nazionali, fino allo stadio delle sommosse dell'Amerika nera rivoluzionaria. Adesso siamo giunti, con il resto del mondo coloniale, al socialismo scientifico rivoluzionario. Ho sempre sperato di non vederti intrappolato allo stadio delle sommosse, come lo sono in piena buona fede tanti e tanti altri fratelli. Qui devo tutti i giorni fargli la predica: pensano che essere pronti alla battaglia sia più che sufficiente. Eppure, senza disciplina e senza direzione, finiscono a lavare macchine in qualche garage, o finiscono cadaveri senza nome negli obitori dello stato metropolitano. Ma ero quasi certo che un fratello come te non sarebbe finito in quel modo.

I fratelli Soledad. Lettere dal carcere di George Jackson, Einaudi, 1971

L’UNITÀ DEI GRUPPI SUBALTERNI, L’UNITÀ DELLA SINISTRA DI CLASSE

Subaltern's Jackson

Se lo stato delle cose determina una riproduzione capitalistica stratificata e serializzata delle forze sociali, se genera l'incomunicabilità di ampie sacche della classe operaia, allora, cento volte più forte deve essere il discorso sull'unità degli sfruttati e di tutti i subalterni. Questo compito deve essere assunto dall'avanguardia del partito comunista nero, il BPP - Black Panther Party, le Pantere Nere.

Jackson cercava di coltivare una coscienza collettiva unitaria come unica possibilità per le masse sfruttate di riscattarsi. Le sue parole erano un invito alla ricerca di convergenze e strategie comuni tra tutti i gruppi radicali della sinistra statunitense.

BLOOD IN MY EYE, BROTHER SOLEDAD (3.)

LE FONTI

…scoprii Marx, Lenin, Trockij, Engels e Mao, e ne fui redento. Durante i primi quattro anni non studiai altro che economia e discipline militari. Conobbi i guerriglieri neri, George “Big Jake” Lewis e James Carr, W.L. Nolen, Bill Christmas, Terry Gibson e molti, molti altri. Tentammo di trasformare la mentalità del criminale nero nella mentalità del rivoluzionario nero. George Jackson - da I fratelli di Soledad. Lettere dal carcere di George Jackson, Einaudi, 1971, p.17.

 

 - In questa scoperta George non era solo. Contemporaneamente altri prigionieri stavano cominciando pian piano a scoprire Marx, Fanon e Mao, acquistando così un modo nuovo di considerare se stessi e la propria lotta - una nuova scala di valori morali. “Sono stato in rivolta per tutta la vita, solo che non lo sapevo”. Le approfondite indagini sociali di Marx e degli altri diedero ai carcerati la possibilità di sentirsi membri della comunità umana, e membri di una fratellanza rivoluzionaria.

 - LA “CATTIVA CONDOTTA”

(la) sua “cattiva condotta” in carcere - è stata la ragione che lo ha costretto a passare più di sette anni in celle di isolamento di ogni genere, comprese le famigerate “celle nude” + del braccio “O” di SOLEDAD, e la ragione di ogni rifiuto di scarcerazione.

+ Sono celle di metri 1,80 per 2,40 senza protezioni contro l’umidità, senza un lavabo o un gabinetto, dove lo si costringeva a mangiare in mezzo alla sporcizia e al tanfo dei propri escrementi, dove gli si permetteva di lavarsi le mani una volta ogni cinque giorni, e dove doveva dormire su un duro materasso di tela posto direttamente sul pavimento gelido.

dalla prefazione di Gregory Armstrong a George Jackson, “Col sangue agli occhi - Il fascismo americano e altri scritti”, PGreco, 2021 (ed.or. “Blood in My Eye”, Random House, 1972 - 1.ed. it, Einaudi, 1972), p.12 e 13.

 

La Cronologia delle vicende giudiziarie e penali dei ‘fratelli di Soledad’ - George Jackson, John Clutchette, Fleeta Drumgo e del fratello più giovane di George, Jonathan, di diciassette anni, la trovi in sintesi qui, voce verificata #SubalternStudiesItalia

https://it.wikipedia.org/wiki/George_Jackson#Cronologia_delle_vicende_giudiziarie_e_penali

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#ferdinandodubla 







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