“Ma i fatti che hanno
maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento:
e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la
storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del
quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e
chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.“, da Antonio Gramsci, Odio gli indifferenti, Chiarelettere,
Milano, 2011
Il ruolo di avanguardia
di classe si conquista sul campo, non è un a-priori. La testimonianza diretta e
memorialistica di Dario Salvetti, la lettura del suo prezioso testo, consente
anche di interrogarci sulla necessità unitaria dell’avanguardia politica di una
sinistra antagonista al sistema che sappia rendere centrale la lotta delle
classi subalterne, la loro riunificazione per la trasformazione sociale contro
gli assetti capitalisti dell’egemonia del capitale finanziario e contro
l’imperialismo delle guerre contro i popoli.
AVANGUARDIA
DI CLASSE, AVANGUARDIA OPERAIA
“la prepotenza di un capitalismo sempre più selvaggio e allergico a qualsiasi regola, persino autoimposta; le conseguenze sulla vita delle persone, anche in termini di salute; il modo stesso di intendere il lavoro, mattone fondativo del Paese, secondo la Costituzione, ma nella realtà sempre più lontano da come viene definito ampiamente in quelle pagine, tanto celebrate quanto disattese. «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società» recita l’articolo 4, gettato a mare anche più di altri.”,
Dario Salvetti, operaio
metalmeccanico e delegato sindacale Fiom, parte del Collettivo di fabbrica
della ex Gkn di Campi Bisenzio (Firenze). Autore, con Gea Scancarello, di
“Questo lavoro non è vita - La lotta di classe nel XXI secolo -Il caso GKN“,
Fuori Scena, 2024. *
* Tutti i proventi
dell’autore Dario Salvetti andranno alla Cassa di
Mutuo soccorso del
Collettivo di fabbrica della ex Gkn e della Soms Insorgiamo (Aps Società
operaia Mutuo soccorso Insorgiamo).
CLASS
WRITING
Raccontare la storia
della lotta degli ex Gkn, dei suoi principi e degli attacchi che ha ricevuto è
un modo per non restare indifferenti, per reagire alla violenza di questo
capitalismo, per ripartire dalla giustizia sociale con l’obiettivo di disegnare
una società diversa. La ricchezza di questa vicenda ci ha posto il problema di
come restituirla: oltre tre anni di vertenza affondano le proprie ragioni
almeno nei trent’anni precedenti. Di fronte a una simile mole di informazioni,
ma anche al bisogno di conoscere la riflessione intima di chi si è trovato in
prima linea nella lotta, abbiamo deciso di lasciare la briglia libera alle
parole. Nasce così la conversazione con uno dei molti protagonisti della
battaglia, l’operaio metalmeccanico specializzato Dario Salvetti: lavoratore
licenziato, lontanissimo da qualsiasi protagonismo che non sia quello del
risveglio di classe, portatore della propria visione, inserita in una storia
collettiva che veicola insegnamenti universali. dalla prefazione
Can the working class speak? Intervista a Dario Salvetti,
Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze
https://youtu.be/NZ0gzIipz08?si=yDmq_C_ooDux4bjA
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LA
CLASSE OPERAIA VA ALL’INFERNO: LA "PALAZZINA LAF" DI MICHELE RIONDINO
NON
C’È PACE TRA GLI ALTOFORNI_SUL ROMANZO OPERAIO DI FABIO BOCCUNI
INSORGIAMO di Zerocalcare
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