le lenti di Gramsci

sabato 28 novembre 2020

Hegel, o il pensiero oscuro


LA CIVETTA di HEGEL

“Quando la filosofia dipinge il suo grigio su grigio, allora una figura della vita è invecchiata; e con grigio su grigio essa non si lascia ringiovanire, ma soltanto conoscere; la nottola di Minerva inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo.” Hegel, Prefazione, in Lineamenti di filosofia del diritto (1821)
- la civetta è la filosofia, essa vola all’imbrunire, simbolo di Atena, ma fugge al chiarore di ogni nuova alba. 


La coscienza infelice (Fenomenologia dello Spirito - Hegel, 1807)
Come conciliare il finito con l’infinito, il determinato con l’indeterminato, il fenomeno come appare e la sua essenza? Lo può solo la coscienza, ma in un drammatico cammino: nel suo stesso percorso storico filosofico si trova quello spirito assoluto che non si sa come tale, e dunque si ferma a guardare se stessa come aliena da sé, per questo infelice, come forma religiosa che anela il trascendente, ma trova solo sepolcri.
E’ il dramma dell’uomo scisso, lacerato dall’alienazione.
La dialettica è un processo, il superamento di un’opposizione tramite la mediazione. Riguardata dalla fine, è lo stesso spirito assoluto continuamente scisso da sé ma riproduttivo di sè. 


vecchia strix ormai stanca/ urla la civetta di notte / ma il chiarore dell’alba/ la farà riposare/nella notte dei tempi affonda il suo sguardo/il suo volo/ ora / è per domani.

HEGEL: QUANDO IL PENSIERO LOGICO PENSA SE STESSO /
Dal nulla non nasce nulla, ma, secondo Hegel, solo dal nulla può svilupparsi la determinazione dell’essere. Infatti l’essere è vuoto, indeterminato e solo nel nulla, negazione dell’essere, può trovarlo. La negazione è sempre negazione di qualcosa, e quindi determina l’indeterminato. Nasce dal nulla il divenire, e lo svolgimento dialettico dell’intera realtà che, pensata, è realtà del razionale.
Logica-filosofia della natura-filosofia dello spirito
Logica soggettiva: dottrine dell’essere e dell’essenza.
Logica oggettiva: dottrina del concetto.
[Hegel, Scienza della logica, 1812/1816] 

~ e voi che pure credete all’astuzia della ragione, non riuscite a pensare che dal nulla è nata la vita dell’universo. E che il concetto di spazio, come quello di tempo, non sono contraddittori, ma dialettici: essi sono in sé, per sé e in sé e per sé. Se infatti lo spazio nasce dall’idea di vuoto, a negare lo spazio è il suo stesso limite, cioè il pieno. E se il tempo nasce dal concetto di eterno, cioè senza tempo, il suo limite è la misura, cioè il tempo sottratto all’eterno.
E’ il pensiero che pensa se stesso, autocoscienza del concetto.
Si potrebbe anche dire: quando il pensiero si avvolge in se stesso tramite i concetti. Ecco perché, a mio avviso, il pensiero di Hegel è un pensiero notturno, oscuro, come il volo della civetta. . ~ fe.d.


F.W.Hegel (1770/1831)


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