le lenti di Gramsci

martedì 29 maggio 2018

MEZZ’ORA


“Dopo aver liquidato Giuseppe Conte e il candidato di Lega-M5S Paolo Savona il Quirinale, dopo neanche mezz’ora, ha convocato Carlo Cottarelli“
così Bruno Perini su Il Manifesto di oggi.
E aggiungo che anche la lista dei ministri del governo provvisorio era prontissima, tutto in meno di 24ore.
L’hastag “io sto con Mattarella” a egemonia PD è un hashtag di regime, di regime come le manifestazioni dirette dai poteri capitalistico-finanziari degli oligarchi eurocrati, che possono contare sui megafoni del potere, i media tradizionali, i gazzettieri “maitre a penser”.
Noi a sinistra non amiamo il termine “sovranista”: siamo internazionalisti, da sempre. Ma la “sovranita’ appartiene al popolo” lo dice la nostra Costituzione e sostanzia la democrazia repubblicana che comunisti e socialisti hanno contribuito a costruire. Se la sinistra antiNato e critica di questa Europa dei capitali, che usa il debito pubblico e la speculazione finanziaria per azzerare le prerogative costituzionali di ogni singolo paese, si fosse presentata al Capo dello Stato per contribuire alla formazione di un governo, forte di un cospicuo successo elettorale, cosa sarebbe accaduto? Ci avrebbero liquidato neanche in mezz’ora, in un quarto d’ora. 
Dal mattarello al manganello il passo è breve. Per ricostruirsi, la sinistra di classe, e i comunisti in essa, contribuisca all’organizzazione di un’opposizione sociale di massa. A rimorchio di nessuno, ma senza tentennamenti. (fe.d.) su FB, 29 maggio 2018
-- Molti confondono il sovranismo (ovviamente deve essere di classe e di sinistra) con nazionalismo: e invece il sovranismo di sinistra è popolare non populista. I populisti accarezzano la pancia del popolo diretti dalle classi dominanti. Popolare lo diventa chi interpreta i bisogni e gli interessi della maggioranza della popolazione diretta dalle classi produttrici e per l'egemonia dei subalterni. Alcuni governi, come quello del Venezuela chavista, lo sanno bene. Qui, nell'occidente del capitalismo europeo, la cultura della sinistra stenta a riconoscerlo. Per capirlo, basta leggere la nota di Manlio Dinucci su Il Manifesto di oggi, 29 maggio 2018.
ferdinando dubla


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