JIANG
QUING O DELL'AMORE RIVOLUZIONARIO [1]
la rivoluzione ininterrotta di Madame Mao [2]
IL FASCINO DI LAN PING (JIANG QUING) - la stella di Shangai
蓝苹 (江青) 的魅力:上海之星
L’opera di Anchee Min viene qui
utilizzata esclusivamente come fonte documentaria e letteraria per indagare la
soggettività e l'ambiente dell'epoca. Respingiamo fermamente le sue licenze
interpretative di matrice liberale che riducono i complessi nodi della storia
cinese e della Rivoluzione Culturale a mera "sete di potere" o a
psicodrammi individuali. La nostra analisi resta ancorata al materialismo
storico, indagando la dialettica tra idealità, prassi e trasformazione sociale,
oltre ogni pregiudizio ideologico occidentale.
Consideriamo queste pagine non come
"storia" oggettiva, ma come un'interpretazione creativa prodotta per
il mercato occidentale. Nonostante la cornice ideologica, la scrittura
brillante della Min restituisce la "carne" della storia (il fango di
Yan’an, la tensione delle Opere Modello). Sottraiamo questi dettagli al
giudizio dell'autrice per restituirli alla ricostruzione storica
“multidimensionale”.
Smontando il pregiudizio antimaoista
presente nel testo, facciamo emergere per contrasto la reale statura storica e
politica di Jiang Qing e Mao Tse Tung, depurata sia dall'idolatria che dalla
denigrazione.
In sintesi: usiamo la sua penna per
vedere i fatti, usiamo il nostro metodo per interpretarli.
Come è la tua azione, così è il tuo
destino. Tu sei ciò che è il tuo desiderio profondo e impellente. Come è il tuo
desiderio, così è la tua volontà. Come è la tua volontà, così è la tua azione.
Brihadaranyaka Upanishad iv. 4.5 / cit.
Anchee Min, Becoming
Madame Mao - (English Edition), Allison & Busby, 2001
Jiang Quing,
l’attrice di Shangai, quarta sposa di Mao Ze Dong. Una parabola drammatica:
figura centrale della rivoluzione culturale dal 1966 in nome di un maoismo
’puro’ e senza tentennamenti per la realizzazione di una rivoluzione
ininterrotta, fu interrotta proprio da Mao per i suoi eccessi di infantilismo
estremistico; fu arrestata subito dopo la morte del suo compagno, accusata di ordire
contro lo Stato socialista con una banda, quella denominata ‘dei quattro’. Morì
suicida in carcere nel maggio 1991, a 77 anni, senza pentimenti, nè abiure nè
dissociazioni. Non fu ‘controversa’ la sua figura, ma emblematica. Il suo amore
per Mao, ricambiato allo stesso modo, simbolo dell’amore della rivoluzione
tramite l’amore e il comunismo, ideale affascinante, anche perchè dimostrava in
sè la parità assoluta di genere, il comunismo come rivoluzione dell’amore.
Simbolo della rivoluzione culturale e/o della cultura rivoluzionaria: la lotta
di classe e di genere deve avvenire nel fuoco della dialettica storica,
rigenerando gli ideali in una prassi rivoluzionaria ininterrotta, pena la
stagnazione e la reazione.
Il suo
arresto: l’inizio del post.maoismo, la perdita del padre divenuto
‘ingombrante’. Il suo suicidio nelle carceri della Cina di Deng Xiao Ping, la
fine definitiva della Cina di Mao. Ma è così? Proprio studiando e cercando le
emozioni nella storia, esse scavano con l’animo di Jing Quing. O eternamente
Lan Ping, se volete. L’”astuzia della ragione” diventa l’”astuzia del cuore”. /
seguite
Maoismo critico, inoltratevi nella storia della rivoluzione cinese, quella
ininterrotta. E di ‘lunga durata’. Anche alla pagina http://www.lavoropolitico.it/maoismo_critico.htm
BECOMING MADAME MAO
Non ci piace
che Jiang Quing, la quarta compagna di Mao Ze Dong, sia considerata ‘figura
controversa’. Bisogna cambiare angolazione, e far parlare i sentimenti. Solo
così capiremo anche la sua passione, il suo temperamento, la centralità
politica nella rivoluzione culturale nel decennio 1966-1976, il suo arresto
immediatamente dopo la morte del suo compagno (9settembre muore Mao, il 14
ottobre 1976 viene arrestata); il suo suicidio in carcere il 14 maggio 1991,
l‘ospedale carcerario di Pechino in cui l’avevano rinchiusa i nuovi dirigenti
del partito, il partito fondato dal suo compagno ormai nel lontano 1921.
L’amore fra
Mao Ze Dong e l’attrice Jiang Qing, in arte Lan Ping, era reciproco e
incondizionato, ed era alimentato dall’amore per la rivoluzione. Si conobbero
nel periodo di Yan’an, precisamente nell’agosto 1937, il periodo più fecondo e
fertile per Mao dal punto di vista filosofico, nel corso delle rappresentazioni
all'Accademia d'Arte Lu Xun. Convolarono a nozze nel novembre 1938, ma molti
ottusi dirigenti del partito cercarono di limitare l’influenza che Jiang Qing
aveva indubbiamente sul suo compagno. Noi crediamo che il fascino di Jiang sia
stato offuscato dalla storia della cosiddetta ‘banda dei quattro’; la successiva
condanna politica come mente del gruppo politico maoista ha spesso reso
secondaria la dimensione militante di una donna che ha preteso per sé il ruolo
di custode morale di una rivoluzione che non ammetteva successori, se non nel
solco della continuità radicale.
cfr.: Anchee Min, Becoming Madame Mao - (English Edition),
Allison & Busby, 2001 - anche in formato digitale
In it.
Anchee Min, Il pavone rosso - La donna
che diventò la signora Mao, traduzione di F. Bandel Dragone, Guanda, 2000
LA RIVOLUZIONE ININTERROTTA DI MADAME MAO
L'anno di Nora e il richiamo di Yan'an
Jiang Qing è
la figura femminile più controversa,
odiata e mitizzata della storia della Repubblica Popolare. Attraverso la
rielaborazione di un’analisi di Alessandra Spalletta (pubblicata su Il Manifesto
il 3 febbraio del 2017) + intendiamo indagare non solo la parabola biografica di
"Madame Mao", ma le contraddizioni intrinseche tra arte, soggettività
femminile e necessità della prassi rivoluzionaria. Crediamo che decostruire il
mito del "demonio dalle bianche ossa" sia fondamentale per
comprendere come il privato sia diventato politico, e come la rivoluzione abbia
consumato i suoi stessi attori. In questa prima parte, esploreremo la
transizione di Lan Ping: dalla Shanghai bohémien delle "case di
bambola" alle grotte spartane di Yan'an.
+ Il link dall’Archivio de Il Manifesto: l’articolo di Alessandra Spalletta del 23/02/2017 da cui muove la nostra analisi sulla figura di Jiang Quing (link https://ilmanifesto.it/la-gru-delle-nevi-diventata-madame-mao )
Dalle luci di Shanghai alle grotte dello Sha’anxi
- Shanghai,
1935. Al Jincheng Theatre va in scena Casa
di Bambola di Ibsen. È l'«anno di Nora» e a interpretare la protagonista
che sfida la società è Lan Ping («Mela Azzurra»), una bellissima ventunenne in
fuga dalla Cina feudale. Shanghai è la «Parigi d’Oriente», un miscuglio di
glamour, cinema e decadenza, ma è anche una città scossa dalla repressione di
Chiang Kai-shek contro i comunisti. Mentre Lan Ping raccoglie gli applausi come
"Nora", altrove, nella provincia del Guizhou, la conferenza di Zunyi
elegge Mao presidente del Partito Comunista Cinese.
Lan Ping non
è solo un'attrice; è una donna che ha conosciuto la miseria (figlia di una
concubina) e l'ambizione. Dopo un passato turbolento tra Qingdao e Shanghai,
segnato da matrimoni falliti e l'avvicinamento al marxismo, nel 1937 decide di
dare una svolta radicale alla sua vita. Con l'inizio dell'occupazione
giapponese, fugge verso Yan'an, la roccaforte scavata nella roccia dove i
superstiti della Lunga Marcia stanno riorganizzando la rivoluzione.
Qui, in una
tipica yaodong (casa-grotta), vive Mao Zedong, allora quarantaquattrenne,
dedito alla scrittura di trattati e poesie. È Kang Sheng, stretto collaboratore
del leader, ad accompagnare l'attrice di Shanghai al cospetto del "Grande
Timoniere". I due iniziano a frequentarsi, ma per Lan Ping la strada è in
salita: la leadership del Partito la guarda con sospetto, vedendo in lei
un'usurpatrice urbana che minaccia l'integrità morale del movimento, lontano
dall'eroismo delle precedenti mogli di Mao. Nonostante le resistenze, il
matrimonio avviene, ma a una condizione umiliante: Jiang Qing (questo il suo
nuovo nome) dovrà restare nell'ombra, esclusa dalla vita pubblica per i decenni
a venire.
La bellezza rivoluzionaria - quella stella della Cina
che brilla nel cielo
中国之星,闪耀天空
COME POTEVA MAO NON ESSERNE ATTRATTO?
La fase
"pre-rivoluzionaria" di Jiang Qing, quando ancora portava il nome
d'arte di Lan Ping
(in foto). In questo ritratto giovanile, Jiang Qing
appare ancora con i tratti della ragazza dello Shandong che ha sfidato le
convenzioni feudali per studiare arte drammatica. È l'immagine della
determinazione: i capelli sciolti e lo sguardo diretto comunicano una modernità
che, negli anni '30, era già di per sé un atto di ribellione politica.
Lan Ping, la stella di Shanghai (foto di copertina)
Questa
immagine (l’attrice Lan Ping, non ancora Jiang Qing, sulla copertina di una
rivista di cinema nel 1935) ci mostra la futura quarta moglie di Mao Ze Dong
nel pieno del suo successo cinematografico e teatrale a Shanghai. Il trucco
curato e l'estetica sofisticata ricordano perché fosse considerata una delle
figure più affascinanti della "Parigi d'Oriente". Fu proprio questa
donna colta, carismatica e padrona del linguaggio scenico a stregare il
combattente e dirigente politico militare della Lunga Marcia nelle grotte di
Yan'an, portando con sé un soffio di modernità urbana nella durezza della
guerriglia.
entrambe le foto sono tratte da Wikipedia.
Poco più che
ventenne, dopo aver troncato un matrimonio di convenienza, la giovane Li
Shumeng fuggì a Shanghai per inseguire la carriera artistica. Nella metropoli
cosmopolita, mentre approfondiva gli studi di teatro e letteratura
all'università, adottò lo pseudonimo Lán Píng ('Mela Azzurra'). La sua ascesa
sui palcoscenici fu folgorante: interpretò opere cruciali come “Casa di
bambola” di Ibsen e “Dio della libertà”, consolidando una fama che correva
parallelamente alla sua maturazione politica. Attratta dai fermenti del
marxismo-leninismo, iniziò a gravitare attorno al Partito Comunista Cinese.
Nel 1937, a
soli ventitré anni, scelse di abbandonare le luci di Shanghai per il rigore di
Yan'an, dove fu ammessa alla Scuola di Partito. Fu qui che, grazie alla
mediazione dello stratega Kang Sheng, incontrò Mao Zedong. Il legame che ne
scaturì dovette inizialmente restare nell'ombra: Mao era ancora legato alla
terza moglie, l'eroina della Lunga Marcia He Zizhen, e i vertici del Partito
imposero alla coppia una rigida riservatezza. Il matrimonio fu ufficializzato
solo nel 1939, segnando l'inizio di una lunga e controversa convivenza ai
vertici della rivoluzione.
LA RADICALIZZAZIONE FEMMINILE COMUNISTA
nell’operato di Lan Ping (Jian Quing, quarta moglie di
Mao) nell’epoca della rivoluzione culturale cinese attraverso le “opere
modello” (Yangbanxi).
- Il corpo
femminile cessa di essere spazio di oppressione feudale per diventare terreno
di soggettivazione radicale. Sebbene il termine "femminismo" fosse
allora guardato con sospetto come deviazione borghese, l'operato di Jiang Qing
fu, nei fatti, un attacco frontale alle strutture patriarcali confuciane:
distruggeva
l'immagine della "donna-oggetto" o della "donna-casa", proponendo
un modello di donna "di ferro" che regge l'altra metà del cielo e la
liberazione della donna non era vista come un fatto atomistico, ma come
condizione necessaria per l'edificazione socialista. Non poteva esserci
rivoluzione sociale senza la distruzione delle catene che legavano la donna al
focolare feudale.
- Jiang Qing
trasforma l'estetica in un'arma di fuoriuscita dalla subalternità millenaria,
ponendo il problema – ancora attualissimo – dell'identità di genere all'interno
dei processi di liberazione nazionale e sociale.
THE RED DETACHMENT OF WOMEN
Il distaccamento delle donne è rosso. L'egemonia di
Jiang Qing tra arte e prassi
Dalla
"Nora" di Ibsen alla guida della Rivoluzione Culturale: la parabola
di Jiang Qing trova nelle opere modello
(Yangbanxi) il suo compimento politico. Non si trattò di semplice
intrattenimento, ma di una radicale appropriazione e trasformazione della cultura
di massa in strumento di edificazione socialista.
La trama come manifesto: Wu Qionghua e la liberazione
- Il
balletto-modello “Il distaccamento rosso delle donne” (ispirato al romanzo di
Liang Xin del 1958) narra l'epopea di Wu Qionghua, cameriera abusata nell'isola
di Hainan da un signore della guerra. La sua fuga verso il "Distaccamento
Femminile Rosso" segna il passaggio cruciale dalla vendetta individuale
alla giustizia di classe. Sotto la guida di Hong Changqing, Wu trasforma
l'impulsività in coscienza, conducendo infine il popolo alla liberazione del villaggio
e all'esecuzione del tiranno.
Il ruolo di Jiang Qing: la
"sceneggiatura politica"
Sebbene il
soggetto preesistesse, Jiang Qing ne operò una riscrittura integrale dal 1966:
• Eliminò
ogni "sentimentalismo borghese" dalla partitura, codificò una nuova
estetica marziale, dove le ballerine sostituivano l'etereità classica con la
forza dei fucili e dei movimenti militari, costruì un'educazione al comunismo
femminista: la donna non è più oggetto di salvataggio (il principe), ma
soggetto che si salva attraverso il collettivo e il partito.
Un esperimento
unico di “egemonia culturale” dove il palcoscenico divenne l'avanguardia della
distruzione del patriarcato confuciano.
RED AZALEA
Red Azalea
(pubblicazione originale Pantheon Books, 1994, in it. Azalea Rossa, Guanda,
1994, con la traduzione di Maria Barbara Piccioli) è l'autobiografia della
scrittrice cinese statunitense Anchee Min, nata a Shanghai nel 1957. Scritta in
inglese tra il 1984 ed il 1992 negli Stati Uniti, l'autobiografia, divisa in
tre parti, narra la vita dell'autrice nella nativa Cina maoista.
Il libro è
un'autobiografia cruda. Anchee Min racconta la propria infanzia a Shanghai e il
reclutamento nelle Guardie Rosse, fino all'invio a diciassette anni in una
fattoria collettiva [Red Fire Farm-Fattoria Fuoco Rosso, in cinese 红火农场 (Hónghuǒ Nóngchǎng)]. Qui, tra fatiche estenuanti e
privazioni, la protagonista vive l'esperienza della "massa": la
perdita dell'individualità in favore del collettivo.
Il cuore del
racconto si sposta poi sul tentativo di Anchee di diventare attrice per uno dei
film-modello di Jiang Qing, quarta moglie di Mao. L'intero libro è pervaso da
una tensione erotica e psicologica sotterranea, che esplode nel rapporto tra
Anchee e la sua comandante, Yan, rappresentando una forma di resistenza privata
all'omologazione pubblica.
"Azalea
Rossa" è fondamentale per analizzare il nodo della Rivoluzione Culturale
(1966-1976): il romanzo documenta la frattura del 1968, quando la spinta
anarcoide e violenta delle masse venne frenata da Mao stesso (vedi link
commento 1.) lasciando una generazione sospesa tra il fervore ideale e il senso
di smarrimento.
In foto:
Anchee Min alla Red Fire Farm, 1975. Prima di diventare la voce narrante che
avrebbe decostruito il mito di Jiang Qing in “Becoming Madame Mao“ (2000),
Anchee Min è stata un’immagine della gioventù comunista maoista. Questa
immagine cattura il momento esatto della 'rivoluzione interrotta': la
giovinezza dedicata alla terra ma in cerca di un riscatto che arriverà in
seguito solo con il lavoro intellettuale di scrittrice, utilizzato però
strumentalmente in occidente per denigrare il maoismo.
Il caso di
Anchee Min è emblematico. In Occidente, la sua opera viene spesso letta
attraverso il genere della "letteratura del trauma". Ma Min è una
fonte che documenta la contraddizione tra idealità e prassi, un nodo che non si
scioglie con la negazione, ma con l'analisi. Ci occupiamo di Anchee Min non per
aderire alla sua eventuale parabola di "pentimento" o al suo successo
nel mercato editoriale americano, ma per recuperare il materiale documentario
che le sue opere offrono.
Infatti,
mentre la critica ‘liberale’, mossa da pregiudizio ideologico, utilizza questi
testi come prove di un "tribunale della storia" con sentenze scritte
a priori, noi li leggiamo per indagare i limiti oggettivi e soggettivi della
mobilitazione di massa.
Fu lo stesso
Mao a frenare l'impeto delle Guardie Rosse quando la mobilitazione permanente
rischiava di scivolare nell'anarchismo distruttivo e nel frazionismo violento.
cfr. E la rivoluzione fu interrotta, (a cura
di Ferdinando Dubla), in L'analisi e la
classe, blog, 8.11.2025, in http://ferdinandodubla.blogspot.com/2025/11/e-la-rivoluzione-fu-interrotta.html
Studiare
Anchee Min ci permette di vedere "dal basso" perché quella
transizione verso il consolidamento dell'edificazione socialista fu necessaria,
e quali ferite lasciò in una generazione che aveva vissuto l'idealità originale
come una religione laica.
Se la
storiografia ufficiale "dall'alto" tende a cancellare l’analisi per
privilegiare il giudizio a priori, il nostro compito è ridare voce alla
complessità di quelle soggettività che si sono sentite “stelle” e
"cielo" in un firmamento rivoluzionario. / fe.d.
L’INCONTRO
L’impatto è come la luce
dell’aurora che taglia l’oscurità. L’emozione lo scuote nel profondo. Germoglia
un seme che dormiva.
Lei distoglie lo sguardo, conscia di averlo distratto. Ora
la sua attenzione è su di lei, e su di lei soltanto. Accade nel profondo
silenzio. Un crisantemo selvatico si apre in segreto e con fervore, e abbraccia
i raggi di sole. La ragazza si sente stranamente calma e preparata. Lei è il
proprio personaggio. Approfitta del momento, cerca di trarne il meglio. È
soddisfatta di sè, attrice che non ha mai mancato di incantare il suo pubblico.
Il cuore non le balza in petto. In silenzio, gli si presenta. Ogni parte del
suo corpo parla, offre, colma la distanza. Lo ha costretto a guardarla, libera
e impudente. I capelli pettinati con tanta cura, la sua pelle d’avorio. Lei
siede immobile, sulla terra di Yan’an. Lascia che lui la trovi. E lui sorride.
Lei si gira verso di lui. Ma gli occhi lo oltrepassano, vanno oltre. Lei non
gli permette di stabilire un contatto. Non ancora. Lo contrasta per accendere
la fiamma, per afferrarlo, per fargli cominciare la caccia.
Le arie delle opere le ronzano nella testa. Le ali della
farfalla sono appesantite dal polline dorato… Poi sente la voce di Fairlynn. Il
suo grido. Meraviglioso! Splendido discorso! Adoro quell’uomo!
Mao firma autografi e risponde alle domande. La ragazza
alza il braccio. Lui le fa un cenno di assenso col capo. Lei lancia una domanda
sulla liberazione delle donne. D’improvviso nota che il suo sorriso ha
un’espressione vuota. Lui la sta guardando, ma dagli occhi non trapela.
Lei lascia cadere la domanda. Si sente insicura e viene
risucchiata nel mare della gente. Mao alza gli occhi. La ragazza spera che stia
cercando lei. Ma non saprebbe dirlo. Lui smette di cercarla. Lei si alza ed
esce. Dice a se stessa che preferirebbe scomparire piuttosto che non essere
riconosciuta.
Anchee
Min, Il pavone rosso, Guanda, 2000,
pag. 111.
https://youtu.be/1jZuD431fis?si=J-DXJNOSHcSzT51R







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