le lenti di Gramsci

giovedì 4 luglio 2019

LA CRITICA ECOLOGICA AL CAPITALISMO di GIORGIO NEBBIA


NON C'E' PIU' NEBBIA
- docente di merceologia e ambientalista da sempre, comunista indipendente di sinistra, Giorgio Nebbia ha rappresentato, in Italia, la più sistematica critica ecologica al capitalismo (come il sottotitolo del suo testo "Le merci e i valori" del 2002) e la ricerca di una fusione tra marxismo e ambientalismo (sulla scia dell'"ecomarxismo" di James O' Connor, vedi in questo blog http://ferdinandodubla.blogspot.com/2017/11/l-di-james-o-e-la.html). Noi abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscerlo personalmente, durante gli anni dell’ Università Verde di Taranto organizzata dalla prima Lega Ambiente (seconda metà degli Ottanta): la sua collaborazione fu assidua e la sua interpretazione delle vicende della città jonica oggi profetica. Taranto città dello sviluppo, ma ecologico. Come per l'intero pianeta, del resto. Grazie Giorgio. (fe.d.)

Giorgio Nebbia (1926/2019)


- Chiunque si sia occupato di tematiche ambientali in Italia ha dovuto fare i conti con la sua lezione. Nebbia è stato fra i primissimi a sviluppare la prospettiva dell'ecologia nel nostro paese, con un approccio razionale e progressivo, interpretando l'emergenza ambientale che segna la nostra epoca come inestricabilmente legata ai rapporti sociali posti in essere dal capitalismo. Di estrazione cattolica, è stato un "compagno di strada" importante per i comunisti (negli anni '80 venne eletto in Parlamento da indipendente nelle liste del PCI): nel 1971 fu tra i protagonisti del convegno dell'istituto Gramsci "Uomo natura società", che introdusse nel dibattito culturale del PCI la questione ecologica; nella seconda metà degli anni 70 fu in prima fila contro l'opzione nucleare, insieme a Giovanni Berlinguer, Laura Conti e altri, animando una vivace dialettica all'interno del partito. Nonostante l'età ha continuato a mantenere una lucidità straordinaria, che gli ha consentito di intervenire sull'attualità e di offrire preziose ricostruzioni storiche. Molti suoi scritti sono reperibili in rete: per chi non li abbia mai letti è un'occasione per ampliare i propri orizzonti. Che la terra gli sia lieve, e che la sua lezione venga meditata e tramandata, come si deve a un tassello fondamentale della nostra storia.” @#(Salvatore Romeo)




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