le lenti di Gramsci

mercoledì 20 marzo 2019

L'ARCANO DELLA FORMA DI MERCE


- L'arcano delle merci, secondo Marx (I libro de Il Capitale), è la principale componente della sua "grandezza di valore", cioè il tempo di lavoro necessario a produrre la merce stessa. Nella merce è occultata, in sintesi, la dicotomia tra produttore e prodotto, cioè il rapporto sociale dominante del sistema capitalista, che ha nel valore di scambio la sua determinazione essenziale rispetto ai valori d'uso della merce. Lo scambio tra una tonnellata di ferro e due libbre d'oro è possibile dunque all'interno di un rapporto sociale, astraendo dal loro valore d'uso. Il feticismo consiste nella sostituzione della relazione tra esseri umani e il loro lavoro con una relazione tra cose.
- L’arcano della forma di merce consiste dunque semplicemente nel fatto che tale forma rimanda agli uomini come uno specchio i caratteri sociali del loro proprio lavoro trasformati in caratteri oggettivi dei prodotti di quel lavoro, in proprietà sociali naturali di quelle cose, e quindi rispecchia anche il rapporto sociale fra produttori e lavoro complessivo come un rapporto sociale di oggetti, avente esistenza al di fuori dei prodotti stessi. (K.Marx)

L'arcano delle merci si pone all'interno della categoria di reificazione, un punto forte di congiunzione con il giovane Marx dei Manoscritti del 1844 e la categoria di alienazione, dimostrazione concreta che nel filosofo di Treviri è indisgiungibile la metodologia dello scienziato dell'economia politica da ciò che aveva costituito la sua "anteriore coscienza filosofica", l'impostazione umanistica dell'analisi sociale. Disvelare la struttura dei rapporti di produzione  diventa compito rivoluzionario unitario nella prassi cosciente, in quanto la coscienza (di classe) si libera di apparenze fenomeniche che ne occultano il ruolo mai astrattamente teoretico di dinamica storica della trasformazione, effettiva e concreta.
György Lukács, nel saggio ”La reificazione e la coscienza del proletariato“ (contenuto in Storia e coscienza di classe, del 1923), coglie la potenza della categoria marxiana: la reificazione nel capitalismo è data dal prevalere della formalizzazione, cioè dal predominio di una astratta razionalità, scissa dai concreti rapporti sociali e dal loro processo di riflessione del dominio di classe.
  «Non a caso entrambe le grandi opere della maturità di Marx che si accingono a presentare la società capitalistica iniziano con l’analisi della merce. Infatti, non esiste problema che non rimandi in ultima analisi a questa questione e la cui soluzione non debba essere ricercata in quella dell’enigma della struttura della merce … L’essenza della struttura di merce consiste nel fatto che un rapporto, una relazione tra persone riceve il carattere della cosalità e quindi un’”oggettualità spettrale” che occulta nella sua legalità autonoma, rigorosa, apparentemente conclusa e razionale, ogni traccia della propria essenza fondamentale: il rapporto tra uomini … Questo trasformarsi in merce di una funzione umana rivela con la massima pregnanza il carattere disumanizzato e disumanizzante del rapporto di merce»
(G. Lukács, Storia e coscienza di classe, Sugarco,1988, pp.107-108).

La mercificazione dei rapporti umani è, oggi, uno degli aspetti più devastanti delle forme in cui appare il dominio di classe nel sistema capitalista. (fe.d.)



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