le lenti di Gramsci

venerdì 7 giugno 2019

A TARANTO IL FALLIMENTO delle politiche governative e del modello di sviluppo CAPITALISTA


una delle opere più belle di tutti i tempi di Edoardo Scarpetta, immortalata poi al cinema dal grande Toto’, è MISERIA e NOBILTA’ che contiene uno scambio di battute caustico: “in questa casa si mangia pane e veleno”, “no”, risponde Felice Sciosciammocca, “solo veleno”.
- a Taranto si diceva che lo scambio “ineguale” fosse quello tra salute ambiente e il lavoro. Ora lo scenario è cambiato: danni alla salute all’ambiente e non-lavoro.
(fe.d.)
la vignetta è di Biani su Il Manifesto del 7/06/2019

“E' il mercato bellezza!!!” ci verrebbe da dire se non ci trovassimo dinanzi ad una ulteriore svolta drammatica della “questione” ex Ilva ora ArcelorMittal, con i 1400 lavoratori in cassa integrazione per alcuni mesi oltre gli esclusi prima dal ciclo produttivo...poi si vedrà.
I padroni e i loro sodali parlano di crisi cicliche di sovrapproduzione di acciaio ma non aggiungono la elementare considerazione che si sospendono salari e stipendi per conservare i margini di profitto programmati per giustificare qui la loro presenza. Vogliamo ricordare che la crisi i comunisti la seguono sin dagli anni 80 ed è ancora lì. La crescita tumultuosa della gestione “Riva” fu in concorrenza sleale in Europa per i bassi salari italiani e la produzione di acciaio senza alcun vincolo sui parametri fondamentali dell'inquinamento altrove, invece, presenti per leggi nazionali. L'Italia fu costretta in ritardo ad adattarli e fu “normalizzata”. Oggi i magazzini sono pieni di prodotto non consegnato, mentre l'inquinamento viene regolarmente prodotto perché l'area a caldo produce in modo costante. Ciò era, per noi, regolarmente prevedibile. Altra cosa sarebbe stata se (come proponevamo da oltre un decennio) si fosse reso pubblico tale settore strategico e si fosse programmata una riconversione ed ambientalizzazione, proprio prevedendo le inevitabili crisi cicliche di rallentamento delle produzioni e l'uso di manodopera eccedente per esso. Quell'accordo è stato un suicidio, lo ribadiamo da alcuni anni, e siamo rammaricati per i limiti di chiusura localistica e rassegnazione dei maggiori sindacati.
Il presente è difficile e il futuro drammatico per la fabbrica ed il territorio tarantino.A Taranto si diceva che lo scambio “ineguale” fosse quello tra salute ambiente e il lavoro. Ora lo scenario è cambiato: danni alla salute all’ambiente e non-lavoro.

Comitato Cittadino PCI Taranto, 7 giugno 2019




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