le lenti di Gramsci

lunedì 10 febbraio 2020

K. MARX: la nostra ‘anteriore coscienza filosofica’



Il decisivo passo dell’”Ideologia tedesca”, manoscritto lasciato da Marx ed Engels “alla critica roditrice dei topi”, costituisce di per sè una trasformazione rivoluzionaria: dall’empireo cielo delle idee astratte alla prassi concreta della storia. L’”anteriore coscienza filosofica” è il processo di formazione della coscienza di classe, il necessario e pedagogico apprendimento, non della figura fenomenologica dello spirito idealistico e inconsapevole a se stessa, è la filosofia hegeliana e l’hegelismo, e la stessa opposizione ad esso di una sinistra solo teorica e insussistente. Ma non solo. La storia della filosofia è, insieme, riflessione dei rapporti e relazioni sociali nella storia, e patrimonio dell’intera umanità nella natura antropologica in rapporto con l’ambiente. ~ fe.d.

“Friedrich Engels, col quale, dopo la pubblicazione (nei Deutsch-französische Jahrbücher) del suo geniale schizzo di critica delle categorie economiche, mantenni per iscritto un continuo scambio di idee, era arrivato per altra via (si confronti la sua Situazione della classe operaia in Inghilterra) allo stesso risultato cui ero arrivato io, e quando nella primavera del 1845 si stabilì egli pure a Bruxelles, decidemmo di mettere in chiaro, con un lavoro comune, il contrasto tra il nostro modo di vedere e la concezione ideologica della filosofia tedesca, di fare i conti, in realtà, con la nostra anteriore coscienza filosofica.”
K.Marx, prefazione a “Per la critica dell’economia politica”, Londra, gennaio 1859, 

“Esattamente all’opposto di quanto accade nella filosofia tedesca, che discende dal cielo sulla terra, qui si sale dalla terra al cielo. Cioè non si parte da ciò che gli uomini dicono, si immaginano, si rappresentano, né da ciò che si dice, si pensa, si immagina, si rappresenta che siano, per arrivare da qui agli uomini vivi; ma si parte dagli uomini realmente operanti e sulla base del processo reale della loro vita si spiega anche lo sviluppo dei riflessi e degli echi ideologici di questo
processo di vita. Anche le immagini nebulose che si formano nel cervello dell’uomo sono necessarie sublimazioni del processo materiale della loro vita, empiricamente constatabile e legato a presupposti materiali.
Di conseguenza la morale, la religione, la metafisica e ogni altra forma ideologica e le forme di coscienza che ad esse corrispondono, non conservano oltre la parvenza dell’autonomia. Esse non hanno storia, non hanno sviluppo, ma gli uomini che sviluppano la loro produzione materiale e le loro relazioni materiali trasformano, insieme con questa loro realtà, anche il loro pensiero e i prodotti del loro pensiero. Non è la coscienza che determina la vita, ma la vita che determina la coscienza. (..)
Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante.“
“Si possono distinguere gli uomini dagli animali per la coscienza, per la religione, per tutto ciò che si vuole; ma essi cominciarono a distinguersi dagli animali allorché cominciarono a produrre i loro mezzi di sussistenza, un progresso che è condizionato dalla loro organizzazione fisica. Producendo i loro mezzi di sussistenza, gli uomini producono indirettamente la loro stessa vita materiale.“
K. Marx, F. Engels, L’ideologia tedesca, Roma, Editori Riuniti, 1972, pp. 12-14; 35-38

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