Subaltern studies Italia

L’analisi e la classe - a cura di Ferdinando Dubla

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domenica 26 luglio 2026

Genere e città: percorsi femministi per lo spazio urbano (1) Dai spazio alla tua libertà, dai il tempo alla tua vita

 



Il lavoro di ricerca di Viviana Tortorici che presentiamo come primo volume della collana Koinonìa è uno squarcio moderno della Città del Sole di Tommaso Campanella. Moderno nel senso della modernità dell' utopia concreta, quella spinta del presente all'avvenire di un paradigma di civiltà che necessariamente ma non in modo deterministico superi le antinomie della società capitalista dell'esclusione e dell'emarginazione. La necessità è quella di una riscrittura dello spazio urbano come spazio di riappropriazione dei margini della storia.

 Dai spazio alla tua libertà, dai il tempo alla tua vita, ci dice l'autrice con questo libro. Coniugato collettivamente, diventa coscienza stessa della libertà, coscienza stessa della vita sociale.

E infatti, la potente declinazione collettiva del diritto alla città, sintetizzata nel "dare spazio alla propria libertà e tempo alla propria vita”, rappresenta il nucleo trasformativo del pensiero di Viviana Tortorici. Quando questa istanza individuale viene coniugata al plurale, essa cessa di essere un desiderio atomizzato per farsi coscienza stessa della vita sociale, un processo che richiama profondamente l'opera di bell hooks, in particolare la sua riflessione sulla pedagogia della speranza e sulla creazione di comunità. Come scrive hooks in Elogio del margine, il margine non è solo un luogo di privazione ma un sito di resistenza e di possibilità radicale: rivendicare lo spazio per la propria libertà significa dunque abitare quel margine non come una condizione subìta, ma come una scelta politica per guardare il mondo da una prospettiva differente e antagonista rispetto a quella delle classi dominanti. In questa cornice, il tempo della vita si oppone radicalmente alla temporalità del patriarcato capitalista suprematista bianco, che hooks individua come la struttura di dominio che frammenta l'esistenza in funzione del profitto. Sostituire la frenesia del capitale con la coscienza sociale del tempo e della cura significa attuare quel passaggio fondamentale verso la beloved community, la comunità amata, dove lo spazio pubblico non è più un teatro di sorveglianza foucaultiana o un campo di battaglia tra estranei, ma il luogo dell' utopia concreta in cui ogni corpo, nelle sue intersezioni di genere e di classe, trova finalmente il diritto di esistere e di partecipare. La libertà collettiva diventa allora una pratica quotidiana che, intrecciando i desideri delle soggettività escluse, trasforma la struttura stessa della città in una testimonianza vivente della coscienza sociale.

Il testo di Viviana Tortorici si inserisce dunque in quella necessaria cartografia del quotidiano che smaschera la neutralità apparente dell’urbanistica tradizionale ed è  dunque non solo un saggio di sociologia critica applicata all’urbanistica, ma una mappatura politica dei desideri e delle esclusioni. Partendo dal presupposto che lo spazio non è un contenitore vuoto ma un prodotto sociale, l'autrice analizza come le città contemporanee siano state progettate da e per un soggetto falsamente universale, ma in realtà di classe e separatista di genere e razza e “produttività capitalista” (homo faber- homo abilis), relegando ai margini tutto ciò che non rientra in questi stereotipi, che, come si sa, appartengono alla grammatica del colonialismo occidentalista, colonialismo esterno (l’imperialismo militare del "dominio senza egemonia" di Ranajit Guha diventa imperialismo culturale) e colonialismo interno (la stratificazione di classe). 

 

da Presentazione di Ferdinando Dubla a Viviana TortoriciLa città non è neutra. Pratiche di resistenza e nuove cartografie urbane, Barbieri Editore, Manduria-Taranto, 2024, collana Koinonìa (vol. 1).

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Viviana Tortorici "La città non è neutra" 25 luglio 2026