Subaltern studies Italia

L’analisi e la classe - a cura di Ferdinando Dubla

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mercoledì 15 dicembre 2010

La vittoria di Pirro del novello Caligola


La vittoria ottenuta dal governo Berlusconi è una vittoria di Pirro.
Il becchino di Berlusconi e del berlusconismo è già in piazza, ed è quel grandioso movimento di giovani che non si vogliono far scippare la vita dai corrotti che ci governano.
Un movimento che trae dai mercanteggiamenti un motivo in più per opporsi a questo governo.
Le manovre di palazzo di Fini si sono rivelate del tutto inefficaci.
Adesso Berlusconi con quei numeri non può governare ed in più quei numeri sono unicamente il frutto della corruzione di una casta di cui si vergogna anche chi l'ha votata.
Il governo ha quindi i giorni contati e noi continuiamo a chiedere le elezioni anticipate lavorando alla crescita del movimento di lotta.
Paolo Ferrero, segretario del Prc

domenica 5 dicembre 2010

Martedì 7 dicembre, ore 21
Caffé Letterario - Fermo
(Piazza del Popolo, sotto l’orologio)

Pietro Secchia
attualità di una proposta di lotta per la democrazia progressiva


Interverranno:
prof. Ferdinando Dubla
storico del movimento operaio

prof. Ruggero Giacomini
storico del movimento operaio
Ass. Politico-Culturale Marx XXI

www.marx21.it
Noi sappiamo che sino a quando la Costituzione repubblicana
non sarà applicata in tutte le sue parti non potremo considerare
realizzato il programma della Resistenza.
Per questo possiamo ben affermare che la Resistenza continua!

P. Secchia

In collaborazione con la Federazione Provinciale di Fermo del Partito dei Comunisti Italiani
www.comunisti-fermano.it

giovedì 2 dicembre 2010

«La svolta» del silenzio interrotto: «Donne contro l'Ilva» di Taranto

Un articolo da Il Manifesto

«La svolta» del silenzio interrotto: «Donne contro l'Ilva» di Taranto
Il film documentario di Valentina D'Amico tratto dal libro di Francesca Caliolo racconta la rabbia di chi impotente ha assistito agli "omicidi"
di Michele Fumagallo

Bisognerebbe far fare un corso di cinema (o altra arte) indipendente al ministro Bondi e alla misera classe dirigente che ci ritroviamo. Così forse imparerebbero cosa è la libertà, cos'è la produzione vera, fatta di passione e impegno, oltre che sudore. Imparerebbero forse qual è la strada vera del nuovo sviluppo delle arti. In questo caso parliamo del film documentario di Valentina D’Amico, “La svolta. Donne contro l’Ilva”, già presentato allo scorso festival di Venezia e adesso in giro per altri festival e m,manifestazioni di aiuto e supporto alle vere protagoniste del film, le donne che hanno visto morire i loro uomini e ammalarsi di inquinamento un’infinità di persone in una delle città più importanti d’Italia, Taranto, sede dell’Ilva, lo stabilimento di acciaieria più grande del nostro paese. La svolta sta per silenzio interrotto, la rabbia che prende il mondo subalterno quando si calpestano i diritti fondamentali come quello alla vita e alla salute. Ed è soprattutto la rabbia indomabile delle donne che viene fuori da questo documentario. Con sicurezza e ragionamenti che sono un implacabile atto d’ accusa contro i padroni dell’ acciaio. Contro “ omicidi” derubricati a fisiologia della fabbrica e del lavoro, come racconta padron Riva con una sfrontatezza oppure semplicemente insensibilità di chi ha svenduto la propria umanità al denaro, alle cose. Un film, ritmato dalla colonna sonora degli Yo Yo Mundi, che denuncia sicuramente ma soprattutto commuove. E, sempre frutto dell’indipendenza di questo lavoro, sostenuto soltanto ormai gli appuntamenti8 che discutono attorno al film di questa vicenda che, nonostante l’ importanza della fabbrica, fatica molto a uscire dai confini regionali, anzi spesso locali. Tratto dal libro <<>> di Francesca Caliolo, il film sarà giovedì 26 novembre a Leverano (Lecce), dove le associazioni Mujmunè e Atlantide hanno organizzato la serata (ore 21). Ma sentiamo Valentina D’amico: "l’ilva ha il primato delle morti sul lavoro in Italia, e non solo. Negli ultimi 15 anni sono morti 43 operai, tre all’anno. Il problema è che sono morti lente, difficili quindi da far uscire dall’anonimato, a differenza di quanto è’ accaduto, ad esempio, per i 7 morti della Tyssen Krupp. Tieni presente, poi, che per la prevenzione si fa poco o nulla, ed è facile comprare il silenzio degli operai." A Taranto l’Ilva ha giocato con la vita e la morte delle persone. Con la vita perché, già da quando fu annunciato l’ investimento e poi quando fu messa la prima pietra dell’acciaieria (1961), ci fu un entusiasmo non da poco: per l’emigrazione che poteva essere bloccata, oltre che per la speranza in una certa autonomia. Con la morte perché la città ha cominciato a veder moltiplicati i suoi morti sul lavoro, oltre a subire un inquinamento pazzesco, causa di nuove molteplici malattie, tra cui l’autismo, e le malattie mentali, in uno stabilimento che usava la palazzina Laf come un vero e proprio leger per operai ribelli (sono le scene più terribili del documentario).Il film inizia con documentari d’epoca che magnificano le sorti della nascita dell’Italsider (si chiamava così allora) che avrebbe portato progresso e sostituito il passato povero e agricolo della città. Ma subito entriamo nel merito, e parlano le donne. Vita, Anna, Caterina,Francesca e tutte le altre. Francesca Caliolo, moglie di Antonio Mingolla, morto all’Ilva, la racconta così : <<>>. Invece la città del mare e delle vestigia della Magna Grecia non offre più sogni di questo tipo.
Da Il Manifesto del 25/11/2010

mercoledì 10 novembre 2010

Anche a Taranto il Congresso fondativo della Federazione della Sinistra

 
Il primo Congresso Territoriale della Federazione della Sinistra si svolgerà sabato 13 novembre 2010.

La Federazione della Sinistra nasce per iniziativa di quattro Soggetti promotori (PRC, PdCI, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà), ma è aperta alla adesione e partecipazione di Movimenti ed Associazioni, donne e uomini che, pur non aderendo a nessuno dei promotori, condividono obiettivi politici e finalità di questo nuovo Soggetto unitario.

La Federazione della Sinistra nasce ricercando le ragioni dell'unità sui contenuti, nel rispetto delle diverse identità: la Sinistra che continuava a dividersi, torna a riunirsi.

Anche a Taranto sarà un Congresso fondativo, "numero zero" della nostra storia, indispensabile per dare alla Federazione della Sinistra la piattaforma politica e programmatica, e la struttura organizzativa per svolgere il compito che ci siamo prefissi: innanzitutto rappresentare nella politica italiana i lavoratori, quegli stessi lavoratori che hanno invaso Roma lo scorso 16 Ottobre, che lottano per salvare il loro posto di lavoro, le loro Università, la Conoscenza e la Ricerca quali Beni Comuni. Quei lavoratori ai quali pensavano i nostri Costituenti scrivendo le parole fondamentali della nostra Democrazia.

Il Congresso si svolgerà sabato 13 novembre 2010 con inizio alle ore 08.30 presso la Provincia di Taranto (via Anfiteatro, 4) 4° piano ex sala giunta.
Terminerà entro le ore 14,00 con l’elezione del primo Coordinamento cittadino della FdS di Taranto.

domenica 7 novembre 2010

7 novembre

Per noi comunisti questa non è una data qualsiasi..........
Vi propongo una semplice, chiara, breve ed efficace riflessione del compagno Rozza di Napoli
fe.d.


Viva la rivoluzione d'Ottobre

di Francesco Rozza

su altre testate del 07/11/2010

Il 7 novembre di 93 anni fa il popolo russo guidato dal partito comunista con alla testa il grande Lenin apriva un'esaltante prospettiva: la costruzione di un nuovo tipo di stato e di una nuova organizzazione sociale. L'obbiettivo era quello di rovesciare il regime capitalistico, liberare le forze proletarie e popolari e incamminarsi lungo la strada del socialismo seguendo la teoria rivoluzionaria elaborata da Marx ed Engels. Si cercava così di superare le contraddizioni (sfruttati e sfruttatori, uomini e donne, città e campagna, natura e progresso, ecc...) che bloccavano il cammino della civiltà e mettevano in forse l'avvenire umano. Quel grande assalto al cielo del 1917 ha rappresentato un vero e proprio salto qualitativo nella storia dell'umanità in quanto non solo ha indicato al proletariato mondiale il percorso per liberarsi dalle catene del capitalismo, ma ha dato un fenomenale impulso alle lotte di liberazione nazionale che nel secolo scorso hanno mobilitato centinaia e centinaia di milioni di persone contro l'oppressione colonialista e imperialista.
Nessun secolo più del Novecento ha vissuto fasi storiche tanto esaltanti dal punto di vista delle masse operaie e popolari: innanzitutto la Rivoluzione bolscevica, in seguito, dopo la II Guerra mondiale, le democrazie popolari europee; in Asia la Rivoluzione cinese, quella coreana e quella vietnamita; in America la Rivoluzione cubana.
Circa un terzo della popolazione mondiale aveva scelto la strada del socialismo.
Purtroppo, però, in Europa il socialismo ha subito negli ultimi decenni una dura sconfitta. Negli ex paesi dell'URSS, nella Germania orientale,in Polonia, in Ungheria, in Romania, in Cecoslovacchia, in Bulgaria, in Albania e poi in Jugoslavia il socialismo ha perso la guerra contro il capitalismo.
Gli USA, insieme agli alleati occidentali, hanno rovesciato il socialismo in Europa ricorrendo a tutti i mezzi possibili.
Da marxisti sappiamo che la storia non procede in maniera rettilinea se non in alcune fasi. Spesso, infatti,si registrano delle battute d'arresto, a volte addirittura degli indietreggiamenti.
Ma, in ultima analisi, il cammino delle sterminate masse di donne e di uomini di tutti i paesi della terra verso l'emancipazione è inarrestabile.
Il cammino verso il socialismo è inarrestabile.
Il capitalismo e l'imperialismo non hanno vinto né in maniera definitiva, né dappertutto.
Ci sono importantissimi stati nel mondo attuale governati dai comunisti - in primo luogo la Cina - che non solo hanno respinto e continuano a respingere l'offensiva sempre furibonda condotta soprattutto dagli Stati Uniti, ma stanno dimostrando la superiorità dell'organizzazione e del modo di produzione socialista.
E c'è un continente intero, l'America latina, impegnato in una rivoluzione antimperialista che si profila vittoriosa.
In Europa la situazione politica non è entusiasmante; però non dobbiamo sottovalutare che ci sono importanti partiti comunisti che influenzano notevolmente la lotta di classe nei rispettivi paesi e non solo. Per fare l'esempio a noi più vicino, al di là del mare Ionio, c'è il Partito Comunista Greco che sta guidando l'impegnativa e determinata lotta del popolo ellenico che non vuole pagare il prezzo della crisi (bellissimo ed estremamente significativo a tal proposito è stato il gigantesco striscione del KKE -Partito Comunista Greco-, che avvolgeva tutto il Partenone e chiamava i popoli europei alla sollevazione contro il capitalismo).
Al contrario qui da noi, in Italia, l'opzione comunista sembra abbia perso la grande forza attrattiva che l'aveva caratterizzata a partire dal secondo dopoguerra.
Le due principali organizzazioni comuniste, infatti, il PRC e il PdCI stanno vivendo una profonda crisi.
I marxisti sanno che il partito comunista è uno strumento necessario per vincere lo scontro di classe. Senza partito rivoluzionario non può esserci rivoluzione, diceva Lenin.
E proprio pensando a Lenin e alla grande rivoluzione di ottobre, della quale oggi ricorre il 93° anniversario, dobbiamo , proprio in quanto comunisti, perseguire con maggiore determinazione ed apertura quello che per noi deve essere l'obbiettivo principale: la costruzione del partito cominciando ad unire tutti i comunisti disponibili.