le lenti di Gramsci

sabato 2 novembre 2019

IL MURO e IL PUGNO. Il socialismo delle libertà e i suoi nuovi fondamenti teorici (appunti)


IL MURO e IL PUGNO
di Lula liberato, fanno da sfondo alla retorica anticomunista che, virulenta, si è scatenata in questi giorni di anniversario della caduta berlinese. I gazzettieri e i vati e vaticinatori dei regimi capitalistici dell’Occidente, liquidano con sanguinose definizioni, “dittatura comunista”-regime di spie e traditori con esoterici servizi segreti, la DDR e gli uffici dei “Berja” esecutivi, la STASI, e via liquidando, nel tentativo spasmodico di orientare la loro paura attuale, attualissima, del socialismo, storico, in costruzione e avvenire, il senso comune di massa. Nessuna contestualizzazione storica, la guerra mondiale, i lager, la guerra “fredda”: nessuna seria interpretazione di un intero periodo storico, bellum para bellum, che ha visto il dispiegarsi dell’imperialismo nordamericano e neocolonialista, e nonostante ciò, la conquista di standard sociali egualitari e benessere sociale di livello elevato, nonostante il cospicuo prezzo politico libertario e costo economico, che impedisce a quelle esperienze di essere riferimento per il futuro. E poi la costruzione di tanti e troppi altri muri, a delimitare le ingiustizie del mondo. Intanto, è proprio un’ingiustizia banditesca, la carcerazione del compagno Lula ad opera del patto brasilero destra politica/magistratura asservita e corrotta, che è caduta. “Sono comunista, non ho niente di cui pentirmi”, ha ribadito da Silva. Anche noi siamo orgogliosi nei giorni del muro e del pugno: comunisti e marxisti ne’ ortodosso/dommatici ne’ revisionisti, leninisti per l’audeterminazione popolare e avanguardia politica, maoisti critici sovranisti di sinistra e internazionalisti, combattiamo per una democrazia sociale radicale della società autoregolata, come ci ha insegnato Gramsci e la migliore tradizione del comunismo democratico in Italia. ~ fe.d.

in costruzione. appunti


il socialismo delle libertà democratiche e della partecipazione, è la trasformazione dell’intelletto collettivo e della sua prassi conseguente. Una rivoluzione cognitivo-relazionale ne’ precede ne’ consegue alla rivoluzione politica e sociale, ne ha bisogno. L’ecologismo olistico è nondimeno conservativo quanto produttivo, il femminismo come critica radicale agli assetti di potere e non lobbie sessista neoliberista,
*(http://effimera.org/come-il-femminismo-divenne-ancella-del…/) vedi anche su Lavoro Politico- Marx XXI, https://www.facebook.com/Lavoro-Politico-Marx-XXI-242960732497109/)
sono ancelle di un nuovo paradigma di cambiamento strutturale, che ha al suo cuore la lotta di classe.

2) Gramsci (intellettuale collettivo, senso comune e filosofia della prassi- Marx/ Grundrisse - general intellect e l’interpretazione di Pierre Lévy, da approfondire, + attualità dei Manoscritti del 1844)
3) Il pensiero meridiano è l’universalizzazione della trasformazione rivoluzionaria / fe.d.



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