le lenti di Gramsci

martedì 3 marzo 2020

QUELLO DI ERDOGAN E' FASCISMO


il reportage di Maurizio Acerbo, segr. naz. di Rifondazione Comunista, sul congresso ad Ankara dell’HDP, il partito di sinistra turco
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Mentre rientravamo da Ankara dove si è svolto domenica 23 febbraio il 4° congresso dell’Hdp, il partito di sinistra curdo, 15 militanti venivano arrestati con accuse relative alla proiezione dell’immagine di Ocalan durante i lavori. Accusato di essere il braccio politico dei «terroristi» del Pkk, l’Hdp rappresenta il tentativo di soluzione politica del conflitto tra stato turco e minoranza curda nell’ambito di una democratizzazione del paese e dell’area.

L’Hdp traduce il confederalismo democratico di Ocalan nella proposta di una nuova costituzione che riconosca la diversità etnica, linguistica e religiosa della Turchia, che risolva con l’autonomia non l’indipendenza la questione curda e garantisca i diritti delle minoranze.

L’Hdp è rappresentata come la colomba della pace nel video che racconta questi anni di resistenza non violenta nelle aule parlamentari come nelle strade. Nel suo intervento la co-presidente Pervin Buldan ha reso omaggio a Ocalan che dalla sua cella di isolamento di tredici metri quadrati ha elaborato il solo valido progetto di pace e democrazia per il Medio Oriente.

In molti interventi Apo è stato paragonato a Mandela e quando la palestinese Leila Khaled del Fplp ha salutato a pugno chiuso il «compagno Ocalan» si è levato un boato di applausi. Colpivano i volti incredibilmente sorridenti nonostante la violenza subita. Come quello di Leyla Gulen, reduce da un lunghissimo sciopero della fame contro il regime di isolamento imposto a Ocalan e altri detenuti.

Il congresso è stato un atto di resistenza e orgoglio, una dimostrazione di forza e gioia collettiva. Nell’affollatissimo palazzo dello sport era forte la sensazione di essere di fronte non a un partito ma a un popolo, parola che va declinata al plurale perché l’Hdp dà voce e rappresentanza a tutte le minoranze oppresse, ai movimenti sociali, ai sindacati al femminismo, alla comunità lgbtq.

Non a caso nel commovente messaggio che hanno inviato i due co-presidenti Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, detenuti in regime di carcere duro dal 2016, paragonano l’Hdp all’Arca di Noè. La loro immagine è stata continuamente proiettata sul grande schermo insieme a quelle degli altri parlamentari e sindaci in carcere, degli atti di resistenza e eroismo, delle città curde del sudest turco distrutte dall’esercito.

L’elenco dei martiri è interminabile quanto quello delle migliaia di prigionieri. Celebrata la resistenza dei giovani, delle madri (in video il saluto delle Madres argentine), delle donne. In Turchia come a Kobane «il fascismo ha paura delle donne e del loro potere di cambiamento».

La proposta politica che è uscita dal congresso è chiara: quello di Erdogan è fascismo, bisogna unire tutte le lotte in una piattaforma comune per la pace e democrazia. E l’Hdp propone la collaborazione contro l’autocrate a tutti i partiti tra cui non mancano antichi nemici.

Potrebbe essere l’ultimo congresso, il rischio che Hdp venga messo fuorilegge è più che concreto. Non sarebbe la prima volta nella storia della Turchia. Il partito è riuscito a superare ogni volta lo sbarramento del 10% inserito nella Costituzione dai militari dopo il golpe del 1980 per impedire la nascita di una forza di sinistra.

leggi l’articolo integrale in https://ilmanifesto.it/la-repressione-di-erdogan-contro-cu…/



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