le lenti di Gramsci

lunedì 8 marzo 2021

DEMOCRAZIA, PARTITO e ORGANIZZAZIONE

 

post di Gianni Fresu

La crisi storica del partito politico non può essere superata liberandoci di questo strumento di partecipazione popolare e selezione democratica, semmai rilanciando l'organizzazione come intellettuale collettivo.

L’attuale crisi (strutturale) del Movimento 5 stelle ci conferma una verità difficilmente contestabile: se non vogliamo ricorrere alla teoria delle élites, alla soluzione carismatica o a quella tecnocratica, non esiste alternativa democraticamente praticabile al moderno partito politico. Michels affermava che tra democrazia e organizzazione c'è un rapporto inversamente proporzionale, dunque, a suo dire, nelle società avanzate il grado di democrazia era destinato a diminuire con l'evolversi dell'organizzazione politico-sociale. Se in linea generale e in molti esempi concreti questo discorso aveva più di un fondamento, allo stesso tempo, possiamo concludere che senza organizzazione non esiste democrazia. Tuttavia, come scriveva Gramsci, l'efficacia di un partito risiede nel suo essere “funzione di massa”, nel suo saper sviluppare e moltiplicare i quadri dirigenti di una classe sociale trasformandola da insieme disgregato e amorfo in “esercito politico organicamente predisposto”. Dalla presenza di quadri di diverso grado e dalle capacità di questi si può verificare come un movimento d'opinione si trasformi in partito politico, perché il partito ha essenzialmente la funzione di creare, per le sue diverse funzioni, quadri dirigenti capaci. La crisi storica del partito politico non può essere superata liberandoci di questo strumento di partecipazione popolare e selezione democratica nato per sottrarre ai vecchi ceti di notabili la prerogativa della politica. La risposta alla crisi del rapporto di rappresentanza non può venire dall’assemblearismo movimentista, ma, semmai, superando i vecchi schemi naturalistici che riproducono nella forma partito (e nel suo rapporto con la base di massa) il rapporto dualistico e bonapartistico tra dirigenti e diretti, dunque con il prevalere di organismi il più possibile collettivi e diffusi di elaborazione e direzione politica. - g.fr., 27/02/2021

Su questi temi vedi anche

Ferdinando Dubla
DA GRAMSCI A SECCHIA
Il primato dell'organizzazione nella costruzione del PCI del dopoguerra (1945-1951)



Antonio Gramsci (1891/1937)



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