le lenti di Gramsci

mercoledì 3 marzo 2021

INTERIMPERIALISMO, SOVRANITÀ, VACCINI e GEOPOLITICA

 


SI INTENSIFICANO gli attacchi del nuovo vecchio presidente yankee Biden alla Russia su pretesti risibili come quello di Navalny, in realtà per ripristinare un’egemonia politico-economica in discesa con il dominio militare.
Il vaccino russo Sputnik V, il cubano Soberana e il cinese Sinopharm, pagano in Occidente per la loro approvazione e diffusione, gli interessi economici statunitensi, che i poteri forti rilanciano con la faccia del “demo”imperialista Biden al posto del truce Trump, ma ancora più aggressiva nei confronti di Russia, Cina, Cuba e Venezuela.

I principali conflitti sono interimperialistici, ma la ricaduta è le contraddizioni fra sovranità nazionale e oligarchie sovranazionali, su cui si giustappongono i diversi interessi imperialistici.
Infatti continua il furto di sovranità delle oligarchie dell’UE per la gestione delle risorse e per le politiche di contrasto alla pandemia ancora in chiave liberista. E’ la logica del Recovery e del MES.
- Intensificare i rapporti economici e commerciali con i paesi emergenti, la Cina, la Russia, l’India, sviluppare quelli con Cuba e i paesi latinoamericani e del sud del mondo, è necessario per il bene del nostro paese, per costruire una società libera, ecologica e produttiva, senza sottomissioni all’atlantismo guerrafondaio imperialistico a egemonia del capitalismo finanziario parassitario, targato USA-NATO.

Costruire un’opposizione sociale di massa è contribuire a una nuova visione dei rapporti internazionali, basati sulla fraternità dei popoli e sui loro reali interessi. ~ red. Lavoro Politico

 

IL PUNTO di Manlio Dinucci

- Al Consiglio Europeo il 26 febbraio, il segretario generale della Nato Stoltenberg ha dichiarato che «le minacce che avevamo di fronte prima della pandemia sono ancora lì», mettendo al primo posto «le azioni aggressive della Russia» e, sullo sfondo, una minacciosa «ascesa della Cina». Ha quindi sottolineato la necessità di rafforzare il legame transatlantico tra Stati Uniti ed Europa, come vuole fortemente la nuova amministrazione Biden, portando a un livello superiore la cooperazione tra Ue e Nato. Oltre il 90% degli abitanti dell’Unione Europea, ha ricordato, vive oggi in paesi della Nato (di cui fanno parte 21 dei 27 paesi Ue). Il Consiglio Europeo ha ribadito «l’impegno a cooperare strettamente con la Nato e la nuova amministrazione Biden per la sicurezza e la difesa», rendendo la UE militarmente più forte.

Come ha precisato il premier Mario Draghi nel suo intervento, tale rafforzamento deve avvenire in un quadro di complementarietà con la Nato e di coordinamento con gli Usa. Quindi il rafforzamento militare della UE deve essere complementare a quello della Nato, a sua volta complementare alla strategia Usa. Essa consiste in realtà nel provocare in Europa crescenti tensioni con la Russia, così da accrescere l’influenza statunitense nella stessa Unione Europea. Un gioco sempre più pericoloso, perché spinge la Russia a rafforzarsi militarmente, e sempre più costoso. Lo conferma il fatto che nel 2020, in piena crisi, la spesa militare italiana è salita dal 13° al 12° posto mondiale scavalcando quella dell’Australia.

Manlio Dinucci, extract da Il Manifesto, 2 marzo 2021





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