le lenti di Gramsci

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mercoledì 1 settembre 2021

IL GRAMSCI di FORMIA

 

Le condizioni in cui Gramsci redasse i suoi quaderni nel 1934/1935

di Valentino Gerratana

Con il trasferimento dal carcere di Turi, alla fine del 1933, alla clinica di Formia (ancora in stato di detenzione fino all’ottobre del 1934) ha inizio una nuova fase anche nella stesura dei Quaderni . Questa terza ed ultima fase interessa altri dodici quaderni, la maggior parte dei quali però lasciati incompleti e alcuni di sole poche pagine. È vero che nello stesso periodo (1934-35) Gramsci utilizza anche, per aggiungere nuove note e integrare con nuove osservazioni, alcuni dei quaderni iniziati nel periodo precedente, ma complessivamente si deve dire che il ritmo del lavoro appare piuttosto rallentato. Le condizioni di esistenza formalmente meno sfavorevoli non si sono tradotte in un sensibile miglioramento del suo stato di salute. L’organismo, profondamente intaccato, non rivela piú possibilità di ripresa, e del resto non sembra nemmeno che nella clinica di Formia gli siano apprestate cure adeguate alla gravità dei suoi mali. Con forze permanentemente indebolite la ripresa dello studio e della stesura dei Quaderni è ancora una continuazione del lavoro precedente, ma non riesce ad andare oltre certi limiti. Tutti i quaderni di Formia sono «quaderni speciali», divisi – salvo poche eccezioni – secondo i «raggruppamenti di materia» stabiliti alla fine del 1931. Il lavoro prevalente consiste quindi nel riprendere le note sparse nei diversi quaderni miscellanei per raggrupparle secondo l’argomento nei nuovi «quaderni speciali». Nella nuova stesura le note sono a volte rielaborate, con qualche aggiornamento sulla base di nuove letture e di nuovi dati acquisiti, ma piú spesso sono soltanto riprese alla lettera, come in una semplice copiatura meccanica. I momenti piú creativi sono forse consegnati in alcune note aggiunte nei quaderni del periodo precedente. Nulla muta sostanzialmente in questa situazione quando, nell’ottobre del 1934, Gramsci ottiene la libertà condizionale, sulla base delle disposizioni generali stabilite in materia; né quando piú tardi, nell’agosto del 1935, viene ricoverato nella clinica «Quisisana» di Roma. Nelle sue condizioni fisiche, e sotto un regime di strettissima sorveglianza poliziesca, la vita del «libero vigilato» non è praticamente diversa da quella del recluso. La mente rimane lucida, ma le sue energie lo abbandonano a poco a poco. L’organismo, estenuato, si spegne lentamente. Il lavoro dei Quaderni è finito, e non potrà piú essere completato.

dalla prefazione di Valentino Gerratana all’edizione critica dell’Istituto Gramsci da lui curata per Einaudi, vol I, 1975, pp. XXVIII/XXIX

FINO ALLA VITTORIA “PERMANENTE” DEI SUBALTERNI

dal Quaderno 25 (XXIII) 1934 Ai margini della storia (Storia dei gruppi sociali subalterni)

§ ⟨2⟩. Criteri metodologici. La storia dei gruppi sociali subalterni è necessariamente disgregata ed episodica. È indubbio che nell’attività storica di questi gruppi c’è la tendenza all’unificazione sia pure su piani provvisori, ma questa tendenza è continuamente spezzata dall’iniziativa dei gruppi dominanti, e pertanto può essere dimostrata solo a ciclo storico compiuto, se esso si conchiude con un successo. I gruppi subalterni subiscono sempre l’iniziativa dei gruppi dominanti, anche quando si ribellano e insorgono: solo la vittoria «permanente» spezza, e non immediatamente, la subordinazione. In realtà, anche quando paiono trionfanti, i gruppi subalterni sono solo in istato di difesa allarmata (questa verità si può dimostrare con la storia della Rivoluzione francese fino al 1830 almeno). Ogni traccia di iniziativa autonoma da parte dei gruppi subalterni dovrebbe perciò essere di valore inestimabile per lo storico integrale; da ciò risulta che una tale storia non può essere trattata che per monografie e che ogni monografia domanda un cumulo molto grande di materiali spesso difficili da raccogliere. 
Cfr Quaderno 3 (XX), pp. 10 - 10 bis.

Il Monumento posto nel Parco antistante la Ex Clinica Cusumano nel 2000

Gramsci rimase in stato di detenzione nella Clinica Cusumano, a Formia, dal 7 dicembre del 1933 al 24 agosto del 1935, quando partì, accompagnato dal Prof. Puccinelli per la clinica "Quisisana" di Roma.
In questo periodo concluse l’ultima fase della stesura dei Quaderni.

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