le lenti di Gramsci

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lunedì 6 settembre 2021

Eric J.Hobsbawm, Per capire le classi subalterne

 

GRAMSCI IN GRAN BRETAGNA
a cura di Derek Boothman, Francesco Giasi, Giuseppe Vacca
Bologna, Il Mulino 2015

Eric J.Hobsbawm, Per capire le classi subalterne

extract. in stralci da pp. 141/143

[..] vi è anche un’influenza specificatamente gramsciana sugli storici, e non solo l’indicazione di un ritorno a Marx. Certi concetti del lavoro teorico di Gramsci sono estremamente fertili, ed egli stesso ha scritto ampiamente su problemi che sono essenzialmente sia storici che politici. (..) Da Gramsci in poi, la storia e lo studio del mondo delle classi subalterne sono diventati uno dei settori della storiografia in più rapida crescita ed espansione. (..) E’ diventato quindi naturale che perfino storici non marxisti, come l’eminente studioso di Cambridge Peter Burke, siano attratti in questa sfera di interessi e che si rivolgano, anche se incidentalmente, agli scritti di Gramsci, come è il caso dell’opera precorritrice di questo autore, Popular Culture in Early Modern Europe (London,1978). Anzi, oggi potrebbe essere difficile, se non impossibile, discutere di problemi di cultura popolare senza avvicinarsi maggiormente a Gramsci, o senza fare un uso più esplicito delle sue idee, così come, secondo Burke, hanno finito per fare E.P.Thompson e R.Williams.+ P. Burke, Revolution in Popular Culture, in R. Porter e M. Teich (a cura di), Revolution in History, Cambridge, Cambridge University Press, 1986, pag.211.

(..) la forza del retaggio intellettuale di Gramsci (..) sta nel fatto che non si trattava di un impegno puramente accademico. La prassi stimolava e fecondava la sua teoria fino a rappresentarne lo scopo finale. Il motivo per cui la sua influenza sugli studiosi di ideologia e di cultura è stata eccezionalmente forte, sta nel fatto che anche per coloro che si occupano di cultura popolare il campo non è puramente accademico. Lo scopo primario di tutti o quasi tutti coloro che si dedicano a questi studi non è quello di scrivere dissertazioni e libri. Essi, per lo più, si occupano appassionatamente, come faceva Gramsci, dell’avvenire e del passato della gente comune che rappresenta il grosso dell’umanità, compresa la classe operaia e i suoi movimenti, e dell’avvenire della nazione e della civiltà. A 50 anni dalla sua morte [oggi 84, ndr] siamo grati a Gramsci non solo per il permanente stimolo intellettuale che egli rappresenta, ma per avere insegnato che lo sforzo per trasformare il mondo non solo è compatibile con il pensiero storico originale, sottile e a occhi aperti; ma che senza di esso è uno sforzo impossibile.



- Eric J. Hobsbawm (1917-2012) è stato uno dei maggiori storici del XX secolo. Ha insegnato al Birkbeck College di Londra e alla New School for Social Research di New York. Fece parte dell’”Historians’ Group” del Partito Comunista britannico. Si è occupato di Gramsci a partire dalle sue ricerche sulle classi subalterne (‘Primitive Rebels’, 1959) e soprattutto nell’ambito dei suoi studi sulla storia del marxismo. È stato membro della Commissione scientifica dell’Edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci.


Eric J. Hobsbawm (1917-2012)


                 







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