le lenti di Gramsci

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venerdì 24 settembre 2021

Dalla “Questione meridionale” alla “The Southern Question“

 

Su scala internazionale, "questione meridionale" diventa "the southern question", da problema geolatitudinario un problema storico-politico, attraverso la comprensione del colonialismo e la categoria di “colonialismo interno”, con il contributo di Gramsci per una nuova narrazione dei gruppi subalterni e della soggettività rivoluzionaria nella storia. - -Subaltern studies Italia

 

- Peter Mayo è professore, relatore, editore, scrittore ed ex capo del Dipartimento di Arti, Comunità aperte e Educazione degli adulti presso l'Università di Malta, a Malta. È responsabile della Cattedra UNESCO in Educazione Globale degli Adulti presso la stessa università.

 

Peter Mayo 

Gramsci, “The Southern Question“ e la comprensione del colonialismo 

- Un programma antirazzista di azione educativa e sociale può riuscire solo se radicato nell'economia politica e nella comprensione del colonialismo. Questi sono elementi che Gramsci cercava di portare nella sua analisi della questione meridionale italiana, ponendo l'accento sull'economia politica e su una interpretazione storica del «colonialismo interno» italiano. Il ricorso di Gramsci alla politica economica è evidente soprattutto in Alcuni temi e nelle note sullo Stato postrisorgimentale, dove la subordinazione del Mezzogiorno è spiegata con ragioni economiche (..) Applicando la riflessione ispirata da Gramsci alla questione meridionale e ai temi a questa correlati, come quelli relativi al mondo arabo e all'Islam, si possono individuare alcuni spunti per il tipo di lavoro che partiti genuinamente socialisti e altre organizzazioni possono fare, operando in una situazione caratterizzata da un'immigrazione massiccia verso i paesi dell'Europa meridionale, per creare la coscienza necessaria ad alimentare una maggiore solidarietà tra gruppi subalterni diversi. Questa è una delle sfide più grandi che chi si impegna in una politica socialista in questa regione deve affrontare. Si tratta di un lavoro di natura inequivocabilmente educativa, come lo era quasi tutto il lavoro compiuto da Gramsci nel suo tentativo di formare una coscienza della classe lavoratrice veramente rivoluzionaria nell'Italia del suo tempo. Dopo tutto, per Gramsci l'educazione è fondamentale ai fini e il lavoro educativo nel quale è necessario impegnarsi, nel contesto contemporaneo, è molto lungo; ma questo lavoro diventa ancora più urgente con i tanti esponenti della classe lavoratrice locale che vivono in condizioni di precarietà, che più soffrono degli effetti devastanti delle politiche neoliberiste della globalizzazione. A meno che tale strategia educativa non venga sviluppata, diventa più probabile che esponenti della classe lavoratrice vengano attratti da quel discorso della destra populista, spesso neofascista, che fa leva sulle loro paure e produce ulteriore segmentazione e antagonismo tra lavoratori su basi etniche. Da ciò possono derivare alleanze inopportune, e la mistificazione del fatto che lavoratori e immigrati condividono lo stesso destino: quello della subalternità e dell'essere vittime di uno spietato sfruttamento capitalistico. Partiti di tradizione socialista sono stati accusati di scansare la responsabilità di impegnarsi per alimentare la solidarietà interetnica tra i lavoratori, e di farlo per il timore di perdere voti: è una situazione che evidenzia i limiti della democrazia borghese per una politica genuinamente socialista basata sulla solidarietà tra i lavoratori, di là dall'appartenenza etnica e nazionale.

 

“Ben oltre la comprensione del colonialismo e della sua base politico-economica, è necessario capire gli effetti a lungo termine dell'imposizione di un ordine culturale mondiale contraffatto. Questo ci permetterebbe di alimentare quel senso di solidarietà invocato da Gramsci. Questi sono gli elementi che Gramsci ha cercato di inserire nella sua analisi della questione meridionale italiana, ponendo l'accento sull'economia politica, su un'acuta analisi culturale e sull'interpretazione storica del Risorgimento (una rivoluzione passiva) e del processo di «colonialismo interno» che ne derivò.”,


-dal convegno internazionale Gramsci, le culture e il mondo, Fondazione Istituto Gramsci e International Gramsci Society - Italia, Roma 27-28 aprile 2007, sta in Gramsci, le culture e il mondo, a cura di Giancarlo Schirru, Viella, 2009 / stralci da edizione digitale con titolo Peter Mayo:  "Gramsci, la «quistione meridionale» e il Mediterraneo" (traduzione di Cristina Coldagelli). Note espunte. 


foto: cop. di Peter Mayo, “Gramsci and Educational Thought”, ed.inglese Wiley-Blackwell, 2010




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