Via Borrelli 32 - Bari
di fronte al Piccolo teatro, a pochi minuti dalla stazione ferroviaria e dal parcheggio ex Rossani
Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
lunedì 10 maggio
ore 18.30
2° incontro su Gramsci militante comunista
intervengono
Ferdinando Dubla, autore, tra l’altro, di
Gramsci e la fabbrica
Il Gramsci di Turi
Gianni Fresu, università di Cagliari, autore, tra l’altro, di
“Il diavolo nell’ampolla - Antonio Gramsci, gli intellettuali e il partito
Oltre la parentesi - Fascismo e storia d'Italia nell'interpretazione gramsciana
ore 20.30 – Proiezione video:
Gramsci l’ho visto così (1988)
di Giorgio Baratta e Gianni Amico
venerdì 7 maggio 2010
martedì 20 aprile 2010
Dichiarazione da sottoscrivere in difesa di Cuba
A proposito della risoluzione dell’11 marzo del Parlamento Europeo su Cuba, noi, intellettuali, accademici, che lottiamo per la società, pensatori critici e artisti della Rete In Difesa dell'Umanità dichiariamo:
1.Che condividiamo la sensibilità mostrata dai parlamentari europei circa i prigionieri politici. Come loro, ci pronunciamo per l'immediata e incondizionata liberazione di tutti i prigionieri politici, in tutti i paesi del mondo, compresi quelli dell'Unione Europea.
2. Che ci rammarichiamo profondamente, come loro, per il decesso del prigioniero comune Orlando Zapata, ma non ammettiamo che la sua morte, la prima "… in quasi quarant’anni", secondo lo stesso Parlamento, sia travisata a fini politici molto diversi e contrari a quelli della difesa dei diritti umani.
3. Che sollecitare "... le istituzioni europee affinché diano appoggio incondizionato e incoraggino senza riserve l'inizio di un processo pacifico di transizione politica verso una democrazia pluripartitica a Cuba" non è solo un atto di ingerenza che disapproviamo in virtù del nostro impegno sui principi di non intervento e di autodeterminazione dei popoli - difesi anche dall'ONU -, e contro la colonizzazione, ma presuppone anche un modello unico di democrazia che, di sicuro, si mostra ogni volta di più insufficiente e discutibile. La ricerca e l’approfondimento della democrazia implica, tra le altre cose, di superare i suoi livelli formali e di inventare nuove forme autenticamente rappresentative che non necessariamente sono ristrette al pluripartitismo che, come ben si sa, frequentemente cela il fatto che le decisioni sui grandi problemi mondiali sono prese unilateralmente da piccoli gruppi d’interesse con immenso potere, al di sopra del regime di partiti.
4. Che pretendere di giustificare un'intromissione negli affari politici interni del popolo cubano manipolando mediaticamente il caso di Orlando Zapata - delinquente comune e in nessun modo prigioniero politico -, coincide con le politiche anti-ribellione che si stanno applicando in America Latina per fermare o distorcere i processi di trasformazione emancipatrice che sono in corso, e si somma al criminale blocco al quale è stato sottoposto il popolo cubano, per il semplice fatto di non accettare imposizioni e di difendere il suo diritto a decidere il proprio destino con dignità e indipendenza.
5. Che condividiamo la preoccupazione mostrata dai parlamentari sul rispetto dei diritti umani a Cuba ma la estendiamo al mondo nella sua totalità. Così come li preoccupa il caso del delinquente morto (che non ha nessun antecedente simile in 40 anni), li invitiamo ad esigere la fine dell'occupazione di Gaza e della vessazione del popolo Palestinese, che ha provocato non uno ma migliaia di morti; dell'intervento in Iraq e in Afghanistan seminando morte e terrore in paesi e città; dei bombardamenti in quei luoghi con il pretesto di difendere la democrazia; la fine della doppia occupazione di Haiti; la chiusura della prigione di Guantanamo e la consegna di quel territorio a Cuba a cui appartiene; la restituzione delle isole Malvinas all'Argentina; e, ovviamente, la fine di un blocco che viola i diritti umani del popolo cubano e che può mettere in dubbio la qualità morale di chi esige un trattamento umano per un delinquente quando lo si nega a un popolo intero.
L'assillo economico e mediatico al quale è sottoposta Cuba, anche da prima del decesso del prigioniero comune Orlando Zapata, costituisce un attentato contro i diritti umani e politici di un popolo che ha deciso di percorrere una strada diversa.
Esigiamo rispetto per i processi interni del popolo cubano per definire ed esercitare la sua democrazia, e coerenza con i principi universali di non intervento accordati dalle Nazioni Unite
Red En defensa de la Humanidad
Per firmare questo appello:
entrare nel sito web En defensa de Cuba www.porcuba.org
1.Che condividiamo la sensibilità mostrata dai parlamentari europei circa i prigionieri politici. Come loro, ci pronunciamo per l'immediata e incondizionata liberazione di tutti i prigionieri politici, in tutti i paesi del mondo, compresi quelli dell'Unione Europea.
2. Che ci rammarichiamo profondamente, come loro, per il decesso del prigioniero comune Orlando Zapata, ma non ammettiamo che la sua morte, la prima "… in quasi quarant’anni", secondo lo stesso Parlamento, sia travisata a fini politici molto diversi e contrari a quelli della difesa dei diritti umani.
3. Che sollecitare "... le istituzioni europee affinché diano appoggio incondizionato e incoraggino senza riserve l'inizio di un processo pacifico di transizione politica verso una democrazia pluripartitica a Cuba" non è solo un atto di ingerenza che disapproviamo in virtù del nostro impegno sui principi di non intervento e di autodeterminazione dei popoli - difesi anche dall'ONU -, e contro la colonizzazione, ma presuppone anche un modello unico di democrazia che, di sicuro, si mostra ogni volta di più insufficiente e discutibile. La ricerca e l’approfondimento della democrazia implica, tra le altre cose, di superare i suoi livelli formali e di inventare nuove forme autenticamente rappresentative che non necessariamente sono ristrette al pluripartitismo che, come ben si sa, frequentemente cela il fatto che le decisioni sui grandi problemi mondiali sono prese unilateralmente da piccoli gruppi d’interesse con immenso potere, al di sopra del regime di partiti.
4. Che pretendere di giustificare un'intromissione negli affari politici interni del popolo cubano manipolando mediaticamente il caso di Orlando Zapata - delinquente comune e in nessun modo prigioniero politico -, coincide con le politiche anti-ribellione che si stanno applicando in America Latina per fermare o distorcere i processi di trasformazione emancipatrice che sono in corso, e si somma al criminale blocco al quale è stato sottoposto il popolo cubano, per il semplice fatto di non accettare imposizioni e di difendere il suo diritto a decidere il proprio destino con dignità e indipendenza.
5. Che condividiamo la preoccupazione mostrata dai parlamentari sul rispetto dei diritti umani a Cuba ma la estendiamo al mondo nella sua totalità. Così come li preoccupa il caso del delinquente morto (che non ha nessun antecedente simile in 40 anni), li invitiamo ad esigere la fine dell'occupazione di Gaza e della vessazione del popolo Palestinese, che ha provocato non uno ma migliaia di morti; dell'intervento in Iraq e in Afghanistan seminando morte e terrore in paesi e città; dei bombardamenti in quei luoghi con il pretesto di difendere la democrazia; la fine della doppia occupazione di Haiti; la chiusura della prigione di Guantanamo e la consegna di quel territorio a Cuba a cui appartiene; la restituzione delle isole Malvinas all'Argentina; e, ovviamente, la fine di un blocco che viola i diritti umani del popolo cubano e che può mettere in dubbio la qualità morale di chi esige un trattamento umano per un delinquente quando lo si nega a un popolo intero.
L'assillo economico e mediatico al quale è sottoposta Cuba, anche da prima del decesso del prigioniero comune Orlando Zapata, costituisce un attentato contro i diritti umani e politici di un popolo che ha deciso di percorrere una strada diversa.
Esigiamo rispetto per i processi interni del popolo cubano per definire ed esercitare la sua democrazia, e coerenza con i principi universali di non intervento accordati dalle Nazioni Unite
Red En defensa de la Humanidad
Per firmare questo appello:
entrare nel sito web En defensa de Cuba www.porcuba.org
sabato 10 aprile 2010
venerdì 2 aprile 2010
QUELL'ITALIA TRADITA
Come è difficile commentare il voto delle regionali 2010!
Siamo infatti avvolti da una grancassa mediatico-propagandistica che cerca di celebrare trionfi laddove ci sarebbe invece bisogno di un’analisi attenta e pacata, nonché molto, moltissimo preoccupata.
E’ andato in secondo piano il dato più rilevante di tutti: l’alto tasso di astensionismo, ormai quasi il 40% dell’elettorato avente diritto, che dimostra una crisi grave della politica del nostro paese, una disaffezione che sta crescendo sempre di più, una risposta certamente sbagliata, ma rimarchevole, che diminuisce i già angusti spazi della nostra democrazia che sta assomigliando sempre più ad un regime soffocante e autoritario.
Il PDL sta cantando la vittoria del suo duce, quando, in voti assoluti, rispetto alle europee, ha perso 2 milioni e mezzo di elettorato!!
E il PD, che ne ha perso un milione, minimizza per non riflettere a fondo sui tanti, troppi errori commessi, in specie in Piemonte, Lazio, Campania e Calabria. E si sarebbe aggiunta anche la Puglia, se non ci fosse stata la fermezza di Nichi Vendola che li ha trascinati obtorto collo alle primarie e alla fine, con la sua vittoria, ha lasciato aperta la porta di una possibile speranza di rinnovamento del quadro politico a sinistra.
I veri vincitori di queste elezioni, purtroppo, oltre gli astensionisti, sono stati i leghisti del nord, senza dei quali la destra sarebbe alle pezze. E c’è davvero da amareggiarsi se si pensa che stiamo andando alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E’ un’Italia tradita quella del Risorgimento, che tanto costò in vite umane e sacrifici inenarrabili.
Non c’è bisogno della retorica patriottica, di cui la destra è piena solo a parole, ci sarebbe bisogno invece di una rinnovata coesione sociale nelle politiche attive e nella salvaguardia dei nostri principi costituzionali.
I meridionali che votano a destra, si rendono conto che stanno consegnando l’Italia a questa banda di razzisti xenofobi che solleticano i bassi istinti delle loro popolazioni? La Lega si avvantaggia del vuoto di speranze e prospettive: si presenta addirittura come partito anti-sistema, di protesta, quando occupa tutto il potere, al governo e nelle istituzioni: i miracoli all’italiana!
E i migliori alleati dei leghisti sono, qui al Sud, le mafie, le attività della criminalità organizzata, l’ignobile voto di scambio, il clientelismo malato che trasforma il diritto in favoritismo (vedi le denunce circostanziate di Roberto Saviano e di Rifondazione Comunista in Campania).
La sinistra fuori del PD ha difficoltà a radicarsi in una società civile ammalata e corrotta, che non vota secondo ideali, secondo valori, secondo limpide opzioni politiche: la unitaria Federazione della sinistra (Rifondazione con il PdCI come assi portanti) sconta un clima avvelenato, in cui, tra sbarramenti elettorali e discriminazioni inaccettabili, si vede privare di molti consensi tra le fasce più deboli e esposte al ricatto occupazionale. Non basta avere ragione: è necessario anche contare nelle stanze del potere, altrimenti si rischia l’estinzione.
Qualche segnale positivo c’è stato dal responso delle urne: il declino di Cito qui a Taranto, che ha visto l’affermazione di Vendola oltre il 50%, la non elezione del leghista Castelli e del ministro fannullone Brunetta a sindaci di Lecco e Venezia. Bene, ma troppo poco. La battaglia deve continuare, anche (e soprattutto) a urne chiuse.
Che una vera Pasqua di resurrezione sia vicina.
Siamo infatti avvolti da una grancassa mediatico-propagandistica che cerca di celebrare trionfi laddove ci sarebbe invece bisogno di un’analisi attenta e pacata, nonché molto, moltissimo preoccupata.
E’ andato in secondo piano il dato più rilevante di tutti: l’alto tasso di astensionismo, ormai quasi il 40% dell’elettorato avente diritto, che dimostra una crisi grave della politica del nostro paese, una disaffezione che sta crescendo sempre di più, una risposta certamente sbagliata, ma rimarchevole, che diminuisce i già angusti spazi della nostra democrazia che sta assomigliando sempre più ad un regime soffocante e autoritario.
Il PDL sta cantando la vittoria del suo duce, quando, in voti assoluti, rispetto alle europee, ha perso 2 milioni e mezzo di elettorato!!
E il PD, che ne ha perso un milione, minimizza per non riflettere a fondo sui tanti, troppi errori commessi, in specie in Piemonte, Lazio, Campania e Calabria. E si sarebbe aggiunta anche la Puglia, se non ci fosse stata la fermezza di Nichi Vendola che li ha trascinati obtorto collo alle primarie e alla fine, con la sua vittoria, ha lasciato aperta la porta di una possibile speranza di rinnovamento del quadro politico a sinistra.
I veri vincitori di queste elezioni, purtroppo, oltre gli astensionisti, sono stati i leghisti del nord, senza dei quali la destra sarebbe alle pezze. E c’è davvero da amareggiarsi se si pensa che stiamo andando alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E’ un’Italia tradita quella del Risorgimento, che tanto costò in vite umane e sacrifici inenarrabili.
Non c’è bisogno della retorica patriottica, di cui la destra è piena solo a parole, ci sarebbe bisogno invece di una rinnovata coesione sociale nelle politiche attive e nella salvaguardia dei nostri principi costituzionali.
I meridionali che votano a destra, si rendono conto che stanno consegnando l’Italia a questa banda di razzisti xenofobi che solleticano i bassi istinti delle loro popolazioni? La Lega si avvantaggia del vuoto di speranze e prospettive: si presenta addirittura come partito anti-sistema, di protesta, quando occupa tutto il potere, al governo e nelle istituzioni: i miracoli all’italiana!
E i migliori alleati dei leghisti sono, qui al Sud, le mafie, le attività della criminalità organizzata, l’ignobile voto di scambio, il clientelismo malato che trasforma il diritto in favoritismo (vedi le denunce circostanziate di Roberto Saviano e di Rifondazione Comunista in Campania).
La sinistra fuori del PD ha difficoltà a radicarsi in una società civile ammalata e corrotta, che non vota secondo ideali, secondo valori, secondo limpide opzioni politiche: la unitaria Federazione della sinistra (Rifondazione con il PdCI come assi portanti) sconta un clima avvelenato, in cui, tra sbarramenti elettorali e discriminazioni inaccettabili, si vede privare di molti consensi tra le fasce più deboli e esposte al ricatto occupazionale. Non basta avere ragione: è necessario anche contare nelle stanze del potere, altrimenti si rischia l’estinzione.
Qualche segnale positivo c’è stato dal responso delle urne: il declino di Cito qui a Taranto, che ha visto l’affermazione di Vendola oltre il 50%, la non elezione del leghista Castelli e del ministro fannullone Brunetta a sindaci di Lecco e Venezia. Bene, ma troppo poco. La battaglia deve continuare, anche (e soprattutto) a urne chiuse.
Che una vera Pasqua di resurrezione sia vicina.
sabato 13 marzo 2010
Hanno marciato verso il loro datore di lavoro, il Ministero della pubblica istruzione. Lo hanno raggiunto e lo hanno “occupato”.
Sono gli insegnanti precari (ma molti anche di ruolo) che ieri 12 marzo hanno partecipato allo sciopero generale indetto dalla Cgil ed hanno ancora una volta posto in primo piano l’emergenza scuola. Una rappresentanza di decine di migliaia di docenti, molti dei quali non più giovanissimi, che il prossimo settembre si accalcheranno in file interminabili di fronte agli ex-Provveditorati agli Studi per avere una cattedra che non troveranno più. Già, perché la “riforma” Gelmini ha provveduto a far scomparire le loro cattedre, come in un gioco di prestigio.
«Una riforma scandalosa e indegna» ha ricordato dal palco il leader dei Cobas Piero Bernocchi, «ancora più scandalosa perché non è ancora legge, non è stata firmata dal Capo dello Stato e non è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale eppure viene applicata da subito, perché l’unico scopo di questo Governo è quello di imporre tagli forsennati al pianeta dell’istruzione pubblica».
Una maggioranza che ha inquadrato nel suo mirino proprio un settore vitale per lo Stato: l’istruzione pubblica. Quella che assicura il progresso economico e culturale delle future generazioni. «Ci ripetono in tutte le salse che non ci sono i soldi per potenziare la scuola ma poi i soldi li trovano per tutto il resto» ha detto ancora Bernocchi ed ha aggiunto: «Lo scandalo della Protezione civile lo dimostra: centinaia di milioni di euro per organizzare il G8, soldi letteralmente buttati dalla finestra e tolti anche alla scuola italiana».
Appena giunti di fronte al Ministero centinaia di insegnanti e studenti si sono messi di fronte alle forze dell’ordine e si sono fatti fotografare. Il clima è gioioso, come sempre in questi casi. La colonna sonora del movimento è lo stesso leit-motiv di questi mesi, oramai diffuso da centinaia di altoparlanti in tutta Italia: “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. «Nessuno di noi trent’anni fa avrebbe detto che la canzone di Rino Gaetano sarebbe diventata la nostra colonna sonora» dice sorridendo un insegnante non più giovane e forse anche un po’ preso dai ricordi.
Una docente barese si stende per terra con un cartello: “Il nostro futuro è nel turismo. L’isola dei precari” c’è scritto.
Attorno a Viale Trastevere il traffico viene deviato da decine di vigili. Il comizio volge al termine, mentre gli insegnanti cominciano ad arrotolare le bandiere rosse del sindacato. Un’altra giornata di protesta per chiedere un cambiamento radicale della “riforma”. Forse la ministra Gelmini è ai piani alti dell’edificio e qualcosa delle note di Rino Gaetano le arriva. Forse.
Sono gli insegnanti precari (ma molti anche di ruolo) che ieri 12 marzo hanno partecipato allo sciopero generale indetto dalla Cgil ed hanno ancora una volta posto in primo piano l’emergenza scuola. Una rappresentanza di decine di migliaia di docenti, molti dei quali non più giovanissimi, che il prossimo settembre si accalcheranno in file interminabili di fronte agli ex-Provveditorati agli Studi per avere una cattedra che non troveranno più. Già, perché la “riforma” Gelmini ha provveduto a far scomparire le loro cattedre, come in un gioco di prestigio.
«Una riforma scandalosa e indegna» ha ricordato dal palco il leader dei Cobas Piero Bernocchi, «ancora più scandalosa perché non è ancora legge, non è stata firmata dal Capo dello Stato e non è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale eppure viene applicata da subito, perché l’unico scopo di questo Governo è quello di imporre tagli forsennati al pianeta dell’istruzione pubblica».
Una maggioranza che ha inquadrato nel suo mirino proprio un settore vitale per lo Stato: l’istruzione pubblica. Quella che assicura il progresso economico e culturale delle future generazioni. «Ci ripetono in tutte le salse che non ci sono i soldi per potenziare la scuola ma poi i soldi li trovano per tutto il resto» ha detto ancora Bernocchi ed ha aggiunto: «Lo scandalo della Protezione civile lo dimostra: centinaia di milioni di euro per organizzare il G8, soldi letteralmente buttati dalla finestra e tolti anche alla scuola italiana».
Appena giunti di fronte al Ministero centinaia di insegnanti e studenti si sono messi di fronte alle forze dell’ordine e si sono fatti fotografare. Il clima è gioioso, come sempre in questi casi. La colonna sonora del movimento è lo stesso leit-motiv di questi mesi, oramai diffuso da centinaia di altoparlanti in tutta Italia: “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. «Nessuno di noi trent’anni fa avrebbe detto che la canzone di Rino Gaetano sarebbe diventata la nostra colonna sonora» dice sorridendo un insegnante non più giovane e forse anche un po’ preso dai ricordi.
Una docente barese si stende per terra con un cartello: “Il nostro futuro è nel turismo. L’isola dei precari” c’è scritto.
Attorno a Viale Trastevere il traffico viene deviato da decine di vigili. Il comizio volge al termine, mentre gli insegnanti cominciano ad arrotolare le bandiere rosse del sindacato. Un’altra giornata di protesta per chiedere un cambiamento radicale della “riforma”. Forse la ministra Gelmini è ai piani alti dell’edificio e qualcosa delle note di Rino Gaetano le arriva. Forse.
E' nata l' AISUM

L'Associazione per l'Insegnamento delle Scienze Umane è una associazione professionale e culturale, senza scopo di lucro, che raccoglie docenti ed appassionati delle Scienze umane (filosofia, psicologia, sociologia, pedagogia, scienze dell'educazione, teorie e tecniche della comunicazione, etc.).
L'AISUM è un'associazione giovane, nata il 28 febbraio 2010 a partire dal gruppo "Docenti A036" che, da dicembre 2008, ha sviluppato numerose iniziative in favore delle scienze umane, soprattutto difendendo i docenti di queste discipline, elaborando analisi e proposte in relazione alla riforma della scuola superiore, promuovendo raccolte di firme e predisponendo materiali utili per l'orientamento, l'attività didattica e l'autonomia delle scuole.
Quali sono i suoi scopi?
L'AISUM si propone di difendere e valorizzare l'insegnamento delle scienze umane sia all'interno della scuola sia in altri contesti formativi.
Cosa farà?
L'AISUM promuoverà l’aggiornamento didattico dei docenti (anche attraverso convegni, seminari, etc.), organizzerà attività ed eventi culturali e predisporrà materiali e risorse on-line. Si occuperà inoltre di rappresentare le istanze dei docenti e degli studenti presso tutte le sedi istituzionali e non.
Chi si può iscrivere?
Possono iscriversi all'AISUM sia singole persone (docenti, studenti e liberi cittadini) sia soggetti collettivi (scuole, associazioni ed altri enti) che ne condividono scopi ed obiettivi.
Quanto costa?
L'iscrizione per l'anno 2010 è completamente gratuita. Per far parte dell'associazione è quindi sufficiente compilare il modulo d'iscrizione ed inviarlo all'indirizzo indicato.
Come avere maggiori informazioni?
Scrivi a: scienzeumane@hotmail.com
segui il blog: http://aisum.blogspot.com
giovedì 11 marzo 2010
Vedi alla voce Angiolo Gracci su Wikipedia

Abbiamo scritto ex-novo per Wikipedia la voce ANGIOLO GRACCI, il partigiano 'Gracco', la cui conoscenza, amicizia e fraternità personale nella militanza comunista ha costituito un'esperienza indimenticabile. Abbiamo voluto inaugurare la voce nell'anniversario della morte, avvenuta a Firenze il 9 marzo del 2004.
Clicca su
http://it.wikipedia.org/wiki/Angiolo_Gracci
e aiutaci a migliorare questa voce
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