martedì 15 agosto 2017
hasta la victoria, Venezuela!
mercoledì 2 agosto 2017
La "Trudovaja skola" e il "comunismo di guerra"
Al “viso gentile”, gli “occhi
caldi e amichevoli”, l’aspetto modesto, di una semplicità “quasi puritana”, i
capelli pettinati lisci, all’indietro e fermati sulla nuca con un nodo “poco
galante”, la si sarebbe presa, la Krupskaja, per una “massaia affaccendata”,
cui “sola preoccupazione sia di non perder tempo”. Oltre che moglie di Lenin,
invece, ella era la sua “mano destra”, “la
prima e migliore segretaria” sua, “la più convinta compagna di pensiero, la più
esperta interprete” delle sue vedute; “instancabile” nell’acquistargli “con
forza e con saggezza amici e simpatizzanti”. Sarebbe stato “ridicolo” ed “offensivo”,
però, immaginarla “come un alter ego
di Lenin”: se aveva lottato con lui e per lui durante tutta la vita “anche
quando l’esilio e le più amare persecuzioni li avevano divisi”, ella aveva
conservato sempre una “sua sfera d’attività personale, a cui si era dedicata
con tutta l’anima”: il problema, appunto, “dell’educazione e dell’istruzione
popolare”. Così nelle Note su Lenin
(trad.ital. E-GI-TI, Milano, s.d., p.49), scritte nel 1925 da CLARA ZETKIN.giovedì 13 luglio 2017
UNA PEDAGOGIA PER LA RIVOLUZIONE
di Ferdinando Dubla
- Pedagogia della rivoluzione fu quella della Krupskaja, che non fu solo la moglie di Lenin, ma una forte personalità di maestra dell’educazione dell’”uomo nuovo” sovietico, l’uomo ‘onnilaterale’ di Marx, in cui cultura umanistica e cultura scientifico-professionale non fossero separate come funzionalmente nella divisione del lavoro capitalista, ma unificate attraverso il metodo del collettivo e della cooperazione. Dalla raccolta dei suoi scritti di pedagogia editi dalle edizioni Progress di Mosca in Italia nel 1978, è palese come la K. cerchi una creativa applicazione della metodologia di lavoro di Lenin e della sua analisi dialettica, fino all’elaborazione di una didattica disciplinare per il lavoro dell’insegnante.
mercoledì 12 luglio 2017
Comunicato congiunto dei Comitati Regionali del PCI di Puglia e Liguria sul ‘risanamento’ dell’ILVA
Infatti sono dati certi dell’accordo sia il licenziamento di poco meno della metà degli occupati del gruppo, sia una consistente riduzione dei salari per i “fortunati” che conserveranno il loro posto di lavoro, ed assai incerti e fumosi sono gli impegni di risanamento ambientale; al contempo il prezzo d’acquisto rimane modesto ma sufficiente a restituire i soldi a chi li anticipa, e l’ambientalizzazione rimane sostanzialmente indefinita e a carico di terzi: un vero affare per i nuovi padroni come lo fu 22 anni fa per Emilio Riva garantito nell’acquisizione dal Governo Dini.
Gravi, enormi e reiterate sono dunque le responsabilità del Governo (attuale e precedenti), del suo giovane ministro spocchioso ed incompetente, e degli attuali “ragionieri” delegati a dare un parere sulle proposte di acquisto in campo.
Si è voluta determinare una situazione di difficilissima gestibilità anche per i sindacati, trattati da comprimari, invitati a cose praticamente fatte, per assumere il ruolo di umiliati certificatori.
Il Partito Comunista Italiano che rifiuta e si oppone a queste logiche nefaste, invita gli operai di tutti gli stabilimenti ILVA a unirsi nella lotta : il destino di uno deve essere il destino di tutti! e propone la tenuta di un referendum nazionale sull’accordo, come lo è stato per Alitalia. Due vicende assai simili.
I lavoratori devono tornare a essere classe e unire Taranto, Genova e gli altri stabilimenti del gruppo. Senza questa unità i lavoratori potranno forse ottenere vittorie momentanee, ma, alla lunga, come i fatti insegnano, prevarranno le logiche distruttive del capitale e la battaglia sarà definitivamente persa.
Occupazione e risanamento ambientale sono due questioni strettamente legate che devono essere affrontate e risolte congiuntamente, per depotenziare il ricatto occupazionale e avviare contestualmente una vertenza che leghi gli interessi dei territori a quelli dei lavoratori.
Il Partito Comunista italiano è al fianco dei lavoratori ILVA per sostenere tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione collettiva, contrarie all’assurdità della svendita di un settore ritenuto “strategico per il PIL nazionale”, anche direttamente presso le sedi Istituzionali del Governo e del Parlamento.
Il Partito Comunista Italiano ribadisce la necessità di ri-nazionalizzare la fabbrica, e di ricomporre i diritti dei lavoratori e dei cittadini unendoli in una lotta comune, per fermare l’ulteriore privatizzazione di tutto un patrimonio pubblico.
Il Partito Comunista Italiano a tal fine propone alle forze sindacali, alle forze politiche ed alla cittadinanza attiva di organizzare e tenere a Taranto un convegno nazionale sulla siderurgia.
Taranto , Genova, li 10.07.2017
martedì 11 luglio 2017
UN GIACIMENTO INESTIMABILE: in rete le opere complete di Lenin
le opere complete di Lenin, scaricabili, leggibili e fruibili collettivamente e oggi ce n'è un gran bisogno
un grazie a chi lo ha reso possibile nel centenario della grande rivoluzione d'Ottobre. (fe.d.)
https://www.marxists.org/italia…/lenin/lenin-opere/index.htm
lunedì 10 luglio 2017
Pionieri del futuro. Una proposta pedagogica comunista
Lev Vygotskij fu lo studioso sovietico che individuò nella Zona di Sviluppo Prossimale quelle potenzialità che nel bambino possono svilupparsi o meno e in misura variabile a seconda di quanto vengano stimolate dall’ambiente circostante, in particolare nel rapporto con le persone che gli sono vicine e che già hanno acquisito competenze in quello stesso ambito.
La peculiarità della pedagogia di Vygotskij è infatti quella di mettere in luce il rapporto tra educato ed educatore e il progressivo dispiegarsi delle potenzialità che andranno ad accrescersi progressivamente sino alla maturità del soggetto e ancora oltre. La sua non fu dunque una fascinazione verso l’infanzia, ma verso le potenzialità dell’essere umano. Questo gli permise di mettere in luce, con particolare evidenza, le responsabilità educative e il ruolo degli adulti, senza dimenticare quanto i ragazzi sappiano aiutarsi vicendevolmente.
Ma di più, Vygotskij fu lo studioso che più di ogni altro mise il bambino all’interno del suo contesto sociale e l’uomo nel suo contesto storico, evidenziando come la formazione stessa della coscienza e le possibilità linguistiche di concepirla ed esprimarla siano atti possibili per l’essere umano sono all’interno del contesto sociale e di come questo contesto sociale muti costantemente.
La raffinatezza e la profondità della sua visione, dei suoi studi e delle sue sperimentazioni - sempre lontana da ogni tentazione puramente deterministica e meccanicistica - non si astrasse mai dal momento storico che stava vivendo e dall’impegno che assunse nella costruzione concreta del socialismo. Il suo impegno lo portò a spaziare, fin dove fosse necessario, tra arte, psicologia e pedagogia, seguendo le tracce che potessero svelare i meccanismi del linguaggio e del pensiero per poi utilizzare quella chiarezza nei compiti concreti che l’Unione Sovietica doveva affrontare nell’educazione del popolo.
La sua acutezza lo portò a vedere possibilità e a distinguere così sottilmente, che non tutti furono in grado ed ebbero il tempo, in quegli anni convulsi, di valutare appieno il suo apporto alla causa sovietica. Restano però i suoi scritti. A noi il compito di farli nuovamente vivere, nell’orizzonte politico e umano che lui scelse: la costruzione del socialismo.
tutto il saggio lo trovi qui













