di Viviana Tortorici il primo volume della collana editoriale di Barbieri editore diretta da Ferdinando Dubla
Presentare una nuova collana
editoriale significa, prima di tutto, dichiarare una visione del mondo.
Scegliendo come titolo Koinonìa, non abbiamo voluto semplicemente
rispolverare un termine dell’antica Grecia, ma abbiamo inteso recuperare una
missione. In greco, "Koinonìa" (1) (κοινωνία) è la parola che
definisce la comunanza, la partecipazione, il legame profondo che trasforma un
insieme di individui in una comunità. È lo spirito che sottende allo scambio,
non solo di merci, ma di idee, diritti e dignità.
Oggi, tuttavia, questo legame appare
logoro. Viviamo in un tempo dove l’economia sembra aver smarrito la sua
funzione originaria di "legge della casa comune" (2) per
trasformarsi in un meccanismo di esclusione e di onnipotenza. È in questo
scenario che nasce il nostro progetto editoriale: un laboratorio dedicato ai
temi sociali ed economici che attanagliano il nostro mondo contemporaneo.
La collana Koinonìa si
propone di essere una piccola bussola per orientarsi tra le complessità di un
presente frammentato. Il nostro punto di partenza è una convinzione ferma: non
può esserci analisi economica che prescinda dalla "giustizia
sociale" (3). Per troppo tempo, la crescita è stata misurata
esclusivamente attraverso indicatori astratti, ignorando le cicatrici che tali
processi lasciavano sul "tessuto umano". Questa collana nasce
per invertire la rotta, mettendo sotto la lente d’ingrandimento le
disuguaglianze sociali, non come dati statistici, ma come ostacoli reali alla
piena realizzazione dell'individuo e della collettività.
Un’attenzione particolare sarà
dedicata alla difesa delle minoranze culturali. In un mondo che tende
all’omologazione dei consumi e, paradossalmente, alla polarizzazione delle
identità, crediamo che la ricchezza di una società si misuri dalla sua capacità
di proteggere e valorizzare le "voci fuori dal coro". Le
minoranze non sono "parti separate" della società, ma nodi essenziali
di quella rete di partecipazione che è, appunto, la nostra Koinonìa.
Difenderne i diritti e la specificità culturale significa difendere la
democrazia stessa e la tenuta dei sistemi economici moderni.
Indagheremo le "nuove
povertà" (4), l’impatto della digitalizzazione sul lavoro, le barriere
d’accesso al sapere e le dinamiche di emarginazione che colpiscono "chi
non ha voce" (5). Lo faremo attraverso saggi che uniscono il rigore
della ricerca scientifica a una narrazione civile capace di parlare a tutti.
Questo è solo l'inizio di un
percorso. Con Koinonìa, ci impegniamo a offrire ai lettori strumenti
critici per comprendere che l'economia non è un destino ineluttabile, ma una "scelta
politica e sociale". Invitiamo i giovani studiosi a partecipare a questa
indagine, perché solo attraverso la conoscenza condivisa possiamo sperare di
ricucire quel tessuto di "comunanza" che crediamo sia il
fondamento di ogni futuro possibile.
Benvenuti in Koinonìa.
Benvenuti in una comunità che pensa.
- Cfr. Aristotele,
Politica, Libro I. Il termine indica la forma più alta di
associazione umana volta al bene comune. Per un'analisi contemporanea del
concetto, si veda anche L. Bruni, L’economia, la felicità e gli
altri, Città Nuova, 2004.
- Espressione
derivata dall'etimo di oikonomia (oikos, casa; nomos, legge). Si
veda M. Rutigliano, Economia come legge della casa, Mimesis,
2020. Il concetto è centrale anche nel pensiero ecologista contemporaneo,
come in Papa Francesco, Lettera Enciclica Laudatosi’, 2015.
- Per la
definizione moderna del termine, si rimanda a J. Rawls, Una
teoria della giustizia, Feltrinelli, 2008, e all'opera di A. Sen,
L'idea di giustizia, Mondadori, 2010.
- Concetto
analizzato ampiamente da Z. Bauman, Le nuove povertà,
Castelvecchi, 2018. Si veda anche E. Morlicchio, Sociologia
della povertà, Il Mulino, 2020.
- Riferimento
alla sociologia dell'emarginazione e alla ricerca qualitativa che mira a
dare voce ai gruppi marginalizzati. Cfr. F. Ciucci, Parole di
chi non ha voce, Franco Angeli, 2012.
Pasquale Barbieri, editore
Manduria-Taranto
Viviana Tortorici, La città non è neutra. Pratiche di resistenza e
nuove cartografie urbane, presentazione di Ferdinando Dubla, Barbieri
Editore, Manduria-Taranto, 2024, collana Koinonìa (vol. 1).
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Questo
spazio si configura come il laboratorio di analisi e di con-ricerca in cui la
critica della produzione spaziale neoliberista si salda alla decostruzione
delle asimmetrie di genere, offrendo gli strumenti militanti per l'elaborazione
di nuove cartografie del riscatto sociale.
E se le
nostre città fossero progettate con gli occhi del femminismo?
Spesso
pensiamo che le strade, le piazze e i quartieri in cui viviamo siano
"neutrali". Ma la verità è un'altra: lo spazio pubblico è stato
storicamente plasmato su misura per un soggetto maschile e abile,
trasformandosi spesso in un luogo di controllo e confinamento.
È necessario
ridisegnare l'urbanistica partendo dai margini, per dare vita a una città
finalmente inclusiva.
I punti
chiave del libro:
-
Decostruire la neutralità: Capire come i corpi vengono regolati da norme
invisibili nello spazio urbano.
-Dall'oppressione
alla cura: Sostituire la logica del controllo con l'etica della cura e della
vulnerabilità.
-Giustizia
spaziale: Creare città dove la sicurezza non significa controllo, ma libertà
assoluta di attraversamento.
Non
un'utopia astratta, ma una vera e propria "cartografia del possibile"
per trasformare la città in un organismo vivo, collettivo e accogliente.
Il volume si
arricchisce dell'importante presentazione a cura di Ferdinando Dubla, che introduce e approfondisce i
temi del saggio, offrendo una preziosa chiave di lettura critica per
comprendere ancora meglio la necessità di una vera giustizia spaziale.
Un saggio
necessario per ripensare il nostro modo di abitare il mondo.
Viviana Tortorici
Viviana Tortorici (a sx) e Francesca Romana Recchia Luciani, convegno femminismo, Taranto - 23 giugno 2026






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