le lenti di Gramsci

domenica 3 maggio 2020

L’INTELLETTUALE e IL PARTIGIANO (1)


- centralismo e democrazia dell'intellettuale collettivo, temi della corrispondenza tra il grande filosofo antropologo, che rivendica un‘ autonomia della ricerca, uno spazio aperto per la cultura, meno centralismo e più democrazia, e il dirigente comunista considerato il più partigiano, perché orgogliosamente “di parte”, che ritiene necessario anteporre il noi all’io, e il legame della cultura con le lotte politiche e sociali, in un partito che, se è giusto superi lo ‘stalinismo’ (lo voglia o no, perché la situazione storica è cambiata) vivifichi e attualizzi la lezione di Lenin. ~ fe.d. 

Materiali per articolo-saggio rivista Cumpanis 

L'INTELLETTUALE e il PARTIGIANO
il libero pensiero nell'organizzazione comunista, centralismo e democrazia dell'intellettuale collettivo, temi della corrispondenza tra il grande antropologo e il dirigente comunista.
"Non c'è alcun problema che sia soltanto di ordine culturale, che non sia al tempo stesso un problema di lotta politica e sociale, così come non vi è alcun problema di liberta' e democrazia che sia soltanto un problema di rapporti interni di partito o tra partito e la classe o le classi sociali, che non sia al tempo stesso un problema di lotta contro i monopoli e contro il grande capitale". Secchia, attr. febbraio-marzo 1957.
"Si può alle volte pensare meglio degli altri, ma non si può pensare in modo giusto, non si può trovare la verità senza gli altri. La forza del movimento nostro non sta nell'individuo, ma nel partito, nella classe, nel popolo." Secchia, 21 aprile 1957.
"Appare evidente che il compito degli intellettuali comunisti nel momento presente sia quello di orientare la loro attività culturale (e di lotta in quanto lotta culturale) in rapporto alla nuova situazione. (..) Di qui la necessità di avere a disposizione uno strumento culturale definito, cioè una rivista non di partito che ristabilisca e dia impulso a quella circolazione orizzontale dei problemi e dei dibattiti culturali che la struttura essenzialmente verticale del partito non può dare, almeno allo stato attuale delle cose.", De Martino, attr. febbraio-marzo 1957.
"Tu sai che per me i due problemi di fondo restano quello della democrazia interna di partito e della prospettiva offerta al paese circa l'esercizio del potere socialista una volta che lo si sia conquistato. (..) Siamo immersi nel pantano dell'empirismo, del praticismo senza principi.(..) Io so che il problema non è quello della 'libertà' ma quello dei suoi 'limiti', (..) mettersi a cavallo delle scelte inevitabili e perentorie non aiuta a restare in sella a lungo senza essere prima o poi disarcionato.", De Martino, attr. inizio 1963

dalle lettere di Ernesto De Martino e Pietro Secchia
Compagni e amici, a cura di Riccardo De Donato, La Nuova Italia, 1993

Pietro Secchia (1903/1973)
Ernesto De Martino (1908/1965) 



Nessun commento:

Posta un commento