le lenti di Gramsci

venerdì 2 luglio 2021

Mao-Tse-Tung: Sull'esperienza storica del socialismo - Scritti 1956 - introduzione e cura di Ferdinando Dubla - indice

 

100 anni di Partito Comunista Cinese.

La Cina non sarebbe quello che è oggi, il più grande e potente stato socialista del mondo, geopoliticamente un contrappeso all’imperialismo capitalistico, con grandi conquiste sociali e riferimento per l’emancipazione e liberazione di popoli e nazioni, senza l’edificazione maoista dal 1921 al 1976. Il bilancio dell’esperienza storica del socialismo, dunque, è fondamentale per orientare il presente e progettare il futuro di un’umanita’ libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. ~ fe.d.

- Mao-Tse-Tung: Sull’esperienza storica del socialismo.
Scritti-1956
- saggio introduttivo
A PROPOSITO DELLE DUE CATEGORIE STORICO-POLITICHE DELLO STALINISMO E DEL MAOISMO IN AMBITO MARXISTA
a cura di Ferdinando Dubla
In appendice i saggi: Quando Mao indicò la luna/ La rivoluzione culturale del maoismo in Italia/La genesi del '68 e il maoismo militante in Italia.
Nuova editrice Oriente, 2002
Uno strumento per la riflessione collettiva sul bilancio critico dell’esperienza del movimento comunista internazionale nel ‘900.

“Pochi avrebbero scommesso, quel 1 luglio del 1921, quando a Shanghai in non più di dodici si ritrovarono nella direzione di una scuola femminile per fondare il Partito Comunista Cinese, che quel partito avrebbe condotto in porto una rivoluzione vittoriosa. Non lo comprese neanche a pieno l’Internazionale Comunista, in quel momento presieduta da Zinovjev, che nell’autunno del 1923 spedì a Canton un gruppo di consiglieri sovietici alla testa dei quali erano Borodin e Blucher e che consideravano i processi in atto in Cina con la sola chiave della rivoluzione nazionale e spinsero per un accordo ad oltranza con il Kuomintang, almeno fino a quando Mao non sostituì Ch’en Tu-hsiu alla guida del partito e dunque cambiò anche la concezione che fino allora aveva supportato il gruppo dirigente del PCC e dell’Internazionale, un ruolo di direzione operaia e degli intellettuali avanzati con grave sottovalutazione del popolo contadino e delle sue capacità di emancipazione in un territorio prevalentemente rurale all’80%"





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