LA
CAUSE È DU PEUPLE - La GAUCHE È PROLETARIA - Sinistra Proletaria in Italia
La relazione tra Jean-Paul Sartre e il maoismo, culminata nel suo "periodo maoista", rappresenta un momento cruciale e complesso nella storia dell'intellettuale francese, strettamente legato allo spirito di ribellione che animò l'Occidente a partire dal 1968.
Sartre si avvicinò alla sinistra marxista e maoista dopo la pubblicazione di “Critica della ragione dialettica” (1960) negli anni successivi, in un'ottica di "doppio rifiuto" del capitalismo e del socialismo ‘reale’ sovietico.
- Il “periodo maoista” di Jean‑Paul Sartre si colloca soprattutto tra la fine degli anni ’50 e i tardi anni ’60, con il culmine della simpatia pubblica per il maoismo e, in particolare, per la Rivoluzione culturale nella seconda metà degli anni ’60. Sartre si impegnò personalmente, ad esempio, vendendo per strada il giornale della sinistra maoista La Cause du Peuple, abbracciando un ruolo di intellettuale militante che si mette al servizio della prassi rivoluzionaria di base, al di fuori delle strutture partitiche tradizionali.
Non si trattò però di una trasformazione ideologica improvvisa, ma di un’evoluzione dentro il suo impegno politico: dalla critica alla società borghese e all’imperialismo dopo la seconda guerra mondiale, verso un’adesione crescente alle lotte anticoloniali e alle speranze rivoluzionarie del Terzo Mondo, culminanti nell’apprezzamento per le pratiche radicali di massa promosse dalla Cina maoista.
Le caratteristiche principali del suo orientamento maoista furono
§ il passaggio dal filone esistenzialista teorico a un dialogo sempre più esplicito con il marxismo e con le pratiche rivoluzionarie anticoloniali.
§ il sostegno pubblico a movimenti di liberazione e alle rivoluzioni “terzomondiste”; la forte critica all’imperialismo occidentale e le critiche alla burocratizzazione dell’URSS;
§ apprezzamento per la dimensione “rivoluzionaria di massa” incarnata dalla Rivoluzione culturale (nel periodo 1966–1976), che per Sartre rappresentava un tentativo radicale di rinnovamento sociale e culturale.
§ partecipazione politica nel dibattito francese: le posizioni di Sartre contribuirono a legittimare e a ispirare gruppi di estrema sinistra in Francia (compresi movimenti maoisti) negli anni ’60.
§ l'attrazione per il maoismo fu un’espressione del suo tentativo di trovare una filosofia della rivoluzione che superasse i limiti dell’ortodossia, radicando la dialettica nell'azione concreta della libertà individuale che si fa prassi collettiva e destrutturante.
Opere e testi rilevanti
- Recherche d’une méthode (Ricerca di un metodo), 1960 — testo fondamentale in cui Sartre cerca una sintesi tra marxismo e analisi esistenzialista; è il quadro teorico che giustifica i suoi successivi impegni politici.
- Prefazione a Frantz Fanon, Les Damnés de la Terre (I dannati della terra), ed. francese 1961 — il famoso saggio-prefazione difende la lotta anticoloniale e la possibilità della violenza rivoluzionaria; è centrale per comprendere la sua vicinanza alle lotte del Terzo Mondo.
- Numerosi saggi, articoli e interviste presenti nelle raccolte “Situations” (più volumi, soprattutto anni ’50–’70) e in articoli pubblicati su Les Temps Modernes (la rivista che Sartre contribuì a fondare) dove espresse riconoscimenti e analisi sulla Cina e sulla Rivoluzione Culturale. Molti dei suoi interventi politici e giudizi su eventi contemporanei compaiono in queste sedi.
Note su scritti specifici sulla Cina/Rivoluzione Culturale
- Sartre pronunciò valutazioni pubbliche favorevoli alla Rivoluzione Culturale negli anni 1966–1968 e difese, in diverse occasioni, le aspirazioni anti‑burocratiche che vi scorgeva. Gran parte di queste valutazioni è distribuita in articoli, interviste e prefazioni piuttosto che in un singolo libro dedicato esclusivamente alla Cina.
Dopo il picco di simpatia per il maoismo negli anni ’60, come molti intellettuali europei, Sartre mantenne una posizione complessa e non dogmatica: rimase critico verso molte forme di autoritarismo pur continuando a sostenere le lotte anticoloniali e i movimenti rivoluzionari fino agli anni ’70.
Testi principali
- Recherche d’une méthode, Gallimard, 1960.
- Préface à Frantz Fanon, Les Damnés de la Terre (Prefazione a I dannati della terra), Éditions Maspero, 1961.
Traduzione dal francese all’italiano della voce di Wikipedia “La cause
du peuple”
La Cause du peuple è un giornale della Gauche prolétarienne creato nel maggio 1968, attivo fino al 1972 e poi di nuovo attivo dal 1973 al 1978. L'attuale quotidiano Libération deriva direttamente dal periodo 1968–1972.
Storia
La Cause du peuple è fondato il 1° maggio 1968 da Roland Castro e diventa alcuni mesi dopo il canale stampa dell'UJC (ml) tramite il Mouvement de soutien aux luttes du peuple. Il suo nome all'epoca è Servir le peuple.
Il 1° novembre 1968 viene lanciata una nuova serie con Jean‑Pierre Le Dantec come direttore responsabile. Il suo nome (Servir le peuple) e il suo posizionamento vengono cambiati per adottare lo spontaneismo maoista. Diciotto numeri usciranno fino al 13 marzo 1970, in occasione del primo sequestro del giornale.
In precedenza il ministro dell'Interno aveva fatto proibire soltanto la rivista Tricontinentale il 22 gennaio 1969, una pubblicazione nata durante la Conferenza tricontinentale di solidarietà con i popoli d'Asia, Africa e America Latina a Cuba nel 1966 e diffusa dalla Libreria Maspéro.
Per il numero diciannove della CDP del 14 aprile 1970, Michel Le Bris è direttore responsabile. Dal numero venti del 1° maggio 1970 Jean‑Paul Sartre è direttore responsabile fino al numero 39 dell'1 maggio 1971. Il giornale si fonde poi, nel maggio 1971, con J'accuse (mensile), lanciato il 15 gennaio 1971 con il sostegno di numerose personalità delle arti e della letteratura, tra cui Michel Foucault, Jean‑Paul Sartre, Simone de Beauvoir e André Glucksmann. Quarantotto numeri usciranno fino al 13 settembre 1973.
Una nuova e ultima serie verrà pubblicata a partire da novembre 1974 con Daniel Gréaume come direttore responsabile. Dopo undici numeri fino a settembre 1976, egli viene sostituito da Solange Creton fino al numero ventuno del febbraio 1978.
Linea e vicende politiche e giudiziarie
La linea editoriale del giornale è innanzitutto definita dalla direzione della Gauche prolétarienne:
- militante: sostegno quasi totale a tutte le rivolte, gli scioperi, le occupazioni dei luoghi di lavoro, il sequestro dei padroni, l'occupazione degli alloggi;
- antiautoritaria: contro il PCF, la CGT, la CFDT, la polizia (per un controllo della polizia), contro la scuola, per la difesa dei prigionieri, degli immigrati, delle minoranze linguistiche (occitani, bretoni), degli oppressi, a favore dell'aborto;
- politica estera: filocinese, filovietnamita, pro‑palestinese, antisovietica, antiamericana, anticolonialista.
Nel 1970, mentre ogni settimana l'hebdomadaire La Cause du Peuple viene sequestrato appena pubblicato per decreto del ministro dell'Interno Raymond Marcellin (maggio 1970), il primo giudice istruttore di Parigi Pierre Galmiche fa arrestare e porre in custodia cautelare il suo direttore Jean‑Pierre Le Dantec per «insulti e diffamazione verso la polizia, provocazione all'omicidio, al crimine e alla sicurezza dello Stato». Lo scrittore Michel Le Bris assume allora la responsabilità legale del giornale contro il quale ogni settimana il Ministro dell'Interno emette un decreto di sequestro. Anche Le Bris viene arrestato e il 27 maggio i due direttori responsabili sono condannati a un anno e otto mesi di carcere duro per «provocazione a crimini contro la sicurezza dello Stato e apologia dell'omicidio, del furto, del saccheggio e dell'incendio». In quello stesso 27 maggio la Gauche prolétarienne viene vietata. In occasione del processo si verificano violenti scontri tra polizia e manifestanti. Per far fronte a questa repressione sistematica, Jean‑Paul Sartre è sollecitato a diventare il nuovo direttore responsabile de La Cause du Peuple.
Viene arrestato insieme a Simone de Beauvoir il 26 giugno 1970 mentre distribuiva il giornale sui Grands boulevards a Parigi (foto) per poi essere liberato un'ora e un quarto dopo l'arresto. Il 24 settembre compare davanti ai giudici Pierre Camille Galmiche e Jean Sableyrolles, che lo prosciolgono dalle imputazioni.
Il governo non oserà prendersela con lui (secondo la famosa frase del generale de Gaulle, parlando di Sartre: «Non si mette Voltaire in prigione».
Nell'ottobre 1971 il cantante anarchico Léo Ferré, visceralmente antiautoritario e fervente difensore della libertà di espressione, sostiene il giornale creando «a caldo» sul palco di Bobino il brano «Le Conditionnel de variétés», volto ad allertare il suo pubblico — non necessariamente di sinistra — sulla situazione. Questa canzone verrà poi incisa nell'album La Solitude, pubblicato alla fine del 1971.
Serge July, giornalista de La Cause du peuple, anima le tribune. Firma una tribuna libera su Le Monde dell'11 aprile 1970. Dopo il suo periodo in carcere, Michel Le Bris diventerà un attivista del Groupe d'information sur les prisons.
Con l'aiuto di Guy Lardreau, Jean‑Paul Sartre prende il testimone come gestore e vende La Cause du Peuple (davanti alle telecamere) nei mercati (in foto) e all'ingresso delle fabbriche Renault di Boulogne‑Billancourt
Fatto di cronaca
Alla fine del 1971 La Cause du peuple si lancia sul terreno del fatto di cronaca decidendo di politicizzarlo al servizio dell'ideologia del movimento. Il peso mediatico di Jean‑Paul Sartre e del filosofo marxista Louis Althusser gioca allora un ruolo importante nel mantenimento dell'audience del giornale. Questa strategia ambigua si ritorcerà in parte contro il giornale durante il caso di Bruay‑en‑Artois.
Quando il 6 aprile 1972 in un terreno incolto di Bruay‑en‑Artois viene ritrovato il corpo di un'adolescente di 16 anni, Brigitte Dewevre, Serge July, un altro giornalista de La Cause du peuple, Joseph Tournel (ex minatore, presidente del Comité pour la Vérité et la Justice creato in quell'occasione) e François Ewald, un insegnante di filosofia, lanciano una campagna mediatica contro Pierre Leroy, un notaio sospettato a torto di essere l'assassino o l'istigatore del delitto. Il numero dell'1 maggio contiene una doppia pagina estremamente virulenta che denuncia l'immoralità della borghesia e sfiora l'incitamento all'omicidio.
L'agenzia di stampa Libération (APL), apertamente legata alla Gauche prolétarienne, copre l'evento e Jean‑Paul Sartre stesso esprime il suo disaccordo con questa campagna sulle colonne del giornale, spiegando che la denuncia non deve mirare a persone in particolare.
Nota biografica fonti Wikipedia France
Bibliographie
- Collectif, Les nouveaux partisans : Histoire de la gauche prolétarienne,
Éditions Al Dante, 2015.
- Pfister, Thierry, « A travers leurs
publications les maoïstes s'interrogent », Le Monde, 28 janvier 1971.
Vidéographie
- Arrestation
de Jean‑Paul Sartre, JT 20H, ORTF, 26 juin 1970.
- Foucault contre lui‑même, 2013, Arte.
- Mury, Gérald; Mottier, Christian, Les maoïstes, "Temps présent",
Radio Télévision Suisse, 30 mars 1972
MAO-SPONTEX
Cosa è stato
Mao-spontex? Una delle ricezioni del
maoismo in Occidente.
Mao-spontex è un termine che designa una
particolare corrente del maoismo francese emersa dopo il Maggio '68. È un
neologismo che fonde due elementi chiave della sua ideologia e prassi: Mao
(Maoismo) e Spontex (Spontaneismo).
Mao-spontex dunque era la tendenza del
maoismo della Nuova Sinistra francese che sosteneva la spontaneità
rivoluzionaria delle masse come strategia centrale, in opposizione al
dogmatismo e all'autoritarismo dei partiti di stampo marxista-leninista più
tradizionali.
1. Mao (Maoismo)
Il riferimento a Mao Zedong e alla Cina non era tanto
un'adesione acritica alla linea del Partito Comunista Cinese, quanto
un'identificazione con:
* La Rivoluzione Culturale
Cinese (RCC): vista, nella ricezione occidentale post-'68, come un'azione di
massa anti-burocratica, in cui la gioventù (le Guardie Rosse) si ribellava
contro le élite consolidate e il rischio di "revisionismo"
all'interno del Partito.
* Il concetto di
"Rivoluzione ininterrotta": l’idea che la rivoluzione non finisse con
la presa del potere, ma dovesse continuare per impedire la burocratizzazione
dello Stato.
2. Spontex (Spontaneismo)
Questa parte del termine è cruciale e ha un doppio significato:
* Spontaneismo: la fede
nella capacità di azione spontanea e di auto-organizzazione delle masse
(operai, studenti, immigrati, ecc.), senza la necessità di una rigida
"avanguardia" di partito che le guidasse. Questo li avvicinava molto
a concetti tipici dell'anarchismo e delle correnti libertarie.
* Allusione beffarda: la
parola "Spontex" era anche il nome di un popolare marchio francese di
spugne per la pulizia. Il termine fu talvolta usato dagli oppositori (i maoisti
più dogmatici, chiamati da loro "gli ossificati") per deridere la
loro "leggerezza" o per suggerire che volessero fare una
"pulizia" radicale e immediata della società.
Principali Organizzazioni
La tendenza Mao-spontex fu rappresentata principalmente da due
organizzazioni:
* Gauche Prolétarienne
(GP): (Sinistra Proletaria), il gruppo a cui Jean-Paul Sartre diede il suo
appoggio, assumendo la direzione legale del loro giornale La Cause du Peuple.
* Vive la Révolution
(VLR): Un altro gruppo con forti tendenze libertarie e vicine ai movimenti per
i diritti LGBTQ+, che fondò il giornale Tout!
L'Eredità e l'influenza
Il Mao-spontex influenzò profondamente il clima culturale e
politico della Francia all'inizio degli anni '70, promuovendo il militantismo
di base, l'azione diretta (come l'occupazione delle fabbriche o i sabotaggi
simbolici) e la critica radicale di ogni forma di gerarchia. Nonostante
la sua breve esistenza (la GP fu sciolta nel 1970, la VLR si auto-dissolse nel
1971), ha rappresentato il culmine della ricerca di un marxismo libertario e
anti-autoritario nell'Occidente post-'68.
L'influenza francese: in Italia c'è Sinistra Proletaria
L'organizzazione Sinistra Proletaria (SP)
in Italia si sviluppò con forti influenze e similitudini con l'esperienza
francese della Gauche Prolétarienne (GP), pur non essendo una sua diretta
filiale.
La differenza fondamentale sta nel destino
finale: mentre la Gauche Prolétarienne francese è stata associata a correnti mao-spontex e spontaneiste di base, la
Sinistra Proletaria italiana è nota per aver costituito il nucleo storico -
genetico di una delle principali organizzazioni di lotta armata, le Brigate
Rosse.
Le date:
Autunno 1969: viene fondato a Milano il
Collettivo Politico Metropolitano (CPM), che rappresenta il precursore
immediato di Sinistra Proletaria.
Luglio - Settembre 1970: il CPM si trasforma e
si costituisce ufficialmente in Sinistra Proletaria (SP).
Settembre 1970 - 1971: il gruppo inizia a
pubblicare la rivista omonima (Sinistra
Proletaria), assumendo posizioni sempre più radicali, fino alla svolta
decisiva.
Il gruppo dirigente di Sinistra Proletaria
era composto principalmente da ex studenti del Dipartimento di Sociologia di
Trento e da quadri della sinistra extraparlamentare milanese, tra cui figurano:
Renato
Curcio, Margherita Cagol (Mara), Alberto Franceschini, Corrado Simioni (che si
discosterà dal nucleo che darà vita alle BR).
-
L'esperienza del CPM: il Collettivo Politico Metropolitano (CPM) nacque a
Milano dall'incontro di diversi gruppi, tra cui elementi legati alla rivista Lavoro Politico di Trento (Curcio e
Cagol) e militanti milanesi. La loro piattaforma era l'intervento politico
diretto nelle fabbriche (principalmente Sit-Siemens e Pirelli a Milano) e nei
quartieri operai, ponendo l'accento sulla violenza di classe e l'antagonismo
operaio.
-
L'ispirazione francese: come la Gauche Prolétarienne francese, anche Sinistra
Proletaria e i suoi predecessori si focalizzarono sulla prassi diretta e sul
tentativo di costruire un'organizzazione "fuori" e "contro"
i partiti e i sindacati tradizionali (PCI e CGIL), visti come burocratici e
"revisionisti". C'era un interesse comune per le lotte di base e lo
spontaneismo operaio.
- La
svolta armata: a differenza della Gauche Prolétarienne che, pur usando a volte
la violenza simbolica e l'azione diretta, si concentrò sul militantismo di
massa e si dissolse politicamente, Sinistra Proletaria in Italia prese
rapidamente una strada diversa. Le riflessioni sulla necessità di una risposta
armata alla repressione dello Stato (percepita come inevitabile) si
concretizzarono nella “svolta di Pecorile”.
in questo blog:
IL
CONVEGNO DI COSTA FERRATA (PECORILE) - luglio.agosto 1970 nelle fonti dirette
Scheda Maoismo critico compilata da Ferdinando Dubla
foto di repertorio
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE FONTI MAOISMO CRITICO
Maoismo critico è la pagina di supporto della rivista storica on
line Lavoro Politico e di Subaltern studies Italia















