Micaela Bastidas Puyucahua
(1744-1781)
Micaela Bastidas fu l’anima della
Rivoluzione India capeggiata dal suo sposo José Gabriel Condorkanki, conosciuto
anche come il Tupaq Amaru
Los
rebeldes habían apostado centinelas en el camino al Cuzco para mantener las
noticias sobre las autoridades locales fuera del alcance de la gente.
Conservaron el paradero de Arriaga en secreto. Las masas congregadas en
Tungasuca no sabían que el corregidor estaba encerrado en casa de Tupac Amaru y
Micaela Bastidas. / [cit.]
La figura di
Micaela Bastidas così come la ricostruisce Charles F. Walker in “La rebelión de
Túpac Amaru” (Lima, 2015), spiega perché la sua azione può essere letta come
una forma concreta di femminismo rivoluzionario, pur senza anacronismi terminologici.
Walker
presenta infatti Micaela Bastidas non come semplice compagna di José Gabriel
Condorcanqui (Túpac Amaru II), ma come co‑direttrice effettiva della ribellione
andina del 1780–1781. Nei documenti d’archivio che Walker analizza è lei a
gestire molte delle decisioni operative, amministrative e logistiche che
permisero alla rivolta di avere struttura e slancio iniziale.
- La
ricostruzione di Walker recupera la sua voce e il suo ruolo attraverso
corrispondenze, rapporti giudiziari e testimonianze: da questi materiali emerge
un profilo di donna politica, stratega e amministratrice.
Bastidas
sovrintese ai rifornimenti, alla raccolta di fondi e al coordinamento delle
scorte e dei trasporti, funzioni essenziali per sostenere un movimento armato
diffuso su vasta scala.
- Presso i
centri controllati dalla ribellione, ella contribuì all’allestimento di
meccanismi di governo, riscossione e amministrazione della legge, mostrando
capacità di gestione pubblica e fu coinvolta nella progettazione di operazioni
e nel mantenimento della disciplina tra le forze ribelli; il suo ruolo non si
limitò alla “retroguardia”, in quanto gestì corrispondenze, contatti e reti di
parentela e commercio che erano strategiche per la diffusione della rivolta e
per il reperimento di informazioni e risorse.
La sua
azione può essere vista come femminismo rivoluzionario “di fatto”, come le
brigantesse delle insorgenze dell’Italia meridionale in particolare nel periodo
postunitario, 1861-1868.
(cfr. Così morì la brigantessa Michelina, in http://ferdinandodubla.blogspot.com/2021/07/cosi-mori-la-brigantessa-michelina.html
)
"Per la libertà di questo popolo, ho rinunciato a tutto. Non vedrò
fiorire i miei figli."
Attribuito a Micaela Bastidas
- Micaela
Bastidas Puyucahua non fu solo la moglie di un leader, ma il motore logistico e
l’anima politica di uno dei più grandi movimenti anticoloniali della storia
americana. Ecco una sintesi del contesto storico della sua azione.
La Ribellione di Túpac Amaru II
(1780-1781)
Nel novembre
del 1780, nel Vicereame del Perù, esplose la più vasta sollevazione indigena
dell'era coloniale. Guidata da José Gabriel Condorcanqui (Túpac Amaru II) e
Micaela Bastidas, la rivolta non fu un semplice tumulto locale, ma un progetto
politico che mirava a scuotere le fondamenta dell'impero spagnolo in Sud
America.
La scintilla
fu la reazione alle riforme borboniche, che avevano inasprito il carico fiscale
e lo sfruttamento delle popolazioni indigene. I motivi principali includevano:
• la mita: il sistema di lavoro forzato
nelle miniere (come quella di Potosí), che decimava la popolazione;
• il reparto de mercancías: l’obbligo per
gli indigeni di acquistare merci inutili a prezzi gonfiati dai funzionari
spagnoli (corregidores);
• tasse e dogane: l’aumento dell'alcabala (imposta sulle vendite) che
soffocava il commercio locale dei mestizos e dei cacicchi.
L’esito drammatico +
Dopo una
serie di vittorie iniziali (come a Sangarará), la mancanza di un attacco
decisivo a Cusco e il tradimento interno portarono alla cattura dei leader
nell'aprile del 1781. Il 18 maggio 1781, nella Plaza de Armas di Cusco, Micaela
Bastidas fu giustiziata insieme al marito e al figlio maggiore dopo aver subito
torture atroci. La sua esecuzione, per la sua crudeltà, mirava a estirpare non
solo la ribellione, ma l'idea stessa che una donna potesse sfidare la Corona. /
scheda a cura di Ferdinando Dubla




Nessun commento:
Posta un commento