“Più che indicare
una frattura o un distacco netto nei confronti del passato, sta qui a
significare, in una sorta di ritorsione epistemologica lyotardiana, proprio il
contrario: l’impossibilità di un suo superamento date le dinamiche neocoloniali
che hanno caratterizzato la maggior parte dei processi storici di
decolonizzazione formale, simboleggia quindi la persistenza della condizione
coloniale nel mondo globale contemporaneo”, (Mellino, 2005: 11).
Mellino, M.
(2005). La critica postcoloniale.
Decolonizzazione, capitalismo e cosmopolitismo nei postcolonial studies,
Meltemi.
Le «persistenze subalterne» e la memoria del mondo contadino nel Mezzogiorno
La lettura etnologica di questi spazi rurali integrati nei centri abitati del Sud Italia si inserisce pienamente nella riflessione metodologica dell'antropologia filosofica elaborata da Ernesto de Martino e Vittoria De Palma. Di fronte all'avanzata della civiltà industriale e alla conseguente «mutazione antropologica» tematizzata da Pier Paolo Pasolini, le architetture contadine disseminate nel territorio meridionale non figurano come semplici rovine archeologiche.
Queste
strutture rappresentano autentiche sopravvivenze rurali: tracce materiali
dell'irriducibile resistenza opposta dalla millenaria civiltà campesina
all'omologazione urbana. In esse si conservano le «tracce di iniziativa
autonoma delle classi subalterne» (Quaderno 25 di Antonio Gramsci),
testimoniando una prassi di vita che, pur dinanzi al tramonto delle sue forme
egemoni, continua a interrogare il presente e a rivendicare la tutela della
memoria storica contro ogni tentativo di annientamento culturale. /
ricognizione foto etnoantropologica @ferdinando_dubla @viviana_tortorici #subalternstudiesitalia
Persistenze
subalterne: guida metodologica alla ricognizione etnologica sul campo
- Nel tessuto urbano di
molti centri del Mezzogiorno, laddove la cementificazione ha inglobato gli
antichi margini agrari, resiste la compagine materiale delle dimore campesine
coloniche. L'osservazione condotta secondo l'antropologia filosofica di Ernesto
de Martino e Vittoria De Palma, si posa su questi manufatti per coglierne la
trama simbolica, la funzione e il valore etno-antropologico: presidi di vita
quotidiana stritolati dalla modernizzazione, ma ancora capaci di restituire la
concretezza dell'esistenza subalterna.
La seguente successione
degli ambienti guida l'etnologo nella lettura stratigrafica del luogo:
Foto 1. La ricognizione
etnologica sull'esterno
L'etnologo culturale
varca la soglia esterna della casa colonica. Sulla parete in pietra e tufo
calcinato affiorano i residui di intonaco rosso ocra, segno di una finitura
tradizionale diffusa nel Sud Italia per proteggere la struttura dalle intemperie.
L'accostarsi alla porta in legno segna l'inizio della decodifica del manufatto.
Foto 2. L'interno
abitativo e il focolare domestico
Lo spazio centrale
della dimora evidenzia il focolare sullo sfondo, perno simbolico e materiale
della vita familiare contadina. La volta in travi di legno incannucciate e il
tavolo centrale testimoniano la semplicità dell'organizzazione domestica, oggi
intaccata dal crollo delle finiture ma ancora del tutto leggibile nella sua
architettura essenziale.
La scalinata in pietra
calcarea, parzialmente nascosta dalla vegetazione di fichi e pale di fico
d'India, conduce alla cantinola scavata nel banco tufaceo. Questo ambiente
sotto il livello stradale garantiva la conservazione delle derrate alimentari,
del vino e dell'olio, rappresentando il nucleo della sussistenza contadina
meridionale.
La struttura lignea a
vista e le pareti in pietra delimitano l'area destinata al ricovero degli
animali da cortile. L'integrazione immediata tra abitazione e spazio zootecnico
riflette la continuità organica tra lavoro, sussistenza e dimora tipica delle
micro-economie agricole subalterne.
Foto 5. Il deposito
agricolo e i rustici perimetrali
Prospetto posteriore
dei volumi destinati a deposito per gli attrezzi da lavoro e la conservazione
del foraggio. Tra cumuli di pietra lavorata e terra, il profilo dell'edificio
mostra la modularità delle costruzioni contadine, ampliate nel tempo secondo i
bisogni materiali della famiglia colonica.
Foto 6. Particolare del
comignolo in pietra
Dettaglio del comignolo
in pietra intagliata che svetta sul bordo del lastrico solare. Elemento
funzionale ma decorato secondo l'artigianato locale, segnalava all'esterno la
presenza del focolare acceso e la centralità della vita domestica.
foto da via Tre
capitali, Leporano (TA) / a cura di Ferdinando Dubla e Viviana Tortorici
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