le lenti di Gramsci

mercoledì 25 dicembre 2019

OLISMO panteistico


“Avete dunque come tutte le cose sono ne l'universo, e l'universo è in tutte le cose; noi in quello, quello in noi; e così tutto concorre in una perfetta unità. Ecco come noi non dobbiamo travagliarci il spirito, ecco come cosa non è, per cui sgomentarne doviamo.” 
Giordano Bruno, De la causa, principio e uno, 1584
traslitterazione - fe.d. 
- Vedete, dunque, come tutte le cose siano contenute nell’universo, e l’universo in tutte le cose; noi in quello e quello in noi; e così tutto concorre in un’unità perfetta. Ecco perché non dobbiamo tribolar lo spirito, come se la sofferenza e il patire fossero cosa di cui dobbiamo sgomentarci. - 
qui Bruno ci regala ancora la sua visione: olistica, perché sempre il tutto è oltre le parti che pure lo compongono, comprensibile, la parte, solo se interrelata alla struttura d’insieme, come corpo e anima, il microcosmo nel macrocosmo. Panteistica, perché la divinita’, come costruzione concettuale propria della natura umana interna, proiezione del macrocosmo nel microcosmo, finito negli infiniti mondi, è dappertutto, non in sol luogo, ne’ tempo ne’ spazio, ma coincidenza di opposti, natura esterna ma anche natura interna. 
Per cui, ogni tribolazione umana, nel rispecchiamento che Bruno opera di Lucrezio del “De rerum natura”, dunque profondamente epicureo, è da considerarsi effimera, perché caduchi i valori caduco il destino umano. A meno che, la forza in interiore homine, non ci faccia apprezzare il vero valore della vita, senza lo sgomento tipico del timor degli dei, qualsiasi cosa accada. E ciò che comprensibile non è immediatamente, lo è, ma mediamente, attraverso la magia. Il cuore della nostra testa, cioè, lo specchio del microcosmo nell’infinito. [fe.d.]

La poesia della conoscenza in Giordano Bruno
di Gianni Zanarin 








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