le lenti di Gramsci

mercoledì 24 giugno 2020

GRAMSCI, SECCHIA, DE MARTINO: scritti (editi e inediti) su Academia.edu


su Academia.edu,
riproposti tre scritti editi da Lavoro Politico (2020) L'Ernesto-ass.Marx XXI (2011) e Quaderni del Centro Studi "Pietro Secchia" (2001), e un inedito dei materiali preparatori per la pubblicazione de "Il Gramsci di Turi", Chimienti ed., 2008.

di Ferdinando Dubla

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index 5 papers 1 drafts, al 24 giugno 2020

L' Ernesto, rivista -- archivio Ass. Marx XXI, marzo 2011, 2011
Sommario:
Per un partito comunista di quadri e di massa
1948/1951: la dialettica del "partito nuovo"
Note
- Il movimento operaio organizzato deve essere pronto, in ogni momento e a seconda delle circostanze, a fronteggiare l'apparato coercitivo delle classi dominanti, incrinandolo nella sua struttura e opponendo una struttura altrettanto "organizzata". Di questo è profondamente convinto Pietro Secchia, che lo ribadirà in più momenti della sua parabola sia di politico che di studioso della storia del movimento operaio e del marxismo. Proprio in quest'ultima veste, dopo che negli anni della Resistenza in termini di "guerra di movimento", e negli anni post-bellici fino al 1954 (quando regge le sorti dell'organizzazione del PCI) in termini di "guerra di posizione", aveva cercato di rendere operativi quei principi, egli si batterà, pur in posizione ormai emarginata, per la sensibilizzazione a temi che erano stati troppo presto dimenticati a favore dell' "accomodamento" alla situazione, sottovalutando proprio il ruolo che la forza della coercizione organizzata che la borghesia può mettere in azione gioca nel tentativo di annullare, se non di distruggere fisicamente, l'antagonismo di classe. Il saggio si sofferma anche sulla dialettica di posizioni all'interno del PCI negli anni 1948/1951.


Lavoro Politico, 2020
Lavoro Politico, pubblicazioni 2020
e.book e.pub progress IL DOPPIO SGUARDO marxismo e antropologia filosofica in Gramsci e De Martino (a cura di Ferdinando Dubla)
Filosofia della prassi è, per Gramsci, il marxismo e il suo cuore, la concezione materialistica della storia. Praxis è movimento di andata e ritorno: l'essere umano pensa e agisce, cioè produce materialmente come soggetto collettivo di storia, riflette e intenzionalmente, cioè pedagogicamente, trasforma la società.
STORICISMO DIALETTICO: Lo storicismo marxista è dialettico.
De Martino svolge a pieno titolo, non solo per la sua militanza nel PCI, la funzione “organica” dell’intellettuale che non contempla, ma, interpretando, trasforma la sua stessa ricerca in itinerario di emancipazione e liberazione collettive.
E in Gramsci, è proprio questo riscatto possibile che passa dal momento della coscienza, a quello dell’orizzonte prossimo della prassi rivoluzionaria.


Quaderni del Centro Studi "Pietro Secchia", 2001
Dall’ elaborazione gramsciana alla prassi dei comunisti italiani e l’esperienza di Pietro Secchia.
Il partito come educatore collettivo, luogo di formazione orientato all'azione e non in senso ideologicamente pedagogico, se si postula il rapporto educativo modo di essere dell'ideologia, ma nel senso più pregnante di luogo ove forgiare gli strumenti per l'analisi di classe e una prassi storicamente efficace, in quanto rivoluzionaria.

materiali preparatori per la pubblicazione de "Il Gramsci di Turi", Chimienti ed., 2008
Nella testimonianza di Pertini il rapporto tra Gramsci e il Pci ricondotto al contesto drammatico in cui avvenne la discussione nel 1930.
Antonio Gramsci giunse a Turi il 19 luglio del 1928, ed aveva conosciuto già il carcere di Regina Coeli (isolamento assoluto), il confino di Ustica e il carcere di San Vittore. Fu la sua malattia, l'uricemia cronica, a destinarlo alla casa penale speciale di Turi di Bari, in Puglia, che lascerà solo il 19 novembre del 1933, seriamente compromesso nella sua fragile sanità fisica. Eppure, fu proprio a Turi che Gramsci appuntò la maggior parte delle sue note in quaderni scritti in maniera fitta, quel capolavoro noto successivamente come i "Quaderni dal carcere".
La detenzione di Gramsci a Turi fu dolorosa non solo per l'aggravarsi delle condizioni di salute del detenuto, ma anche per le difficoltà di rapporto con il partito. La testimonianza di Sandro Pertini.


Gazzetta del Mezzogiorno, 2013
«Spiriti liberi sono da considerarsi Ernesto De Martino e Fabrizio Canfora». Così Tommaso Fiore in "Formiconi di Puglia", nel delineare i caratteri dell’antifascismo di matrice liberal-socialista, che caratterizzò il capoluogo pugliese negli anni Trenta del ‘900, tracciò, tra gli altri, un incisivo profilo dei due intellettuali, impegnati il primo nelle indagini antropologiche ed etnologiche ed il secondo nella ricerca filosofica.


"Problemi" nr.49, 1977
Conversazione radiofonica trasmessa nel ciclo "Antropologia culturale e questione meridionale" (Terzo Programma RAI, 1976) dell'antropologo italiano Alberto M. Cirese (1921/2011), pubblicata in "Problemi" nr.49, maggio-agosto 1977, pp.155-167. In essa Cirese indaga sul concetto di folklore (espressione inizialmente usata da Gramsci e poi sostituita con 'folclore') nei "Quaderni dal carcere", intrecciato con le categorie attraverso cui analizza il mondo 'tradizionale' delle classi subalterne (letteratura popolare, senso comune e conformismo, filosofia spontanea, canti popolari), la critica alle degenerazioni irrazionalistiche e reazionarie e la rappresentatività socio-culturale delle concezioni del mondo dei subalterni in chiave di "egemonia". Si dichiara così in modo netto la differenza intercorrente tra lo storicismo idealistico di Croce e il materialismo storico cui Gramsci si richiama. Viene sottolineata la duplicità delle componenti del folclore come "morale di popolo": gli strati conservativi e reazionari, ma anche quelli innovativi, creativi e dunque progressivi, che possono rendersi funzionali alla teoria e alla pratica del marxismo. Determinante fu l'influenza gramsciana sugli studi folklorici e demologici che, nel secondo dopoguerra italiano, si legarono alla "quistione meridionale" e alle lotte contadine per la terra, in particolare sulle opere e ricerche di Gabriele Pepe ed Ernesto de Martino.

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