le lenti di Gramsci

martedì 30 giugno 2020

Cesare Luporini: Qualcosa di me stesso -- l'ultima lezione


Per l’intellettuale 
intendo per chi in qualche misura è un produttore di conoscenza – è sempre tutto abbastanza difficile, quando si sia anche impegnati direttamente nella vita politica. Semmai, mi consentirei di dare una specie di indicazione per chi s’incamminasse appunto per questa strada, peraltro affascinante, e che io ho sentito comunque come doverosa. Anzi, due indicazioni. La prima, di non diventare mai cortigiano, rispetto a chi ha il potere, nelle organizzazioni di cui si faccia parte. La seconda, ancora piú importante, di non tenere troppo al proprio nome, quanto alle idee politiche che uno riesca, o creda di riuscire, a elaborare. Quel che importa è la loro socializzazione:
dall’ultima lezione di Luporini, 
a cui lo scrivente ha assistito nell’Università di Firenze il 25 maggio 1979; la lectio, in occasione del suo pensionamento, è stata pubblicata sul fascicolo monografico de Il Ponte, nr.11/2009./ inserita ora a disposizione degli studiosi e ricercatori di Academia.edu in formato pdf.
Luporini fu il Presidente della mia sessione di laurea il 30 giugno 1981. Filosofo di statura internazionale, in quell'occasione interloquì su Gramsci e “la fabbrica”, cioè un’applicazione in chiave storica della sua categoria di “formazione economico-sociale”, che mi ero sforzato di praticare nella mia ricerca sull’indagine gramsciana del modo di produzione capitalista (cfr. Ferdinando Dubla, "Gramsci e la fabbrica", Lacaita, Manduria-Bari, 1987). 
Nella sua lectio Luporini ripercorre soprattutto i suoi anni giovanili, gli anni '30 e i primi '40 del Novecento, l'esperienza di Friburgo, dove seguì le lezioni di M.Heidegger, di Berlino e il suo incontro con N.Hartmann, il clima culturale italiano in epoca fascista e l'influenza di Benedetto Croce, il suo rapporto con Giovanni Gentile, e il suo passaggio dalla sensibilità filosofica esistenzialista al marxismo, premessa del suo impegno di intellettuale "organico" nelle fila del Partito Comunista.



Cesare Luporini (1909-1993)

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