Subaltern studies Italia

L’analisi e la classe - a cura di Ferdinando Dubla

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sabato 24 ottobre 2026

PERSISTENZE SUBALTERNE (2. Casa 'campesina' - Italia meridionale)

 


Via Tre Capitali. Leporano (TA)


Nella storia del Mezzogiorno e del paesaggio agrario italiano, la casa di campagna e la dimora contadina hanno rappresentato per secoli il presidio materiale del lavoro subalterno sulla terra. Con il superamento dei tradizionali contratti agrari — in particolare la colonia parziaria e la mezzadria — e con l'esodo rurale del secondo Novecento, la gran parte di queste strutture è stata abbandonata o inglobata dall'espansione edilizia e dalla speculazione urbana. La loro salvaguardia costituisce oggi un passaggio politico e culturale indispensabile per la tutela della memoria storica, dell'architettura spontanea e dell'identità materiale del territorio.

Nell'agro tarantino e salentino, la tipologia della casa 'campesina' (colonica) ad un solo piano (o casa di contadini monoscala) rappresenta la variante più diffusa della dimora rurale subalterna, distinta dalle grandi masserie padronali a più livelli.

Sotto il profilo dell'analisi materiale e sociale, la struttura in foto ne conserva gli elementi distintivi.

- Architettura monovano o a moduli affiancati: sviluppata interamente al piano terra per contenere i costi di costruzione e ottimizzare l'accesso diretto ai campi, integrava in un unico volume orizzontale l'ambiente domestico (spesso un unico vano diviso da tende o tramezzi leggeri) e il deposito degli attrezzi o la stalla per l'animale da lavoro.

- Intonaco a calce e finitura a rosso pompeiano/ocra: la colorazione rossa evidente sulla facciata destra era una finitura comune tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, ottenuta mescolando terre coloranti naturali alla calce per proteggere la pietra tufea dalle intemperie e dall'umidità.

- L'abbandono negli anni Settanta: la datazione della sua dismissione coincide con la grande trasformazione economico-sociale del territorio tarantino. Tra la fine degli anni Sessanta e il decennio successivo, l'espansione dell'industria siderurgica (il centro siderurgico Italsider), l'esodo dalle campagne e l'illusione della modernizzazione urbana portarono al progressivo spopolamento delle abitazioni rurali monopiano, soppiantate dalle nuove tipologie edilizie in cemento armato.

La casa di via Tre Capitali testimonia proprio questo snodo storico: l'ultima fase della civiltà contadina stanziale prima che i processi di industrializzazione e speculazione edilizia ne interrompessero la continuità materiale.



in foto:  da via Tre Capitali, Leporano (TA), appena fuori dalla soglia storica dell’Arco di Taranto, dove resiste un’antica casa colonica. Da questo rilievo la vista spazia ancora oggi verso la piana che digrada verso Taranto: un paesaggio che rimanda direttamente all’antico agro di Leprarium, toponimo romano da cui probabilmente trae origine la stessa Leporano. / 





a cura di Ferdinando Dubla e Viviana Tortorici 

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