Subaltern studies Italia

L’analisi e la classe - a cura di Ferdinando Dubla

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venerdì 30 ottobre 2026

PERSISTENZE SUBALTERNE (3. Lo "iazzu")

 


Decodificare le strutture delle case coloniche dell’Italia meridionale, l’elemento centrale in questo caso è lo “iazzo” o “iazzu”, significa riconoscere nel patrimonio rurale ancora re-esistente, le tracce materiali di iniziativa autonoma e le forme d'organizzazione comunitaria elaborate dalle classi oppresse (Gramsci, Quaderno 25). La conservazione di questi spazi offre alla ricerca etnologica ed antropologica un'indispensabile contro-memoria visiva, utile a documentare la storicità della prassi popolare prima dei processi di sradicamento e de-agrarizzazione capitalistica.



- Nel quadro delle rilevazioni sul campo condotte secondo la guida metodologica di Subaltern Studies Italia, (cfr. http://ferdinandodubla.blogspot.com/2026/10/persistenze-subalterne-1-guida.html )

 

la casa colonica situata in contrada San Donato, nella frazione rurale di Talsano (Taranto), rappresenta una testimonianza materiale di straordinario interesse. L'edificio, conservatosi in buono stato conservativo, sintetizza le forme strutturali della vita materiale del bracciantato e delle famiglie coloniche del territorio jonico-salentino.

Il vero fulcro materiale e simbolico del complesso è costituito dallo iazzu o iazzo (lo spazio antistante recintato dai muri di perimetro in muratura a secco o intonacata). Sottratto ad ogni riduzione estetizzante, lo iazzu rivela la sua triplice funzione storico-sociale:

- di snodo logistico ed economico

Rappresentava l'area di sosta e smistamento quotidiano per le persone, il rifugio e la cura per gli animali da cortile (galline, conigli) e da piccolo allevamento, nonché il punto di carico e scarico della materia prima agricola prima della lavorazione o del ricovero nei depositi;

- di spazio di socialità interna ed estesa

Nelle stagioni miti — dalla primavera all'estate fino al primo autunno — lo iazzu cessava di essere un semplice cortile di lavoro per farsi estensione dell'involucro domestico. Era il luogo in cui si svolgeva la vita collettiva della famiglia estesa: la preparazione delle conserve, la mondatura dei cereali e dei legumi, la riparazione manuale degli attrezzi.

 

- Era luogo di relazione e scambio di vicinato 



Essendo collocato a ridosso della via di comunicazione rurale (ben visibile nelle foto a margine della strada) lo iazzu/o costituiva la soglia d'incontro con i vicini, i braccianti di passaggio e le altre famiglie coloniche della contrada. La sosta serale in quello spazio rappresentava il momento di condivisione della memoria, della trasmissione orale delle tecniche di lavoro e della discussione sulle condizioni della campagna.

 

Ultima foto: ricostruzione AI “vita materiale iazzu casa colonica ruralità Italia meridionale”, contrada San Donato, Talsano (TA) 




Scheda e rilevazioni fotoetnologiche a cura di Ferdinando Dubla e Viviana Tortorici


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PERSISTENZE SUBALTERNE (2. Casa 'campesina' - Italia meridionale) 

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