Decodificare
le strutture delle case coloniche dell’Italia meridionale, l’elemento centrale
in questo caso è lo “iazzo” o “iazzu”, significa riconoscere nel patrimonio
rurale ancora re-esistente, le tracce materiali di iniziativa autonoma e le
forme d'organizzazione comunitaria elaborate dalle classi oppresse (Gramsci,
Quaderno 25). La conservazione di questi spazi offre alla ricerca etnologica ed
antropologica un'indispensabile contro-memoria visiva, utile a documentare la
storicità della prassi popolare prima dei processi di sradicamento e
de-agrarizzazione capitalistica.
- Nel quadro
delle rilevazioni sul campo condotte secondo la guida metodologica di Subaltern
Studies Italia, (cfr. http://ferdinandodubla.blogspot.com/2026/10/persistenze-subalterne-1-guida.html
)
la casa
colonica situata in contrada San Donato, nella frazione rurale di Talsano
(Taranto), rappresenta una testimonianza materiale di straordinario interesse.
L'edificio, conservatosi in buono stato conservativo, sintetizza le forme
strutturali della vita materiale del bracciantato e delle famiglie coloniche
del territorio jonico-salentino.
Il vero
fulcro materiale e simbolico del complesso è costituito dallo iazzu o iazzo (lo
spazio antistante recintato dai muri di perimetro in muratura a secco o
intonacata). Sottratto ad ogni riduzione estetizzante, lo iazzu rivela la sua
triplice funzione storico-sociale:
- di snodo
logistico ed economico
Rappresentava
l'area di sosta e smistamento quotidiano per le persone, il rifugio e la cura
per gli animali da cortile (galline, conigli) e da piccolo allevamento, nonché
il punto di carico e scarico della materia prima agricola prima della
lavorazione o del ricovero nei depositi;
- di spazio
di socialità interna ed estesa
Nelle
stagioni miti — dalla primavera all'estate fino al primo autunno — lo iazzu
cessava di essere un semplice cortile di lavoro per farsi estensione
dell'involucro domestico. Era il luogo in cui si svolgeva la vita collettiva
della famiglia estesa: la preparazione delle conserve, la mondatura dei cereali
e dei legumi, la riparazione manuale degli attrezzi.
- Era luogo di relazione e scambio di vicinato
Essendo
collocato a ridosso della via di comunicazione rurale (ben visibile nelle foto
a margine della strada) lo iazzu/o costituiva la soglia d'incontro con i
vicini, i braccianti di passaggio e le altre famiglie coloniche della contrada.
La sosta serale in quello spazio rappresentava il momento di condivisione della
memoria, della trasmissione orale delle tecniche di lavoro e della discussione
sulle condizioni della campagna.
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PERSISTENZE SUBALTERNE (2. Casa 'campesina' - Italia meridionale)






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