le lenti di Gramsci

mercoledì 28 novembre 2018

IL SOFISTA SOFISTICATO: L’ ARGOMENTO DI GORGIA, IL SOFISTA DI LENTINI


- - certo, dimostrare che nulla è, che in effetti nulla esiste, è cosa ardua; dimostrare poi che, se pur esistesse, non sarebbe conoscibile, è davvero difficile; ma asserire che, se pur conoscibile, nulla è comunicabile, sembra confutazione impossibile, perché impedirebbe anche l’ascolto di qualunque argomentazione, quella in oggetto e quella contraria. Ma non per Gorgia, il sofista siciliano che riuscì ad entusiasmare anche il pubblico di Atene, aduso all’argomentare filosofico, anche il più oscuro. Così descrive la sua dialettica argomentativa Sesto Empirico lo scettico, che lo considerava un maestro, evidentemente ammirato dal relativismo conoscitivo ed etico del sofisticato sofista e dalla convinzione che cercare le assolute verità fosse cosa vana, e in quanto vana, stolta. - - (fe.d.)
- - “ 1. Che niente esista Gorgia dimostra in questo modo: se qualcosa esiste, esso sarà o l'essere o il non-essere o l'essere e il non-essere insieme. Ora il non-essere non c'è, ma neppure l'essere c'è. Ché, se ci fosse, esso non potrebbe essere che o eterno o generato o eterno e generato insieme. Ora, se è eterno, non ha alcun principio e, non avendo alcun principio, è infinito e, se è infinito, non è in alcun luogo e, se non è in nessun luogo, non esiste. Ma neppure generato può essere l'essere: ché, se fosse nato, sarebbe nato o dall'essere o dal non-essere. Ma non è nato dall'essere, ché, se è essere, non è nato, ma è già; né dal non-essere, perché il non-essere non può generare.
2. Se le cose pensate non si può dire siano esistenti, sarà vero anche l'inverso, che non si può dire che l'essere sia pensato. È giusta e conseguente la deduzione che “se il pensato non esiste, l'essere non è pensato”. E che le cose pensate non esistano è chiaro: infatti, se il pensato esiste, allora tutte le cose pensate esistono, comunque le si pensino; ciò è contrario all'esperienza, perché non è vero che, se uno pensa un uomo che voli o dei carri che corran sul mare, ecco che un uomo si mette a volare o dei carri si mettono a correre sul mare. Sicché non è vero che il pensato esista. Di più, se il pensato esiste, il non-esistente non potrà esser pensato, perché ai contrari toccan contrari attributi. Ma ciò è assurdo, perché si pensa anche Scilla e la Chimera e molte altre cose irreali. Dunque l'essere non è pensato.
3. Posto che le cose esistenti sono visibili e udibili e in genere sensibili e di esse le visibili sono percepibili per mezzo della vista e le udibili per l'udito, e non viceversa, come dunque si potranno esprimere ad un altro? Poiché il mezzo con cui ci esprimiamo è la parola, e la parola non è l'oggetto, la cosa, non è realtà esistente ciò che esprimiamo al nostro vicino, ma solo parola, che è altro dall'oggetto. Al modo stesso dunque che il visibile non può diventare audibile, e viceversa, così l'essere, in quanto è oggetto esterno a noi, non può diventar parola, che è in noi. E non essendo parola non potrà esser manifestato ad altri. “
(Sesto Empirico, Contro i matematici, VII, 65 ss)
- - Uomo, non costruir nulla su certezze indubitabili, solo il dubbio accrescera’ la conoscenza, questo a me sembra il messaggio di Gorgia. Tra la realtà e la logica, comunque costruita su parole, non vi sarà perfetta corrispondenza così come simmetria in natura. (fe.d.)



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